USTICA, UNA “SBAVATURA” FRANCESE?

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by SEVERINO LAPOLLA

Da 36 anni si attende ancora la verità “vera” sulle cause che portarono alla scomparsa di un aereo dell’Itavia, decollato da Bologna con due ore di ritardo con meta Palermo.; aereo che non atterrò mai a Punta Raisi. , che scomparve al largo di Ustica. Nessuno, ancora oggi, sa per certo qual è la dinamica della strage, nessuno ha ancora precisato come sono morte le ottantuno persone che attraversavano il cielo di Ustica, alle quali vanno aggiunte altre diciotto che ruotavano attorno al dramma e scomparse in circostanze mai chiarite. E’ stato questo l’oggetto della puntata che la trasmissione Matrix ha riproposto ieri con un importante documentario della Televisione Francese (Canal Plus) dal titolo Ustica Il Missile Francese (Spécial investigation – Crash d’Ustica: Une bavure française?). Nel titolo ricorre il termine “Bavure” (Sbavatura) ; termine per indicare un errore presumibilmente fatto dalle forze armate francesi (l’aviazione, nello specifico) e all’ ennesimo “muro di gomma” , eretto questa volta dalla Difesa e dal governo francese ; muro fatto (sulla scia di quello eretto dal governo italiano) di mezze ammissioni , smentite e dichiarazioni contraddittorie a vari livelli di responsabilità. Ma, come sempre avviene, il diavolo nel fare le pentole dimentica i coperchi e così le cose che emergono sui silenzi francesi sono nuove ed interessanti. A partire dai documenti (si tratta di materiale promozionale della Difesa francese) che in modo paradossale provano la presenza a lungo negata di una portaerei della Marina nel mar Tirreno proprio la sera della strage. e proseguono con l’esibizione dei reperti i delle perizie – visionate dal giornalista francese all’archivio di Stato italiano – secondo cui appare impossibile qualsiasi esplosione a bordo. La prova determinante è data dalla foto della tavolozza del water, che smentisce la teoria delle gerarchie militari NATO (non solo italiane) circa l’esplosione di una bomba nella toilette (che l’avrebbe polverizzata).
Nel tempo, si è  capito che l’obbiettivo era il colonnello Gheddafi  il quale , tra l’altro, all’epoca era molto amico del nostro Paese ; possedeva il 16% delle azioni FIAT e che aveva sponsorizzato una squadra di calcio (il Perugia) solo per far giocare il suo rampollo prediletto (senza neanche risultati apprezzabili !) .L’aereo che lo trasportava ,secondo la più classica delle tattiche di elusione radar, si è inserito sulla rotta del velivolo civile Itavia facendosene scudo e il pilota NATO (quasi certamente francese) ha lanciato un missile che, purtroppo, ha colpito l’’oggetto più voluminoso. Il risultato è stata la morte di 81 persone tra le quali molti bambini la cui memoria è stata oltraggiata già dalle prime ore dopo la disgrazia .l’Aeronautica sostenne subito la teoria del guasto meccanico attribuibile all’Itavia (cosiddetto “cedimento strutturale”) ; tesi immediatamente smentita dall’ affioramento ,contro ogni previsione, di rottami e cadaveri da circa duemila metri di profondità e poi vi fu la forte resistenza alla richiesta ,a furor di popolo ,del recupero dei rottami ; la misteriosa e inspiegabile alterazione dei tracciati radar nonché la misteriosa morte, in un breve lasso di tempo, di diversi operatori radar che quella notte erano in servizio presso le stazioni di osservazione ; le dichiarazioni di quel comandante di peschereccio, presente in quel tratto di mare quella notte che asserì che il cielo era pieno di aerei (intervista trasmessa una sola volta e mai più riproposta) ; gli “ammiccamenti” dell’allora Presidente emerito Cossiga fino all’ ultima esecrabile “performance” dell’ex generale dell’aeronautica Tricarico davanti ai famigliari delle vittime.nella trasmissione di Telese della serata di ieri.
Credo sempre che offrire un dibattito di livello,il parlarne per impedire che la polvere del silenzio copra il ricordo di quelle morti siano un servizio utile per fare chiarezza su una pagina così importante per la storia italiana

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