SEI MAI MORTA, TU ?

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francesca berillo

 

Il centro storico del capoluogo della Basilicata ha ospitato la Notte Bianca della Cura, un’iniziativa  che ha proposto la scrittura come “rimedio, terapia”. Tra gli itinerari di questo percorso una tappa è stata dedicata ad Antonella Ciervo, giornalista e  scrittrice, con il suo ultimo romanzo, il cui titolo ha intrigato e incuriosito il pubblico.  “Sei mai morta, tu?” la domanda si scorge in copertina, sullo sfondo un’elaborata fotografia di Antonio genovese, forse un po’ bizzarra, ma non assolutamente casuale. È il busto di un manichino, su di esso un abito da Sposa, sullo sfondo i sassi di Matera e la tonalità del rosa che prevale sull’intera pagina.
La sposa, il colore rosa… Ecco è una donna la protagonista del racconto, Adele, una sarta di abiti nuziali, si trova a conoscere le esigenze e vicissitudini del matrimonio, evento brillante e vitale, ma non si lascia sfuggire che cos’è la morte, intesa non come l’opposto della cerimonia d’amore, bensì come un varco da attraversare per raggiungere un’esperienza a noi ancora ignota.

Gli otto episodi del romanzo, separati, ma non lontani tra loro, sono vicende legate dall’esperienza di Adele, che non rappresenta soltanto la sua professione, Adele è una donna capace di amare, di comprendere le persone grazie alla sua empatia. Scruta e immagina il mondo prima ancora di conoscerlo e non a caso, in tutte le vicende raccontate, la donna rimane senza parole e sprovvista di risposte in una sola situazione.

La via del rosmarino, il primo romanzo di Ciervo, si differenzia totalmente dall’ultimo, che è un canto alla memoria, una corrispondenza tra la vita e l’oltre.
L’autrice si reca a far visita a numerosi cimiteri, per impregnare la piuma nell’inchiostro di un realismo fedele. Grazie ad esso riporta l’immagine di una vita che non ha mai fine, una vita che viene commemorata attraverso le scritte delle lapidi, come quella dell’epitaffio del suo amico defunto Vito Mauro Giovanni e il suo amore per le parole, a cui dedica il libro.
Nonostante la lontananza dall’altare e dai contratti matrimoniali, Ciervo si è adoperata per poter riportare fedelmente i gusti, le scelte degli stilisti e le pretese di una sposa. Si è recata, infatti, in un atelier e ha vissuto un’intera giornata a contatto con le richieste delle future mogli. Il matrimonio è la volontà di sfoggiare il meglio (o il peggio?) di se stessi, oscurando l’uomo che è minimamente partecipe dell’impresa, ma mai vittima. Sotto i riflettori e sotto gli occhi di tutti c’è la sposa, che ha il gravoso compito di imprimere un ricordo indelebile di quel giorno.
Forse allo stesso modo è la vita, il suo obiettivo è dimostrare il meglio di ognuno, incombente e ultima la missione del ricordo, il quale in futuro si trasformerà in un giudizio. L’eterna lotta per lasciarci alle spalle qualcosa di immortale non ci lascia che una speranza, affidata agli altri, al nostro prossimo. Non a caso, come scrisse Manzoni, “ai posteri l’ardua sentenza”.

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Sull'Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa
Online dal 22 Gennaio 2016
Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall’agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line ” talenti lucani”, una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell’opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.


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