UNA POTENTINA A MATERA

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di ROCCO PESARINI

 

 

Con Ida Leone (e di Ida Leone) condivido molte cose. E allora chi meglio di lei, cittadina potentina ma “professionalmente materana”, può completare, in maniera quasi complementare e speculare quel discorso precedentemente avviato con Gaetano Lionetti e pubblicato nel mio pezzo “Un materano a Potenza”?

Si è chiusa Matera 2019. Cosa ne rimarrà?

Abbiamo sparso semi, a piene mani. E come accade nella semina, alcuni semi attecchiscono, altri no. Il processo di crescita – se avverrà – si vedrà fra 10 anni. Certo sarebbe più facile se venisse sostenuto, ma non mi sembra che la Regione abbia questo tipo di visione. Speriamo solo che l’entusiasmo e alcuni concetti che abbiamo cercato di far passare (la co-creazione, la partecipazione dei cittadini, l’inclusivitá) non si sgonfino nei prossimi anni.

Da potentina che lavora a Matera, la prima grande differenza, se la ravvisi, tra le due città?

In realtá non ne ravviso di enormi. Anche Matera ha una periferia per lo più sgradevole, che sembra cresciuta a caso un po’ come a Potenza. Certo, l’abbagliante bellezza dei Sassi é unica nel suo genere, ma per quanto riguarda i cittadini, vedo la stessa propensione alla, diciamo così, “discussione” su qualunque decisione pubblica 😃 Che é comunque un induce di sano interesse per la propria cittá.

Un punto di forza e uno di debolezza che riscontri nei materani?

Un punto di forza é sicuramente la serietà e l’impegno a portare avanti e concludere un compito o un lavoro. Un punto di debolezza, e spero me lo perdoneranno gli amici materani, é una certa chiusura e indisponibilità a guardare oltre i confini, aprirsi al mondo. Spero che il 2019, nel corso del quale la cittá é stata attraversata da artisti, professionisti, fornitori e turisti davvero da tutto il mondo, abbia come effetto quello di modificare la propensione alla apertura verso il nuovo.

Una cosa che noi potentini dovremmo mutuare dai materani e una cosa che i materani dovrebbero invece imparare da noi?

Dai materani possiamo mutuare l’impegno a mantenere le proprie tradizioni, senza per forza restare ancorati ad un passato che talvolta strangola. Si può portare il passato nel futuro senza stravolgerlo, e a Matera secondo me lo stanno facendo bene. Forse dai potentini gli amici materani potrebbero mutuare un po’ di leggerezza, di ironia. Prendersi un po’ meno sul serio.

Esser stati nominati Città Europea dello Sport per il 2021 che benefici potrà dare alla nostra città? E soprattutto cosa fare e come farlo?

Così a naso ti direi che sì, certo, é una bella occasione. Ma devo confessarti di non aver capito ancora cosa esattamente comporta il titolo: sviluppo di infrastrutture? organizzazione di eventi? ambedue? Io punterei decisamente sui secondi, mettendo a nuovo gli impianti giá esistenti. E poi penso al concetto di sport come attività per il benessere psicofisico, e quindi al coinvolgimento dei cittadini in forma attiva, non solo come spettatori.

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Rocco Pesarini

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