È passato un anno dalle elezioni regionali in Basilicata, e il tempo dei festeggiamenti (per chi ha vinto) dovrebbe ormai aver lasciato spazio al tempo del fare.
Ma ciò che emerge con chiarezza è che più che un cambio di passo, si è assistito a un cambio di maschere.
Il teatro politico lucano continua a recitare il solito copione: quello delle alleanze spurie, delle incoerenze, dei personalismi e degli “accordi programmatici” che, alla prova dei fatti, risultano essere solo accordi di potere.
Le alleanze (incoerenti) non tornano: Calenda e Renzi in Basilicata sembrano schizofrenici
Una delle principali anomalie del quadro lucano è l’incoerenza tra ciò che i partiti dichiarano a livello nazionale e ciò che praticano a livello locale. Un esempio clamoroso è Azione di Carlo Calenda, che a Roma un giorno è nel centrosinistra e il giorno dopo contro il centrosinistra; un partito a fasi alterne, che a livello nazionale si propone come riformista e alternativo tanto alla destra quanto ai populismi, ma che in Basilicata, ancorchè motivato da un Pd in preda a personalistmi e ostracismi,i si è prestato a regie e geometrie variabili, a volte con il PD, a volte con pezzi del centrodestra, senza una logica politica ma con un’unica bussola: garantirsi visibilità e postazioni.
Lo stesso discorso vale per Italia Viva, che con Mario Polese ha sottoscritto alleanze di dubbia coerenza, accreditandosi come “terza gamba” in un sistema che (purtroppo ) conosce benissimo. L’accordo programmatico con la destra lucana, sottoscritto con il sorriso sulle labbra, oggi appare in tutta la sua ambiguità, come spiega bene il silenzio in cui a mesi l’esponente lucano di Italia Viva si è rinchiuso. Ma Renzi, che ama parlare di coerenza e visione, cosa ne pensa oggi di questa operazione lucana, in cui Italia Viva ha messo la propria bandierina su un patto di potere privo di contenuti?
Pittella e l’accordo “programmatico”: ma il programma dov’è?
Anche l’ex presidente Marcello Pittella (oggi di fatto riferimento centrista trasversale )ha più volte dichiarato che l’intesa con le forze che hanno sostenuto la candidatura “dell’assenteista “Bardi fosse “programmatica”.
Ma a distanza di un anno nessuno ha mai visto quel programma.
Nessun documento, nessuna visione condivisa, nessuna prospettiva concreta: solo la retorica stanca dell’“abbiamo fatto un accordo per il bene della Basilicata” e, nei fatti, una spartizione di poltrone e ruoli che guarda più al passato che al futuro.
E nel frattempo? La Regione continua a navigare a vista.
La sanità è in affanno, le infrastrutture ferme, i fondi del PNRR ancora da impiegare in modo efficace, le aree interne sempre più marginali.
Le alleanze di governo, costruite sul nulla, non stanno portando alcun beneficio tangibile ai cittadini.
Non esiste una linea strategica unitaria, solo una convivenza forzata di interessi contrapposti.
la coerenza è un lusso per pochi.
In questo quadro, è evidente che il vero problema della politica lucana non è l’alternanza democratica, ma la mancanza di coerenza. Quando un partito cambia casacca in base alla tornata elettorale o all’opportunità del momento, tradisce il proprio elettorato.
E quando le “intese programmatiche” diventano solo paraventi per accordi di potere, si sta prendendo in giro una comunità intera.
La Basilicata merita una politica seria, che dica chiaramente dove vuole andare, con chi e come.
Il tempo dei giochi di prestigio è finito.
I Lucani, prima o poi, presenteranno loro il conto !
REGIONE, AD UN ANNO AL VOTO: TEMPO DI BILANCI (E DI VERITA’ SCOMODE)
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1 commento
La fortuna di questo assembramento politico che governa la nostra amata regione lucana fa molto capire che non c’è un vero interesse nel risolvere gli annosi ed atavici problemi che affannano questa regione, perché nella cultura dell’individuo lucano ,la maggior parte dico la maggior parte ha solo ed esclusivo interessere ad curare il proprio interesse o dell’amico o compare, l’egoismo innnato carnosamente instaurato nell’anima di chi della politica ne fa della sua bandiera, sventolanto illusioni e inganni pur di mantenere quel potere che a mio riguardo ridicolo è stupido, i politici seri ringraziano con i fatti concreti e non con le illusioni,stare sempre tra la gente e con la gente e no solo a comodità,sposare pienamente i problemi che affliggono questa regione, invece si predica bene come suol dire e si razzola male, questa classe dirigente ha la fortuna di spendere miliardi di euro ma ad un anno dall’insediamento mi dite quale cambiamento avete notato nonostante venivano già da cinque anni di precedente governo, inutile elencare problemi, solo uno la migrazione dei giovani lucani non hanno un ritorno anche dopo aver studiato fuori addirittura si sono create difficoltà per raggiungere i propri cari nelle feste Pasquali, ma di cosa vogliamo parlare. Auguro che nascesse nell’individuo lucano qualcosa che possa dare una svolta a questa piccola e bella regione che ha tutto il potenziale invidiato ma non riconosciuto da chi fa della politica individualismo ed egoismo .