SCIPPO ALLA BASILICATA. E IL GOVERNO FA DA PALO

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antimo di geronimo

 

Il mio è mio e il tuo è pure mio. E’ questa la logica alla base della legge-delega della Regione Veneto, che il Governo si accinge a recepire in un disegno di legge. Che sarà presentato a breve alle Camere per l’approvazione. Il Parlamento potrà dire sì o no, senza proporre modifiche. E dirà di sì. Perché in caso contrario cadrà il governo. Di Maio ha detto che: “L‘autonomia del Veneto si deve dare il prima possibile, perché i Veneti hanno votato un referendum che non deve essere disatteso”. E la Lega è il partito che la propone. Dunque si farà. Sarà una strada senza ritorno: dopo l’approvazione, il Veneto disporrà di tutti i soldi delle tasse riscosse sul suo territorio, compresi i soldi in più che servono alle regioni povere per finanziare le cure sanitarie, l’istruzione, gli aiuti alle imprese, la tutela dell’ambiente, la protezione civile, lo sport, i trasporti pubblici, l’energia elettrica ecc. Insomma, tutti i servizi che lo Stato eroga ai cittadini che pagano le tasse. E ne farà ciò che vuole. La secessione del Veneto (perché di questo si tratta) avrà inizio il 15 febbraio. E’ prevista per quella data la decisione del Governo che darà il via al disastro. Dopo di che la proposta approderà in Parlamento e diventerà legge.

Il prof. Viesti, economista e docente dell’Università di Bari, in un recente convegno che si è tenuto in Senato, ha parlato di “secessione dei ricchi dai poveri”. E il prof. Lucarelli, professore di Diritto costituzionale all’Università “Federico II“ di Napoli, ha spiegato, nello stesso convegno, che si tratta di una grave violazione del principio di uguaglianza sostanziale. Quel principio, secondo il quale, lo Stato ha il dovere di dare anche ai poveri quel minimo di servizi necessari per consentirgli di sopravvivere.

Dai noi in Basilicata tutto ciò vorrà dire chiusura delle scuole nei nostri tanti piccoli paesi, meno trasporto pubblico, chiusura dell’ospedale di Lagonegro e di Chiaromonte e dei poliambulatori di zona, esuberi e licenziamenti nella pubblica amministrazione nelle imprese, allungamento delle liste di attesa per le visite specialistiche, turni ancora più massacranti per medici e infermieri negli ospedali superstiti, scarsa sicurezza negli edifici pubblici per carenza di manutenzione, piccole imprese alla canna del gas per mancanza di clienti (ancora più di adesso), emigrazione di massa. Insomma, cancellazione del diritto di cittadinanza per tutti i lucani e povertà. Tanta povertà. Molta più di adesso.

In tutto questo la grande stampa tace. Anzi, ne parla a favore. E mentre il Governo si accinge a cancellare il diritto di cittadinanza degli abitanti della Basilicata e del Sud, la politica di casa nostra si balocca con il Pittellasì e il Pittellanò e il teatrino delle candidature. Tra un po’ non avranno più nulla di cui discutere. Perché la Basilicata chiuderà i battenti.

Chi non ci crede vada a leggersi la “Legge di attuazione dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione” redatta dalla Regione Veneto e attualmente sui banchi del Governo in vista dell’approvazione.

La ratio è quella contenuta in un antico detto “putenzese” (guai a chi dice “potentino”: quella è la lingua dell’invasore!): “U mie è u mie e u toie è pure u mie”. Solo che questa volta è il “nostro” ad essere a rischio. Ed è solo l’inizio. Dopo il Veneto sarà la volta di Lombardia ed Emilia- Romagna, che sono già a buon punto. E poi seguiranno tutte le regioni del Nord e, probabilmente, anche del Centro.

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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