Il Comune di Potenza ha annunciato l’entrata in funzione dello street control come se fosse in arrivo la befana per i potentini. E che di befana si tratti è vero. Solo che è unicamente per le casse comunali e per quelle statali. Si tratta-leggo-, una piccola telecamera che si monta o all’esterno o all’interno della volante dei vigili urbani i quali, restando comodamente alla guida in servizio di pattugliamento, potranno videofilmare le auto in doppia fila, le auto che viaggiano con la revisione o l’assicurazione scaduta, le auto rubate. L’occhio di questa telecamera legge la targa (fronte o retro) e nel giro di pochi secondi, grazie al collegamento diretto con il database della motorizzazione, rileva queste informazioni. Lo street control costa poco più di 7mila euro. Che se lo faranno ripagare in una settimana non c’è ombra di dubbio perché se la telecamera funziona, per i vigili diventa un obbligo portarne avanti il contenuto, altrimenti rischiano l’omissione in atti di ufficio.
Di tutta questa vicenda, che si veste dietro i paroloni della sicurezza della città, rimane la sensazione che essa sancirà una rottura profonda tra Amministrazione e cittadini: perché è solo uno strumento vessatorio che in mano a vigili alla Rambo, va a fare il bottino di giornata. Ma veramente pensano questi amministratori che levare le macchina dalla doppia fila sia la preoccupazione principale del corpo dei vigili urbani? E nessuno si chiede perché sono in doppia fila, magari davanti alle scuole, davanti agli asili, nelle strada costruite ad imbuto , davanti ai mercati rionali: Stanno lì per bellezza o per prendere il sole? No, stanno lì perché Potenza è una città invivibile e non ci sono strutture per renderle tali. Qualcuno mi vorrà dire dove metteranno le macchine tutte quelle persone che il venerdì vanno al mercato rionale di Verderuolo? O che alle tredici aspettano l’uscita dei figli dalla scuola a via Lazio?
Allora perché iniziamo sempre dalle cose più facili? Perché non ci poniamo il problema che prima di vietare bisogna dare una alternativa per la risoluzione consensuale del problema; e cioè fare regolamenti, indicare il posto dove parcheggiare, farsi carico di controllare situazioni di emergenza, e non semplicemente dire in maniera spesso beffarda : veditela tu dove metterla ma qui non puoi stare. Se non si fa tutto questo, ci troviamo in presenza di una Amministrazione che non serve i cittadini ma li sfrutta nei loro quotidiani bisogni e necessità. E’ una specie di contro parcheggiatore abusivo. E’ la stessa logica. Una vigilanza di cui non si vede il bisogno e dei soldi da cacciare per un diritto negato.