TUTTI I COLORI DELL’ARCOBALENO/LA TRANSUMANZA PERDUTA, UN ROMANZO DI EMILIO D’ANDREA

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Leonardo Pisani

Leonardo Pisani

Un altro lavoro del poliedrico Emilio D’Andrea, giornalista, scrittore e saggista che ricordiamo esser stato anche Consigliere Regionale di Basilicata, questa volta si tratta di un romanzo   “Tutti i colori dell’arcobaleno/La transumanza perduta” (Effigi Edizioni Grosseto 2022) che si aggiunge alla nutrita schiera delle sue variegate pubblicazioni: Sfoghi di Gioventù, Ritagli di Parole, Mimose-Petali di Pioggia, Storia di un Esame, Le Fontane dei Ricordi, Foglie Sul Lago, La Maschera del Sole, La Notte delle Muse, Telecomando Caldo, Soprannomi, Assunta Aspetta, La Politica al servizio della Gente, L’Identità e la Memoria, Lo Spergiuro, Soprannomi, Il Mondo in un Bicchiere, Gli Occhi delle Donne, Cronaca di una Pandemia, ecc. ecc. In questo romanzo Emilio D’Andrea affronta un tema importante che affonda le radici nel nostro passato e nelle nostre varie civiltà e culture contadine ma allo stesso attuale perché la transumanza ancora avviene nel Belpaese e in Europa, una forma di pastorizia che testimonia, oggi come ieri, un rapporto equilibrato tra uomo e natura e un uso sostenibile delle risorse naturali. Una pratica ancestrale, la quale rammenta all’essere umano contemporaneo, proteso ai soli consumi di beni immateriali e immateriali che il Pianeta è uno solo e non è indistruttibile né è dotato di infinite risorse. Un romanzo quello di D’Andrea che in prosa lancia  un messaggio alle nuove generazioni, un messaggio di Ecosofia, non solo di mero ambientalismo venato di nostalgia.   Dopo le presentazioni delle settimane scorse a Barile, Rionero in Vulture, Spinazzola, Venosa ed Eboli, il libro continua il suo viaggio itinerante fra gli studenti dell’Istituto Comprensivo di Maschito. “È di vitale importanza per la nostra storia che i giovani riscoprano le radici e i valori del mondo rurale, contadino e pastorale, non solo per meglio comprendere chi siamo e da dove veniamo ma soprattutto per affrontare più consapevolmente il presente e costruire un futuro ecocompatibile nel rispetto della natura, dell’ambiente e di ogni essere vivente”, ha affermato Luigi Rafti, sindaco della cittadina Arbereshe e promotore dell’encomiabile iniziativa culturale. L’evento, che è stato organizzato dall’Amministrazione Comunale Maschitana di concerto con la Dirigente Scolastica dell’Istituto Comprensivo Palazzo-Forenza-Maschito prof. ssa Carmela Vaccaro, vedrà impegnati i ragazzi delle tre classi delle Medie, coordinati per l’occasione dalla prof.ssa Linda Conversano.  L’incontro fra l’autore e gli studenti consentirà a questi ultimi di approfondire un argomento tanto antico quanto attuale e dibattuto su riviste, giornali, televisioni e convegni a vari livelli. Il testo, che sta riscuotendo numerosi e qualificati consensi di critici letterari e promotori culturali, nonché significativi spazi su giornali, riviste, social-network e sulla stessa Rai Tre Basilicata, si presenta come un affresco esistenziale e antropologico partito dai primi anni ‘60 del secolo scorso fino ai giorni nostri.

Attraverso le vicende umane, familiari e artistiche del piccolo protagonista vengono trattate diverse e molteplici tematiche, come le difficili condizioni di vita in un ambito retrogrado e patriarcale, l’inarrestabile spopolamento delle campagne e dei paesi del Meridione, la tutela e la salvaguardia dei territori  e la riappropriazione dei valori agro-silvo-pastorali tramandatisi per secoli di padre in figlio. Intorno all’anelato e avventuroso viaggio di un bambino si dispiega il più generale e travagliato percorso evolutivo di una comunità semplice e laboriosa, benché perennemente oberata da sacrifici, rinunce e patimenti. È una sinfonia di colori, sogni e sentimenti dedicata al millenario rito della Transumanza, di recente dichiarata dall’Unesco Patrimonio Immateriale dell’Umanità. Una trama fluida e avvincente che, partendo dalle Murge Pugliesi di Spinazzola, Altamura e Gravina, si svolge principalmente fra i boschi secolari di Bella, Pierno e San Fele, passando per Atella, Barile, Lagopesole, Melfi, Rionero, i Laghi di Monticchio, il Vulture e la Valle di Vitalba. Vi si raccontano i turbamenti e le speranze di Vito, un sensibile e inappagato pastorello di dieci anni che nasconde un lacerante segreto. Un emozionante e articolato cammino denso di accadimenti, rivelazioni e imprevisti che, nel ricorrente sovrapporsi fra sacro e profano, fede e superstizione, verità e immaginazione, cadute e risalite, inciderà in maniera determinante sulla sua formazione artistica e umana. Una vicenda personale che si inquadra nel più generale e complesso contesto socio-culturale della nostra storia rurale e contadina, che non va abiurata o sottaciuta ma valorizzata e fatta conoscere alle nuove generazioni. Una storia di riscatto, lungimiranza e buoni sentimenti, dove si ripudia ogni forma di guerra, prevaricazione e violenza, quasi una necessaria e salutare boccata d’ossigeno da respirare a pieni polmoni in questi incerti e tormentati giorni di un mondo smarrito e a tratti alla deriva. “La Transumanza non si ferma …”, annuncia soddisfatto l’autore, considerato che sono in programma altri importanti appuntamenti fra cui Potenza con la Basilicata Universum, Matera con l’Unibas, Melfi con Comune, ProLoco e ArciVescovado, Termoli con l’Associazione Kamastra e molto probabilmente anche a Roma con l’Ufficio Unesco del Ministero della Cultura.

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