Riflessioni in ordine sparso dopo l’ultimo D.P.C.M.

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di ROCCO PESARINI

 

 

Il Governo ha varato il nuovo D.P.C.M. e il presidente del Consiglio Conte lo ha presentato alla Nazione in diretta.

Due le considerazioni in merito.

La prima è sorta quando, al termine del discorso di Conte, essendomi reso conto che non era stato deciso alcun lockdown né, tantomeno, alcun “coprifuoco”, mi son tornate in mente le tante polemiche, politiche e non, apparse sui social nei giorni scorsi e che si dicevano indignati, preoccupati, scandalizzati da ipotesi di chiusura totale o parziale o dal ricorso a misure degne di una vera e propria guerra in atto.

E mi son (non candidamente) chiesto di cosa diavolo avessimo discusso, anche animatamente, con acredine, vigore, ancora una volta in netta e antipatica contrapposizione, nei giorni precedenti.

E mi sono risposto che ancora una volta, abbiamo litigato praticamente sul NULLA, dibattendo del NULLA, ancora una volta manovrati come sciocchi pupazzetti da abili burattinai mossi da ben altri interessi.

Seconda considerazione: ho letto le  dichiarazioni del sindaco di Bari e presidente dell’Anci De Caro che non si dice d’accordo sulla possibilità riconosciuta dall’ultimo DPCM ai Sindaci di poter chiudere, salvo l’accesso a residenti e avventori di negozi e locali, determinate piazze o vie.

Lo dico senza girarci intorno, indorando la pillola: sono totalmente in disaccordo con il Sindaco barese in quanto credo che nessuno meglio di un sindaco conosca le peculiarità del suo territorio e sappia quindi valutare se e come applicare la disposizione citata (atteso che, in caso non dovesse ritenerlo opportuno, può tranquillamente lasciare tutto aperto).

Inoltre la interpreto come una giusta assunzione di responsabilità in capo ai Sindaci che stanno li per una “mission” leggermente più ampia che stringere mani o tagliare nastri.

Ah, dimenticavo, una considerazione extra.

Alcuni hanno tacciato il Governo (per carità, opinione loro che non condivido ma rispetto) di codardia.

Ma se si è accusato più volte il Governo di esser “autoritario” nel voler decidere tutto da solo, imponendo scelte mai realmente condivise, perché per una volta che demanda ad un altro organo, ossia i sindaci (che sono, a tacer d’altro, ufficiali di Governo, deputati ad adottare provvedimenti di ordine e sicurezza pubblici, oltre che sanitari qualora necessari), si grida allo scandalo, alla codardia o chissà cos’altro?

Anche qui il mistero resta fitto… o forse no.

P.S. METTETE LA MASCHERINA E SIATE PRUDENTI.

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