UN RICORDO DI ROMUALDO COVIELLO E DEL SUO AFFETTUOSO RAPPORTO CON CARLO AZEGLIO CIAMPI

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Leonardo Pisani

Leonardo Pisani

Ero affezionato a Romualdo Coviello, era un nome familiare sin dalla mia infanzia, con Vincenzo Verrastro era il politico di riferimento della Dc, ambedue aviglianesi doc ma nati in quartieri diversi , in anni diversi,  l’uno nato Gret a Rocc e l’altro Mber la Terra dove era nato l’8 maggio 1940, e soprattutto erano in due correnti differenti e spesso litigiose: Verrastro il braccio destro di Emilio Colombo e Romualdo Coviello, moroteo cresciuto alla scuola di Tommaso Morlino e Decio Scardaccione. Ci vedevamo spesso ad Avigliano, a volte me lo ritrovavo per caso, quando era senatore. Si metteva sottobraccio e parlavamo di tutto; non solo di politica ma anche di economia, di vecchie storie della Basilicata, di Avigliano e di vecchie storie di famiglia e della sua infanzia. Ricordo anche la sua emozione quando nel 2000 ebbe il “Premio Arco”  istituito dalla Pro Loco di Avigliano, per i concittadini  che si sono distinti nei vari ambiti professionali e che pur vivendo altrove, hanno conservato intatto il loro legame con la città di origine. Il nome deriva dall’Arco di Piazza Gianturco, risalente al IX secolo, uno dei monumenti simbolo della città. Il senatore Romualdo Coviello, aveva nel cuore la sua “Terra” di origine. E ci siamo anche sentiti spesso, quando avevo bisogno di qualche informazione per articoli di ricostruzione sulla politica lucana e italiana di anni addietro, lo chiamavo: del resto Romualdo l’ha vissuta anche in prima persona. Così fu per le giornate in ricordo di Vincenzo Verrastro, per il terremoto. Una volta mi chiamò lui;  avevo scritto  un ricordo di Carlo Azeglio Ciampi . Scherzosamente mi fece una ramanzina: “Ma come scrivi del Presidente Ciampi e non mi hai citato.. “. E mi raccontò alcuni aneddoti e episodi che descriveva anzi  pennellava  con la soavità di Raffaello Sanzio che galantuomo fosse stato Ciampi e che galantuomo fosse Romualdo Coviello. Per ricordarlo non scriverò della sua lunga e di elevata qualità di attività politica,  da ricordare che fu tra i Padri Fondatore della Regione Basilicata, eletto nel primo Consiglio Regionale e neanche della sua attività di docente universitario o di “creatore” dell’Assessorato regionale all’Agricoltura ; ancor oggi elogiato da funzionari, dirigenti e addetti ai lavori; cioè quelli che l’agricoltura la fanno davvero; che si spezzavano e si spezzano la schiena.  Del resto era della scuola del suocero Decio Scardaccione; il senatore con al scarpe piene di fango, il nobile di origine normanna che parlava il linguaggio dei contadini e aveva a cuore gli lavorava con enormi sacrifici al “terra”.  Il senatore Romualdo Coviello ci ha lasciati, lo ricorderò proprio con quegli aneddoti che mi racconto sul Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi una lontano giorno del 2016. UN racconto dove si “respira” la capacitò di analisi politica di Romualdo Coviello, il quale non aveva bisogno  del politichese o dei paroloni per far comprendere cosa significasse  avere “Comportamento istituzionale” e il valore della Costituzione. Il senatore Coviello lo faceva con quella semplicità intrisa di qualità e profondità, come le “Lezioni americane” di Itali Calvino.

Carlo Azeglio Ciampi ha avuto sempre un rapporto stretto con la Basilicata a partire dagli accordi per le royalties del petrolio dove si prodigò per fare ottenerle, venne  nel 2001 il 19 settembre a Potenza e il 20 a Matera accolto dal sindaco Angelo Minieri.  il presidente Carlo Azeglio Ciampi tornò in Basilicata. C’era già stato nel ’93, come Presidente del Consiglio dei Ministri  accolto a Melfi, nello stabilimento della Fiat da Giovanni Agnelli e da Cesare Romiti e nel ’98, come ministro del Tesoro in visita a quello che sarebbe diventato il Polo del Salotto tra Matera e Santeramo in Colle.

Venne in Basificata anche per  elogiare l’utilizzo dei fondi europei da parte della Basilicata essendo un europeista convintissimo ; da presidente del Consiglio, a inaugurare lo stabilimento Fiat-Sata di Melfi, Ciampi profetico nel prevedere un futuro per Matera e i suoi Sassi, lui a nominare senatore a vita, nel 2003, Emilio Colombo.  La sua attività  istituzionale si incrocia  – spesso anzi sempre con quella di Romualdo Coviello, senatore nei momenti cruciali della attività di Carlo Azeglio Ciampi.

