Per niente disposti a lasciare il pallone a Polese, Leu prende l’iniziativa di relazionarsi con i singoli partiti del centrosinistra, per trovare punti di convergenza mettendo a fronte le opzioni, le priorità e le condizioni. A guidare la delegazione, direttamente il leader del Movimento, Speranza, a dimostrazione che la partita di fine anno o di gennaio è una partita vitale per lo stesso Movimento che va a congresso entro dicembre e che deve esprimere una leadership di rinnovamento. Dimostrare che si è in forze, oltre che giovani, è una necessità non eludibile nemmeno per i leaders più importanti. La delegazione ha incontrato realtà Italia, poi il centro democratico di Scaglione, Mollica e Autilio e infine i popolari Uniti con il sempreverde Antonio Potenza. Il ragionamento che Speranza ha portato è che l’unità si può raggiungere ma a patto che ci si metta d’accordo sulle regole per arrivarci. La discontinuità richiesta riguarda le politiche da fare piùà che gli uomini da cambiare, per poter avere un rilancio basato sul rinnovamento reale. Fare accozzaglie di lista senza una unità vera non serve, dice Speranza. Da Mollica è arrivato il suggerimento a fare le primarie di coalizione, ma su questo Leu è abbastanza freddino. Da Scaglione poi è arrivato un affondo sui comportamenti che Leu ha tenuto per quanto riguarda la questione politica al Comune di Potenza, dove ha preferito sistemare i propri uomini a scapito di coerenza e di alleanza. Con l’occasione i componenti del centro democratico hanno detto che i casi di Potenza e Matera hanno finito con l’allontanare la gente dalla politica e che se continuano le alleanze spurie il centro democratico è pronto a prendere strade diverse nel 2019, con il rinnovo del consiglio comunale. Più che una minaccia, sembra una possibilità reale. r.r.
SPERANZA FA LE CONSULTAZIONI IN PROPRIO
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