TONY, l’ultimo sciùsciain”

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ANGELOMAURO CALZA

tony4Napoli, via Toledo, ingresso Galleria Umberto I. Lui sta lì praticamente da sempre, e più che un personaggio è un “arredo urbano vivente di lusso” del posto, uno di quei “pezzi” che tante città vorrebbero avere, perché ne diventa elemento caratterizzante e inconfondibile unico come e più del San Carlo, di San Martino,del San Ferdinando. E Napoli, che un tempo di queste persone era numericamente ricca, ora questo se lo tiene caro: è l’ultimo “sciuscià”, l’ultimo lustrascarpe, l’ultimo di una stirpe senza più eredi.

Mi avvicino con la videocamera accesa e gli chiedo se posso intervistarlo per il TiGiUro. Lui mi guarda, si china a prendere qualcosa in una borsa poggiata lì, per terra e ne tira fuori un libro giallo. Me lo mostra e la domanda la fa lui a me:”Ch’ c’stà ca’ ‘ncopp’?” (che ci sta qui sopra?)… resto sorpreso e gli rispondo che non vedo niente. Lui si siede, apre il volumetto e mi mostra una foto: c’è lui che lustra le scarpe ad una bella donna. “O’ ‘bb’ rit’? song’ì!” (lo vedete? Sono io). E questa donna chi è? Gli chiedo “è una grande donna, una fotomodella francese”. Il ghiaccio è rotto. Come si chiama? “Monica. Monica da Parrì” mi risponde biascicando una qualche frase in una parvenza di francese. Ma quanto tempo fa? “Ehhhh…paricch’…” (molto).

tony Ma da quanto tempo fate sto’ lavoro? “Una quarantina di anni” E ci si campa ancora? “No, non ci si campa più. Uno viene, si fa pulire le scarpe e non mi paga”. Ma quanta gente viene da lei al giorno? “Come capita” E quanto costa? “A piacere. C’è chi mi dà 5 euro, chi 10 e chi niente proprio”. E quanti siete a Napoli a fare questo lavoro? “Sono rimasto solo io a Napoli, in questa bella città”. E come vi chiamate? “Tony” Tony e poi? “Toni Sciùsciain” (e ci tiene alle due parole, a staccarle tra loro, a ripristinare l’orginario nome che gli americani davano ai lustrascarpe nell’immediato dopoguerra, Shoesshine, poi napoletanizzato “sciuscià”). Quindi Antonio? “no, no… Tony. Tony è americano, è bello”. Ma qualche persona importante è venuta a servirsi da lei? “Sì. Liliana. Lo sai chi è Liliana?… Liliana De Curtis. E anche Marcello Mastroianni, ma parecchio tempo fa. E anche Sophia Loren” Ma queste persone poi mentre gli lucidate le scarpe, che fanno? Vi raccontano qualcosa? O stanno in silenzio? “Emmò v’ ric’…” (e ora vi dico). E Tony inizia a recitare una sua poesia: “Agg’ accumminciat’ comm’ gruoss’ e piccirill’, na’ vit’ a guardà ‘nterr’,e teng’ ancor’ a’forz’ rint’e’rin’, cu’ naluc’ rint’a l’uocchie’spiritat’ p’scat’ rint’ o’ ppoc’e’crumatin’. I’ so’ p’zzent’ signur’ bell’, però nunn’aggia c’ercat’ mai a’gent’ important’ pe’ ccampà….Amico – continua – è venuto pure Berlusconi qua da me. Io lo chiamai “Papino”, e l’ ricett’:“vujejatetropp’ appriess’ e’ffemmene”. Lui mi disse “non sono io, è ‘a femm’na ca’ ven’ add’umè ca’teng’ e’sold’…” e io gli ho detto “Cavaliè beat’ a vvuje…” Lui si fa pure lo zabaglione la mattina, me lo ha confidato” . Prima veniva spesso qua a Napoli, vero? “eggià… e mo’nunven’cchiù. Lo sapete quanto mi diede Berlusconi? 100 euro!” Davvero? “Sì, però poi se li è presi di nuovo con le tasse”. Ma il materiale che usate per pulire le scarpe è cambiato rispetto a quello di 40 anni fa?E’ migliore o peggiore? “Quarant’anni fa la vita era cchiùmeglia, la roba era migliore, la scarpa veniva bella, lucida…mòm’ ven’n’ tutt’ na’ chiavica!”

