PITTELLA TORNI A STUDIARE MACHIAVELLI

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Adesso che sono stati sbloccati finalmente i  soldi della carta carburanti e che quei 68 milioni,  frutto dell’intesa tra Mise e Regione, possono entrare in un progetto di rilancio dell’economia regionale e di sostegno alle fasce più deboli, sarebbe opportuno che qualcuno si levasse doverosamente il cappello di fronte alla comunità regionale che non ha battuto ciglio rispetto alla coraggiosa  decisione della Giunta regionale di sottrarre i soldi a tutti per darli a chi ne ha più diritto o per assegnarli a priorità che vanno in direzione del miglioramento della regione. E’ questo il segno di una regione che è povera ma dignitosa e solidale, come si può notare in altre situazioni dove pure emerge un alto senso civico del suo popolo. E’ anche il segno di una regione che vorrebbe vedere la stessa serietà riflessa nei volti di chi l’amministra, lo stesso rigore, lo stesso senso di comunità: i soldi vadano lì dove servono ai cittadini, non dove servono a mantenere situazioni, ad accontentare campanilismi, a ingraziarsi o a ringraziare territori.  Il solo modo di salvarci è recuperare serietà e  rigore nella  spesa pubblica, puntando ad opere che abbiano un ritorno certo  e a investimenti che producano reddito. La ricollocazione di quei soldi della Card hanno obiettivi nobili e condivisibili: il sostegno all’industria 4.0 che dovrebbe portare il top dell’innovazione tecnologica, lo scorrimento della graduatoria PIA, il contributo ai Comuni al di sotto dei 2500 abitanti che soffrono dell’eccessivo spopolamento e del conseguente arretramento del livello di qualità di vita. Per non parlare del reddito minimo di inserimento che non molte regioni hanno varato e che testimonia ancora una volta che le royalties hanno semplicemente sostituito lo Stato nella sua storica dimenticanza dei problemi assistenziali del Sud. Di che si lamenta l’on.Latronico? del fatto che con le royalties il reddito minimo non può diventare strutturale?. Si chieda il perchè in tutti questi anni, lui al Parlamento, lo Stato ha fatto finta che la Basilicata non ci fosse!. Il Governatore della Basilicata gioca tutte le sue carte sullo sviluppo e sono in molti a riconoscergli l’importanza di una strategia che fa meno affidamento sulla risorsa petrolio e più su tutte le altre cose che possono valorizzarsi ,con l’agricoltura che corre, il turismo che ha fatto boom, i giovani imprenditori che incominciano a rischiare, le start up che si sono messe al lavoro, i consorzi di bonifica che sono stati rimessi in piedi in un solo ente, la sanità che non ha chiuso un ospedale, l’accoglienza dei migranti è stata portata ad esempio in Italia ed Europa. Eppure io constato che, nonostante tutto questo, non c’è entusiasmo popolare intorno a questo governo. Sono più forti i detrattori, e’ più forte la disinformazione rispetto all’informazione?  No, è che quando la politica viene consumata come contrapposizione di persone, uno fa e l’altro smonta. La produzione del Palazzo va meglio, ma sono molti che quel Palazzo continuano a vederlo cone luogo del potere e non della responsabilità, dell’arbitrio e non dell’ascolto, della casta e non dei cittadini. Non sono parole vacue: quando uno crea aspettative alte, deve essere consapevole che non può fermarsi a metà, e allontanare i sogni come se fossero palloncini da liberare a festa finita. C’ è insieme una maggiore produttività dell’esecutivo e una riproposizione di vecchie logiche opportunistiche  che recuperano chi  si doveva combattere e combattono chi pensava di trovarsi dalla parte giusta. Una porta girevole d’albergo, dove la gente entra ed esce. E nel salone delle feste, una quadriglia che non produce allegria perchè è diventata stucchevole e ripetitiva, perchè è un invito a non prendere posizione, ma a guardare appunto al senso del ballo dove giro dopo giro chi doveva essere l’ultimo si ritrova di nuovo primo.  E’ entrata l’efficienza ma non è uscita la vecchia politica, quella che il Governatore voleva combattere: a tutti i costi.  E non ci possono essere rivoluzioni “razionali”: o è sogno o no! Ci si renda conto che la questione è più complessa rispetto ad una Amministrazione che funziona e che ancora oggi se si votasse in un piccolo collegio ,uno della casta ( il più bravo e preparato) e uno della società civile , vincerebbe il secondo. Guardiamo avanti dunque, conoscendo il vero tema in discussione. Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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