
LUCIA LAPENTA
Dare un morso ad una tavoletta di cioccolata e sentirci dentro tutto il buon sapore di ingredienti sapientemente selezionati e lavorati, oltre che la bontà e l’identità di non uno ma di due territori ricchi di eccellenze come quello lucano e quello svizzero!?
Con Cioccocrusco, la dolce “creatura” di Antonio Cammarota, satrianese doc trasferito da dieci anni in Svizzera, tutto ciò è possibile: ci si lascia avvolgere prima dalle “note” vellutate della pasta di cacao criollo, una pianta con non più di 32 chicchi che conserva tutte le proprietà organolettiche e che è talmente pregiata da essere venduta all’asta; poi arriva l’inconfondibile profumo caldo e floreale della vaniglia del Madagascar con il suo gusto cremoso. Dopodiché, si avverte sotto i denti la leggerezza del fior di sale della Sicilia che conferisce struttura e sapidità e, in ultimo, con un finale esplosivo, la croccantezza del peperone crusco lucano che lascia in bocca un sapore intenso e sorprendente. Ed è proprio con questo ingrediente riconosciuto come prodotto agroalimentare tradizionale (PAT), che Antonio ha stupito tutti, riuscendo ad offrire un’esperienza sensoriale unica nel suo genere e ad unire, così, la sua terra natia con quella di adozione. Di più, a realizzare un prodotto che ha, al contempo, una storia, un’anima e un sentimento.
Quando Antonio Cammarota decise di lasciare la Basilicata, dove per primo aveva avviato quindici anni fa un e-commerce di calzature, non pensava assolutamente di investire, una volta trasferitosi in Svizzera, a Romanshorn, nell’oro rosso lucano, il peperone crusco, facendolo diventare protagonista, sia del cioccolato che di un distillato, il Gincrusco, dal gradevole sentore di biancospino, malva, foglia d’olivo, ginepro, arancio dolce e, ovviamente, peperone crusco!
“Quando sono giunto in Svizzera – racconta Antonio che si sente ancora molto legato al suo paese natio, conosciuto come una vera e propria pinacoteca a cielo aperto e tra i trenta borghi più belli d’Italia – ho iniziato a lavorare dapprima come giardiniere e, poi, come artigiano dei caratteristici slittini svizzeri, i Devos, in legno, realizzati totalmente a mano. Dopodiché mi sono occupato di logistica per aziende come la Fornarina e la Berloni e, solo successivamente, come venditore per ditte specializzate nel raffreddamento industriale e nella vendita di prodotti dolciari. Ed è lavorando in questo settore e dopo aver assaggiato un cioccolatino alle olive al termine di una corsa con amici, che è iniziata l’avventura”.

GIN CRUSCO
Rimasto piacevolmente stupito dal gusto di un cioccolatino con particolari “essenze” olivastre, l’imprenditore satrianese ha pensato che anche il sapore unico delle scaglie rosso fuoco lucane si sarebbe potuto sposare con la dolcezza della pasta di cacao, diventando una barretta di finissimo cioccolato capace di conquistare anche i palati più fini. Dopo un anno di sperimentazione e tante prove per capire il giusto grado di temperatura che non facesse perdere al peperone crusco la sua insita croccantezza e il giusto equilibrio tra le altre materie prime, Cioccocrusco è stato lanciato e presentato sul mercato proprio in occasione dell’anno di Matera capitale europea della cultura.
“La lavorazione delle materie prime – sottolinea l’imprenditore satrianese – avviene a Berna, nella cioccolataia Casa Nobile di Willi Schmutz e Martin Schwarz di Bätterkinden balzata agli onori di tutta la Svizzera per il primo posto conquistato nella classifica dei migliori cioccolatieri e del migliore cioccolato, stilata dalla rivista Choco Guide 2018. Il suo proprietario, l’artista del cioccolato, Willi Schmutz ha creduto immediatamente nella mia idea di aggiungere nella miglior ricetta del cioccolato svizzero, il peperone coltivato da secoli nelle aree ai confini del Parco Nazionale del Pollino. Nella sua manifatturiera del cioccolato, migliaia di stampi, per 10 mila tavolette al mese, vengono riempiti con questa spezia dal sapore innovativo, importata dagli arabi in Basilicata, diventandone endemica”.
L’entusiasmo con cui il Ceo e fondatore di Cioccocrusco parla del suo progetto è travolgente: “Dietro Cioccocrusco non c’è solo la mia idea ma un mondo vero e proprio in cui tutto è sinonimo di artigianalità e ricerca. Ad esempio il 90% delle risorse che vi lavorano, per esempio al packaging (molto accattivante nella sua soluzione a libretto) e alla distribuzione, sono lucane. Mi piace sottolineare che il successo della nostra barretta gourmet lucano-elvetica, che ha raggiunto anche i mercati americani e asiatici, è legato alla sinergia con le migliori maestranze del settore e all’unione delle esperienze, in cui tutto può convivere”.
L’unione fa la forza e, in questo, Antonio Cammarota ci crede fortemente, tanto che ad esempio ha pensato di servirsi del giovane artista satrianese, Sante Muro, per firmare e serigrafie le 25 tavolette di cioccolato della la Limited Edition: “Anche la pittura – conferma Antonio – può fondersi con il cioccolato e creare suggestioni!”.
Così come per Cioccocrusco, acquistabile on line e nei tre punti vendita di Melfi, Matera e Potenza nei formati Classic e Gold (con il doppio della quantità del peperone crusco) in abbinamento con una bottiglia di vino aglianico rosso Quarta generazione, anche il distillato si avvale della stessa filosofia del saper fare sistema.
“Nel progetto Gincrusco ho puntato sull’unica master distiller donna italiana e la più premiata al mondo, Priscilla Occhipinti, sulla storytelling lucana, Dominga Tammone, sul bartender Peke Bochicchio e su Tonio Trerotola, proprietario della Caffetteria Ottaviani a Firenze, luogo di gran fascino e storia a due passi da Santa Maria Novella. Il mio obiettivo con Gincrusco è quello di arrivare a produrre 30 mila bottiglie all’anno di altissima qualità. Anche per questo prodotto dalle particolari note botaniche sono servite tanti test, affinché si riuscisse a non far sentire la parte oleosa e del fritto, classica del prodotto tipico lucano. Con il VinItaly 2019 abbiamo avuto la conferma di aver trovato la giusta formula e realizzato un distillato di prim’ordine che stupisce e inebria quanto il cioccolato!”
Di bontà in bontà, l’amore per la sua terra, unito alla flessibilità e al saper fare sistema di Antonio Cammarota, si è trasformato in “dolce” business, in continua evoluzione e che promette, a breve, altre gustose novità. Il prossimo step, sarà abbinare il Gincrusco con un lievito, lavorato dalle sapienti mani di Vincenzo Tiri, per la realizzazione di un prodotto di pasticceria davvero invitante e irrinunciabile.