tony2Si offre di lucidarmi le scarpe; non posso esimermi. Utilizza per l’occasione stracci nuovi, o quantomeno puliti. Lo pago per il servizio. Lui accetta la banconota e prima di salutarci con una stretta di mano, mi chiede il nome della televisione: gli spiego che il TiGiUro non è una tivvù, mi dice “nunfa’nient’, un saluto agli amici del TiGiUro da Tony, l’ultimo SciùSciain dalla Galleria di Napoli”. Lo lascio, subito si avvicina un giovanotto che aveva assistito all’intervista e che vendeva calzini:”Avete fatto una bella cosa, si vede che siete una persona di cuore”. Lo ringrazio. E Lui:”Mo’ v’ l’accattat’ pur’ addu’  me dujecavzett’?” Ma no, non ne ho bisogno… “Dottò, ma io vi conosco, vuje t’nit’ na’ machina blu, v’aggiavist’ a Putenz’ annanz’ o’ supermercat’ e pure annanz’ a’caserm’ e’ via Pretoria, nunn’avit’ majeaccattat’… accattatavell’ cà…”. Sono sorpreso… Compro le calze che non mi servono:” grazie dottò. Se mi volete, o’ martedì e o’ viennarì io sto a Potenza!”… e mi sono convinto una volta di più che solo Napoli è Napoli: è unica, e manco i cinesi riusciranno mai a clonarla!

(Uno stralcio dell’intervista del TiGiUro al lustrascarpe della Galleria Umberto I di Napoli. L’integrale nel video pubblicato di fianco.)

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Sull' Autore

Angelomauro Calza nasce a Chiaromonte (PZ) nel 1959, ma si trasferisce ben presto ad Ercolano con la su famiglia, e lì frequenta le scuole e l'università fino al 1982, anno in cui ritorna in Basilicata, a Potenza, per lavoro. Ora vive a Tito. Inizia ad interessarsi di giornalismo nel 1974, quando non ancora 15enne conduce la sua prima trasmissione radiofonica a Radio Hercules City: "Ore 14, a tavola!". Nel tempo ha avuto collaborazioni con diverse testate giornalistiche: Il Giornale di Napoli, Il Roma, il settimanale Fininvest "NOI", La Nuova Basilicata e La Nuova del Sud, una brevissima partentesi con la redazione lucana della Gazzetta del Mezzogiorno e, per tre anni circa, dal 2009 al 20212 il quotidiano Epolis gli ha affidato la cura di una pagina settimanale all'interno di Argomenti, in cui realizzava interviste a personaggi storici del teatro, del cinema e della canzone, Ha a vuto anche diverse esperienze in radio e televisione (Brt Teleradio Basilicata, Telestudio 50, Teleregione, Teleday), ha condotto una seguitissima rubrica satirica bisettimanale per 11 anni a Radio Alfa: "L'Incalzante", ed ha già collezionato in Rai 62 puntate di "Presi nella rete", una rubrica satirica settimanale all'interno di Buongiorno regione Basilicata. Il 7 settembre 2012 crea la sua pagina informativa su Facebook: quel giorno nasce il TIGiUro, il primo videogiornale satirico lucano. Nella sua vita ha anche scritto diversi testi teatrali, su tutti "Il raggio di sole più lungo", che nel 2007 è stato rappresentato durante l'estate più volte nell'antro delle Grotte di Pertosa, spettacolo che ha anche diretto; Ha scritto, diretto e interpretato "Iammeià", un cortometraggio autoprodotto dal TiGiUro, ed ha scritto il soggetto per il film su Giovanni Passannante "Viva Umberto abbasso il re". Sempre di Passannante parla il suo libro del 2002, "Io, uno come voi". ...Mò spera di avere lunga vita la sua collaborazione con Talentilucani.it, lunga almeno quanto quella di Zio Vito!

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