di ROCCO PESARINI
Uno spettacolo nuovo e, per le nostre latitudini, innovativo. Una forma di magia mai vista nella nostra città ma che ha creato tanta curiosità ed attesa, poi confermate da due successivi sold – out il 3 e il 10 marzo scorsi nella bella e suggestiva location del Covo degli Artisti.
Il protagonista? Ferdinando Zito, mentalista per passione.

Come precisa lo stesso Zito “Mindfulness” è stato concepito come la rappresentazione simbolica del percorso della nostra vita. In psicologia è la massima concentrazione su ogni aspetto dell’esperienza, del qui e ora. Il miracolo della vita che si dispiega momento per momento. In questo show gioco con la mente degli spettatori portandoli ad un livello di esperienza che possa svelarci gli angoli più nascosti della nostra percezione e cercando di dimostrare che ciò che spesso definiamo impossibile, paranormale, in realtà non è altro che l’espressione straordinaria delle nostre facoltà cerebrali troppo spesso relegate nel nostro inconscio.”
Cosa è esattamente il mentalismo?
Credo che il mentalismo abbia le origini più lontane nel tempo di qualsiasi altra arte illusionistica. Da quando l’uomo ha iniziato a pensare, il suo desiderio più grande è stato quello di “leggere” nella mente altrui… Esistono diverse definizioni di mentalismo più o meno corrette che si possono trovare anche sul web ma, quando parlo di quest’arte per cui nutro una grande passione da circa 25 anni, mi piace darne una tutta mia. Vedi, io paragono il Mentalismo a quella teoria psicologica, di Alfred Bandura, denominata del “determinismo triadico reciproco” in cui ai vertici di un triangolo equilatero l’autore pone Persona- Comportamento-Ambiente, che operano in interazione reciproca. Ecco, nel Mentalismo, ai vertici di questo triangolo ci sono Illusionismo-Psicologia-Comunicazione. Il Mentalismo sfrutta la fallacia del ragionamento umano, i bias cognitivi, le false memorie indotte, e tutte quelle tecniche psicologiche che divertono e stupiscono nell’ambito dell’intrattenimento, ma sono utili nella vita reale per conoscere i meccanismi della nostra mente, migliorare il pensiero logico, e perché no, difenderci da chi utilizza le stesse tecniche in ambito privo di etica come manipolatori e truffatori.

Quando avete iniziato ad organizzare lo spettacolo, in città c’è stato qualche timore e/o preoccupazione o mi hanno informato male?
Quella di cui mi parli è la più grande campagna pubblicitaria a cui ho rinunciato. Per fortuna il mio pubblico meraviglioso mi ha regalato due date sold out in poco tempo e non ho avuto bisogno di questo regalo di cui ero inconsapevole fino a pochi giorni prima dello show. Si, sei stato informato bene. Un giorno mi chiama uno degli organizzatori dicendomi che qualcuno, vedendo la locandina dello spettacolo, aveva “fatto una telefonata” (come si dice nel gergo dei “potenti”) chiedendo se fosse il caso di “segnalarlo ad un determinato ordine professionale. La notizia di questo interessamento mi ha stupito ma lasciato del tutto indifferente, considerando che, oltre a ritenere la possibile contestazione del tutto priva di qualsiasi fondatezza, la mia unica preoccupazione era ed è stata quella di offrire la miglior performance possibile al pubblico che avrebbe ed ha poi partecipato allo spettacolo.
Nella nostra regione, la magia si lega spesso a temi ancestrali, quasi che essa risieda nel nostro DNA. Eppure uno spettacolo come il tuo ancora non si era mai visto. Come lo spieghi?
Sono lusingato per l’etichetta di originalità che attribuisci al mio spettacolo. Il modo di intendere l’arte magica da parte del pubblico spesso tiene il passo del periodo storico che viviamo. La pandemia ha sicuramente incrementato quella voglia di introspezione con cui ognuno di noi si è confrontato… Tutti conosciamo la magia come giochi di prestigio, abilità del performer e“trucchi” di cui molti si stupiscono, altri vogliono assolutamente conoscere dando spesso ipotesi che rimarcano proprio le euristiche di cui siamo vittime. Il Mentalismo si discosta da tutto ciò, perché riguarda l’acutezza mentale, la capacità di influenzare il pensiero e il comportamento tramite espedienti psicologici, suggestione, ipnosi (non clinica ma da intrattenimento), suggestione e condizionamento delle scelte. Indubbiamente tutto ciò affascina, è ciò che riguarda quello che ognuno di noi ha dentro in maniera più o meno conscia.

Lo spettacolo merita di esser visto e rivisto. Son già previste nuove date, magari in una piccola tourneè in giro per la regione?
Sono felice di aver ricevuto proposte per continuare a portare in scena Mindfulness anche in altre location al di fuori della mia città e della splendida cornice del Covo degli Artisti che mi ha dato la possibilità di realizzare il sogno di proporre il “mio” mentalismo agli occhi del pubblico.
Al momento non ti so dire se potrò realizzare anche questo a causa di impegni personali, ma ti faccio una piccola anticipazione… La vena creativa non si ferma e ci sono idee in fase di scrittura per il prossimo spettacolo inedito. Quello in cui mi “spingerò oltre”.
Due motivi per i quali consiglieresti ai lettori di assistere al tuo spettacolo?
Due motivi…
Voglio essere provocatorio come si addice alla mia personalità. Dirò due motivi per cui non vederlo. Quello per cui vederlo può dirlo solo il pubblico che ha assistito.
l primo motivo per cui non vederlo è se cercate di scoprire “come ho fatto”. Non ha senso, a meno che in ogni scelta e comportamento della nostra vita non lo chiediate a voi stessi. E sai… Spesso la domanda non è come, ma quando l’ha fatto… (Tema legato al condizionamento delle scelte).
Il secondo motivo per cui non vederlo è che voi apparteniate a quell’Ordine che pare essersi allarmato. Perché rimarreste delusi dal fatto che è uno spettacolo teatrale fatto da un uomo normale con tanta passione e zero poteri paranormali.