TRA SCATOLE E SCATOLONI IL LAVORO NON RIESCE A DECOLLARE

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RICCARDO ACHILLI

I dati Istat sul mercato del lavoro della Basilicata sono la certificazione di un sostanziale fallimento del sistema delle politiche attive del lavoro, sul quale, Dalla Garanzia Giovani alla creazione dell’Agenzia Regionale LAB che avrebbe dovuto dare attuazione al Pacchetto Capitale-Lavoro, la Giunta regionale uscente ha investito moltissimo.

Se è vero che il tasso di disoccupazione generale scende dal 15,2% del 2013 al 12,8% del 2017 (il miglior risultato del Mezzogiorno dopo Sardegna ed Abruzzo), esso però, per le modalità con le quali è costruita l’indagine sulle forze di lavoro (che classifica come “occupato” chi abbia svolto anche solo un’ora di lavoro retribuito nella settimana di riferimento dell’indagine) nasconde un bacino ampio di disoccupazione nascosta e lavoro scoraggiato.

Considerando infatti gli inattivi che non cercano lavoro ma sarebbero disponibili a lavorare se vi fossero opportunità (i c.d. “lavoratori scoraggiati”) occorre aggiungere, al 2017, altre 29.000 unità ai 28.000 disoccupati “ufficiali”. I lavoratori scoraggiati sono in crescita del 3,4% rispetto al 2013. Un ulteriore serbatoio di contenimento della disoccupazione, poi, è dato dal flusso migratorio: nel solo 2016, si sono trasferiti fuori dalla regione 8.331 lucani, molti dei quali in età lavorativa.

Il problema, quindi, è che il calo della disoccupazione è per certi versi uno “specchietto per le allodole”, mentre l’occupazione non cresce altrettanto velocemente: appena 5.000 unità in più dalla fine della recessione, nel 2014, al 2017, perlopiù attribuibili al programma di assunzioni straordinario effettuato dalla Fca di Melfi, un evento legato ad un grosso investimento per il rinnovo delle linee di produzione che non avviene, ovviamente, ogni anno (anche se per fortuna sembra essersi annunciato un nuovo programma).

Occupazione che, peraltro è di qualità non buona: i dati previsionali Excelsior mostrano che la domanda di lavoro per professioni non qualificate, quindi a basso reddito, oscilla sistematicamente fra il 17-18%. Il 19% delle assunzioni previste per il 2017 dalle imprese lucane è di tipo precario, a fronte del 14% della media del Mezzogiorno. Solo il 68,9% dei laureati è occupato, a fronte del 78,3% nazionale, evidenziando peculiari difficoltà di accesso alle occupazioni di qualificazione superiore. L’ulteriore faccia della “cattiva occupazione” è data dal lavoro irregolare, che riguarda il 15% degli occupati, meno che nel Mezzogiorno (19,3%) ma più che in Italia (13,5%).

Come conseguenza di una qualità occupazionale scarsa, i redditi da lavoro dipendente per ora lavorata sono pari a 21.300 euro in Basilicata, a fronte dei 22.700 medi nazionali. I bassi redditi, associati all’elevata disoccupazione ed a una fascia di povertà relativa che lambisce il 22,7% dei residenti in regione, generano un bassa domanda aggregata per consumi, che a sua volta non produce spazi di crescita economica e di allargamento della base occupazionale.

E purtroppo le prospettive future non sono rosee: il tasso di NEET, cioè di giovani che non studiano, non partecipano ad attività formative e non lavorano, è pari al 29,2%, a fronte del 34,4% meridionale e del 24,1% nazionale. Si tratta di una coorte di persone che sono destinate, per così dire fisiologicamente, ad un futuro di emarginazione e di pressoché impossibile integrazione nel mercato del lavoro.

A fronte di tale catastrofe sociale, evidentemente il bric-à-brac dei micro-interventi di politica attiva del lavoro, così come la creazione di agenzie e scatoloni vari, funziona poco e niente, se prima di tutto non si promuovono percorsi robusti di crescita economica, in grado di allargare strutturalmente la base occupazionale, e se non si ristruttura integralmente il sistema della formazione professionale (oltre che delle scuole tecnico-professionali) eliminando il concetto della formazione a catalogo per abbracciare quello della formazione on demand aziendale, e non si mettono in piedi interventi di orientamento e collocamento lavorativo efficaci, a partire dal bilancio delle competenze individuali fino ad un accompagnamento al collocamento lavorativo che si avvalga della collaborazione dell’intero sistema (includendo anche la rappresentanza sindacale) non si andrà molto lontani.

 

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa
Online dal 22 Gennaio 2016
Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall’agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line ” talenti lucani”, una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell’opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.


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