Senza addentrarci nella qualità dell’insegnamento, argomento che ci porterebbe lontano, riteniamo che si debba focalizzare il possibile punto di collegamento tra impresa e scuola o formazione. Questi tre protagonisti non si parlano in Basilicata: le imprese non sanno dove cercare personale specializzato in loco, la scuola va avanti per conto proprio con programmi di trent’anni fa, la formazione è una occasione per far campare una imprenditoria che si è messa davanti al rubinetto della spesa pubblica e produce le stesse cose da anni. Il mondo è cambiato e le esigenze pure. Si può mai pensare che un giovane ragioniere si diplomi senza che sia in grado di portare una contabilità con programmi informatici?Succede. Si può mai pensare che un giovane esca dal linguistico senza parlare corrente
mente l’inglese? Succede. Si può pensare che un geometra esca dalla scuola senza aver imparato un sistema informatico per la progettazione. Succede . E quello che viene dopo la scuola , se non è l’Università, è una formazione post lavoro che dà poco o niente, nel senso che finora si è avuta una ripetizione stantia di corsi progetta
ti vent’anni fa e mai rinnovati. L’aver messo, in Regione Bsilicata, insieme il Dipartimento regionale delle attività produttive, con quello della formazione professionale ha consentito di fare un primo passo verso la giusta direzione, che è quello di far sedere intorno ad un tavolo tutte e tre i lati del triangolo per vedere come raccordarsi, come evitare duplicazioni e come rispondere in modo adeguato alle richieste del mondo del lavoro . Lo strumento nuovo sarà il cosiddetto Polo Tecnico Professionale che intorno ad una filiera produttiva mette in rete gli istituti tecnici, quelli professionali, le agenzie formative e le imprese considerate prioritarie ai fini dello sviluppo ( auto motive, energia,cultura e turismo , agricoltura) per un percorso-scuola lavoro che sia il più vicino possibile ai luoghi di produzione. In più- è notizia di questi giorni- ci saranno due Istituti tecnici superiori di nuovo conio, uno nella meccanica e uno nell’energia, che si inseriranno a pieno titolo come supporto alle due grandi realtà produttive della regione. Si tratta ora di passare ad una fase più operativa sia per la istituzione degli ITS attraverso incontri serrati tra i soggetti di riferimento, sia per la costruzione dei Poli attraverso la verifica delle disponibilità sul territorio regionale. L’obiettivo è quello di far partire il nuovo sistema nel più breve tempo possibile”. Sulla carta funziona, e bisogna dare atto di questa svolta procedurale che finalmente fa parlare tutti insieme i soggetti interessati. Ma in Basilicata passare dalla progettazione all’attuazione è difficile , per i tanti, troppi ostacoli che il Mammuth della burocrazia interpone tra il volere ed il fare. E dispiace che ad oggi non si sia capito che il primo gradino di uno sviluppo possibile è quello di far svegliare gli uffici dal torpore e dalla depressione in cui si sono adagiati.