Già dalla breve esperienza di Ciampi come presidente del Consiglio quando giurò dal Presidente della Repubblica Scalfaro, Romualdo  Coviello era senatore in  quella  XI Legislatura  e  votò la fiducia al quel Primo Ministro che arrivava dalla Banca D’Italia, fuori dai parti ma allo stesso tempo uomo delle Istituzioni, uomo di esperienze internazionali e di grande cultura. “Ciampi era  uomo di lettere diventato poi  un grande economista per la  esperienza alla Banca D’Italia – sottolinea Coviello – ed inoltre una formazione culturale di straordinario spessore. Ciampi credeva nel Sud Italia e e nella Basilicata, a differenza per esempio della Fondazione Agnelli che reputava la nostra una regione “inesistente”  non capace di poter  reperire proprie risorse. Del resto anche Manlio Rossi Doria la pensava in questo modo. Ciampi invece no; già da Presidente del Consiglio comprese la potenzialità della Basilicata. Del resto dopo la straordinaria esperienza di Verrastro; dopo il sisma del 1980 dove tutta la classe dirigente lucana dalla maggioranza alle opposizioni diede prova di senso delle Istituzioni con una eccezionale risposta all’emergenza, la Basilicata ha continuato anche dopo Verrastro in quel percorso riuscendo a diventare una regione capace di sfruttare le risorse europee. Ciampi apprezzo questo”.

Il rapporto tra il senatore Coviello e Carlo Azeglio Ciampi diventa più stretto nella XII Legislazione quando Prodi chiama Ciampi nel suo governo al dicastero del Bilancio e programmazione economica. Ricorda il senatore Coviello : “ Romano Prodi chiamò Ciampi a  quel ministero in una fase delicatissima per la politica italiana perché si stava andando verso l’Euro e c’era bisogno di una personalità che avesse oltre ad una grandissima competenza tecnica anche relazioni e autorevolezza internazionale. La Germania non considerava l’Italia pronta per l’euro – rimarca Coviello – quindi oltre alla strategia ci voleva anche consenso in Europa ed anche  poi un rapporto solido tra la lira e la futura moneta unica. Il parlamentare lucano in quella legislatura ottiene il prestigioso incarico di presidente della commissione bilancio del Senato e si trova a collaborare con il ministro Ciampi per l’ingresso nell’euro nel lavori di commissione . “ L’Italia entrò nel l’euro  e si impose sullo scetticismo tedesco- ricorda Coviello – Ciampi ebbe un incontro a Francoforte  alla presentazione delle euro volle che nella delegazione fossimo presenti il sottoscritto e Gavino Angius  presidenti delle commissioni bilancio e finanze del Senato. Ricordo un episodio al ritorno mi diede  mi diede un passaggio in auto;  Ciampi   prese posizione  alla sinistra e instette che io prendessi posto alla sua destra e mi disse “lei senatore tu rappresenta  in questo momento i cittadini italiani e le istituzioni ed io devo  portarle rispetto…”.  Alla fine divenne un rapporto affettuoso tra noi due”.

 

Poi l’elezione a Presidente della Repubblica, non iscritto a nessun partito. La sua candidatura fu fortemente voluta  dalla intera coalizione dell’Ulivo e che ottenne  il consenso anche del centrodestra di Silvio Berlusconi .  Il 13 maggio 1999  Ciampi venne  eletto alla prima votazione, con una larga maggioranza (707 voti su 1010), decimo presidente della Repubblica. “Per la corsa alla Presidenza della Repubblica – ricorda il senatore Coviello – c’era in corsa anche Franco Marini; vedi all’epoca noi ex democristiani dopo la fine del partito ci trovavamo in tutte e due gli schieramenti  ma Ciampi dava una garanzia di equilibrio e imparzialità superiore a tutti. Ciampi non voleva però portare rotture nel centrosinistra, si informava sempre. Una volta gli telefonai di notte per dargli notizie e mi chiese di Marini. Gli risposi che si era tirato indietro per dare la possibilità di una più ampia maggioranza. E così fu”.

Ciampi uomo che credeva nel Sud e credeva nella Basilicata. Questo il messaggio di Romualdo Coviello: “Aveva grande considerazione della nostra regione e da economista credeva che anche le aree interne potevano avere sviluppo a differenza di Manlio Rossi Doria o della Fondazione Agnelli. Le sue visite da noi lo hanno ampiamente dimostrato. Ciampi è stato il presidente  di tutti e che lavorato affinché il senso istituzionale ed i valori della nostra Costituzione diventassero sempre più un sentimento nazionale. Ricordiamo  che alla  fine del suo mandato presidenziale sia il centrodestra, sia il centrosinistra, lo ringraziarono e lodarono  per il suo operato super partes e di garante istituzionale “

 

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