RIPRENDONO I TEST F1, MASSA DAVANTI, LA FERRARI TERZA

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Marco Di Geronimo

Marco Di Geronimo

Ci sono due tipi di salto, giusto? In lungo e in alto. Bene. La giornata di test F1 di ieri è stata una giornata di salto in lungo. Le macchine non hanno cercato la prestazione e si sono concentrate sulla simulazione gara. Ecco perché, mettendo insieme tutti i giri percorsi da tutti i piloti in pista, si raggiunge la cifra di 1176 tornate sul circuito spagnolo.

A svettare su tutti è stato Felipe Massa con la Williams. Il brasiliano ha completato il giro veloce la mattina, fermando le lancette del cronometro su 1’19”726. Dopo cinque giorni di test c’è quindi da notare che la macchina inglese sembra svelare un certo potenziale – anche se difficilmente potrà lottare per le posizioni che contano – e che Sir Frank abbia lanciato la sfida alla Force India.

Dietro Felipe Massa c’è Daniel Ricciardo. Il #3 ha concluso 89 giri (contro i 168 di Massa, il migliore insieme a Sebastian Vettel) e si è preso 174 millesimi dalla vetta imposta dal carioca. L’australiano si è concentrato sulle gomme SuperSoft con un lungo stint, anche se ha riscattato la piazza d’onore schierando le UltraSoft.

Franco Nugnes definisce la SF70H «una macchina da guerra»: definizione su cui ci sentiamo di dissentire. Aspettiamo i dati. È vero, come dice Nugnes per it.motorsport.com, che la Ferrari ha realizzato il terzo tempo con le Medium contro le UltraSoft di Ricciardo, ma i dati sono ancora incompleti. Vero però che a Maranello non hanno mai spinto per tutto il giro e che l’affidabilità della macchina sembra davvero migliore rispetto alle precedenti.

Test Barcellona 07/03E arriviamo alle note dolenti. Ovvero il motivo per cui dissentiamo da Nugnes. Perché dietro la Ferrari c’è la Mercedes: Lewis Hamilton quarto con 49 giri all’attivo e Valtterri Bottas quinto con 86 tornate sulle spalle. I due piloti chiudono rispettivamente con un tempo di 1’20”456 e 1’20”924. La notizia però è che Bottas e Vettel hanno provato le gomme Soft assieme e il pilota Ferrari è apparso meno prestazionale del finlandese di Stoccarda. Ecco quindi che si profila un punto a sfavore per Maranello ben più solido del semplice tempo sul giro, benché comparato all’UltraSoft di Ricciardo.

Non è per fare i gufi o gli anti-ferraristi per partito preso (lo dice tra l’altro qualcuno che ha urlato di gioia al testacoda di Vettel su Red Bull a Interlagos 2012, sperando per la vittoria di Alonso su Ferrari…) ma è per realismo e onestà intellettuale che dubitiamo delle prestazioni della Rossa. I tempi sul giro nelle giornate di collaudi possono essere frutto di centomila fattori diversi, che le squadre mixano sapientemente pur di confondere le acque alla concorrenza e gettare fumo negli occhi della stampa. I veri test sono quelli in generale sulla vettura, e per avere indicazioni su di essi il ritmo di gara può dare molti più lumi. Ma anch’esso deve essere analizzato con la dovuta tara, s’intende.

Dietro di loro avanzano Esteban Ocon sulla Force India e Nico Hulkenberg per la Renault. L’incredibile Hulk ha dovuto però arrendersi all’inaffidabilità della sua Power Unit francese, che lo ha abbandonato due volte nella stessa giornata. Anche per questo il suo compagno Jolyon Palmer è scivolato in fondo alla graduatoria. Seguono Magnussen, Kvyat e finalmente anche Vandoorne sulla McLaren-Honda. La squadra inglese continua ad avere problemi con Honda, che l’ha costretta a cambiare un’altra PU al mattino. 100 giri per le Sauber, ripartiti tra Wehrlein ed Ericsson.

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Sull' Autore

Direi di scrivere soltanto questo: "Potentino, classe 1997. Mi sono laureato in giurisprudenza a Pisa".

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