SOMMA & C. , ASSALTO DI FIORETTO SULLA PEDANA DI VIALE VERRASTRO

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Hanno fatto un giro largo e sono arrivati alla festa del 2 Giugno che parla di unità e solidarietà per mandare un messaggio alle istituzioni locali colpevoli di una politica un pò’ elitaria e discriminante che arriva anche a lasciare fuori della porta organizzazioni che pesano molto sul piano economico come su quello politico ed elettorale e che non vedono di buon occhio questa perdurante esterofilia , così come questa mancanza di decisione circa le scelte forti da fare nel quadro dei nuovi in vestimenti targati PNRR. Una occasione che  Confindustria, Coldiretti e Camera Forense Ambientale, considerano un vero e proprio momento di ripartenza al punto Dda presupporre e proporre una vera e propria fase costituente. Molte le parole che danno vitalità al concetto di aprire formalmente le porte di via Verrastro alle categorie, alle associazioni, alle parti del mondo del lavoro, non decidendo insieme ma creando le condizioni comuni per cui ognuno faccia il proprio mestiere in sintonia e in maniera sincronica.

La logica della sussidiarietà-dicono- è basata sulla valorizzazione dell’apporto di ciascuno alla tessitura di un dialogo fitto ed incessante tra soggetti ed ambiti diversi, che devono lealmente collaborare e mettersi l’uno all’ascolto dell’altro per una crescita comune. Ed è in tale logica che trova piena legittimazione il ruolo prezioso e imprescindibile assegnato ai corpi intermedi di collegamento tra le istituzioni e la cittadinanza nella rappresentanza di interessi collettivi. E se fosse necessario essere più espliciti, pur in un linguaggio abbastanza felpato e diplomatico al quale sono stati educati da piccoli- le tre sigle dicono che “è necessario scardinare ogni pretesa di chiusura autoreferenziale di quanti operano nel polo pubblico come nel polo privato, tutti chiamati ad essere protagonisti nel complessivo ordinamento repubblicano. L’abbandono di costruzioni che configurano i rispettivi ambiti di azione come reciprocamente impermeabili, o radicalmente conflittuali, è il tratto da seguire per delineare, in termini non statici e rigidi, il prossimo futuro. Del resto, sarebbe oggi imperdonabile disperdere il patrimonio di esperienza e di insegnamento che ci viene consegnato da questi ultimi mesi: il quadro di Istituzioni che hanno potuto affrontare la pandemia grazie al sostegno delle risorse, dei saperi, delle competenze, delle professionalità presenti sul territorio. Questa forza unitaria ha consentito all’Italia di efficacemente affrontare e, speriamo, definitivamente vincere la pandemia” Il punto sul quale battono come la lingua sul dente che duole è che “non si può neppure immaginare una transizione ambientale, sociale ed economica che non passi dalla transizione delle Istituzioni: e questa non potrà realizzarsi se l’organizzazione pubblica non si aprirà alla collaborazione della comunità civile, a sua volta chiamata ad attivarsi per sostenere, responsabilmente e liberamente, le Istituzioni repubblicane. La transizione richiede il superamento della moderna logica individualistica e la stipulazione di un nuovo patto tra la democrazia ed i cittadini, che si ponga alla base di un rinnovato equilibrio sociale. Questo appello è, dunque, un invito rivolto alla nostra terra, alla Basilicata, affinché nasca in tutti la consapevolezza che le sigle e le ideologie non possono nascondere né oscurare l’orizzonte degli obiettivi di sviluppo e crescita. E gli orizzonti di sviluppo e di crescita appartengono a valori alti che possono e devono essere definiti insieme dall’intera comunità lucana, come all’epoca fu per l’Assemblea costituente. Solo così potremo immaginare di trasformare la grande tragedia che ci ha colpiti in una enorme opportunità e diventare, forse per la prima volta della storia lucana, protagonisti della ripartenza”. Insomma un altolà perentorio, segno probabilmente non tanto di una insoddisfazione sulle cose che non vanno o che vanno per le lunghe quanto di una preoccupante convinzione che serpeggia negli ambienti imprenditoriali lucani circa scelte che di fatto emargineranno quelli che sinora sono stati i muscoli e i nervi dell’economia locale . Se è così è perchè le voci corrono e qualcuno ha fiutato qualcosa. Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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