TANTO DI CAPPELLO AI DOCENTI DEL SUD

0

ANNA SCARNATO­

Esordio di una svolta.
E così che stiamo osservando come lo sconvolgimento delle esistenze umane non riguarda solo la reazione emotiva relativa alla paura di ammalarci, di trovarci presto o più tardi, chissà, in uno di quei posti d’ospedale che le immagini ci portano in casa e che ci entrano più dentro , nell’intimo facendo ondivagare le certezze fino a poco tempo fa ben piantate nel nostro io spesso percepito e mostrato agli altri forte e superiore. E’ così che un virus arrivato da non so dove ci ha portato a fare catene umane, a ricordarci momenti belli di tempi spensierati che non presagivano certamente ciò che sarebbe accaduto. E le mani si sono mosse a cucire per altri bavagli facciali, mentre si andava apprendendo una serie di parole nuove nell’uso che ora sono parte del nostro vocabolario quotidiano: lockdown, comorbidità, focolaio, asintomatico, dpi, droplet, paziente zero, coronabond ed anche smart working tradotto letteralmente lavoro agile.
Quanti i cambiamenti a cui siamo stati sottoposti ! Se molte professioni hanno visto il bisogno di essere presenti sul luogo di lavoro, e parlo di medici , infermieri, personale ausiliario, autisti e volontari vari, per ore e ore ad aiutare i pazienti colpiti, altri hanno perso il lavoro proprio a causa del fermo, anzi del lockdown. Il governo per tutelare la salute ha ritenuto, infatti, che venisse sospesa l’attività lavorativa in luoghi dove l’assembramento o la mancanza di distanza necessaria per evitare il probabile effetto contagiante. La scuola italiana, fra le prime nel mondo,considerato che tra i primi stati europei l’italia ha seguito la Cina ,( ora sì che ci ritengono ai primi posti) , si è trovata ad interrompere il rapporto con gli alunni, per esigenze di sicurezza,
con un decreto apposito che ha destrutturato la classe , ha imposto una accelerazione del processo di didattica digitale utilizzando piattaforme google e classroom ed altre applicazioni, istituendo classi virtuali che , pur permettendo che il rapporto insegnamento-apprendimento non si interrompesse garantendo che le sospensioni non avessero una negativa ripercussione sulla crescita formativa e culturale degli alunni, ha creato preoccupazione alle regioni in cui ancora non era completa la dotazione dei computer alle classi e che sarebbero ora serviti alla distribuzione alle famiglie che ne risultavano sprovviste.
Un momento ulteriore di ansia per le famiglie che ora si sono trovate a provare concretamente quell’alleanza educativa con la scuola di cui sempre nell’ offerta formativa hanno sentito parlare e a cui molti, sprovvisti di competenze culturali, avevano dato un significato venale individuando la necessità di un contributo. Anche questa, interpretazione giustificata dalle richieste che spesso giungono alle famiglie , soprattutto nel primo ordine di scuola, di compartecipazione ad alcune spese necessarie al funzionamento scolastico e camuffato dall’organizzazione di mercatini con lo scopo di raccogliere qualche fondo . E mi riferisco sempre ai primi ordini di scuola dove le belle iniziative delle fiere e mercatini dovrebbero sempre servire all’esercizio della manualità degli alunni insieme ai docenti e alle famiglie ma che spesso, in alcune realtà, rappresentano manufatti dei genitori o comprati in negozi cinesi , senza cenni polemici o mancanza di rispetto per questi.
Il Sud , se non lo sapeva, adesso ha preso ulteriore coscienza di come se la capanna non la costruisci in tempo, il temporale ti può cogliere di sorpresa. Ma come poteva se la politica finanziaria del governo centrale è stata orientata sempre a nord, dimenticando che i punti cardinali sono quattro, se le scuole lì collocate hanno viaggiato a gonfie vele? Si, sono all’avanguardia le scuole dell’Emilia, sì tante le fondazioni che finanziano le scuole di sopra, a Torino e a Milano e dimenticano che il bel Paese continua sotto, al Sud , depauperato delle sue risorse umane che emigrano per studio e lavoro ma anche derubato di quanto gli spetta. E’ in nome di una unità di intenti , di collaborazione e di condivisione, unità di crescita e sviluppo che sono comparse come parole vuote, sulla bocca di chi ci ha illuso, come droplet sulla faccia delle persone che esistono tali per loro quando contano per i voti utili ad eleggerli, che si rivolgono ai cittadini oggi e sempre.
Chi ha illuso il Sud? Non scrivo per un j’accuse, non mi interessa. Scrivo per dire a chi già ha governato, a chi governa, a chi aspira a salire , a non dimenticare che i nostri docenti hanno , come i medici negli ospedali oggi, servito lo Stato come dovere e , in alcuni casi, obtorto collo, visto che in tutta fretta si sono dovuti attrezzare e appoggiare in un angolo la borsa valigetta con gli attrezzi usuali del mestiere. I docenti del Sud si sono adattati e mostrati resilienti, i loro alunni li hanno seguiti, le famiglie disponibili ad appoggiarli moralmente. Chiaro è che non si può forse paragonare la loro stanchezza a quella di chi negli ospedali sta combattendo per strappare alla morte anche una sola vita in più. Sono convinta, però , che molti docenti , accanto al computer, dopo la lezione online ai loro alunni, resistono per non addormentarsi come l’infermiera ormai tristemente nota. E con loro genitori e alunni.
h?

Condividi

Sull' Autore

Giovanni Benedetto

Mi sono occupato per 40 anni prima in Rai e poi in Rai way dell' esercizio degli impianti alta frequenza della Rai in Basilicata. Per vent'anni in qualità di quadro tecnico sono stato responsabile del reparto di manutenzione degli impianti alta frequenza: ripetitori, trasmettitori tv e mf, ponti radio e tutti gli impianti tecnologici connessi. Ho presieduto tutta la fase della swich-off analogico- digitale della rete di diffusiva della Basilicata. Nel 90 per tre mesi come tecnico della Rai Basilicata ho lavorato al centro , ibc, di Saxa Rubra, per inoltrare i segnali televisivi e radiofonici provenienti dai dodici stadi accreditati ai mondiali 90, attraverso i ponti radio e i satelliti in tutto il mondo. Fuori dal mondo produttivo, mi sento un cittadino libero e curioso, che osserva con attenzione la realtà che mi circonda. Attento al comportamento della politica e delle istituzioni e alle decisioni che esse assumono e che incidono sul nostro destino , sensibile ai fenomeni e ai cambiamenti che attengono la nostra società: comprese le virtù e le miserie che essa esprime; sempre raffrontando il presente col passato per schiarire meglio la visione del futuro.

Rispondi