VENT’ANNI DALLA MORTE DI ORAZIO GAVIOLI

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Ieri sera,presso la sede del circolo culturale “ Gocce d’autore” è stata commemorata la figura di Orazio Gavioli a vent’anni dalla sua morte; l’hanno ricordato il pronipote Marco Di Geronimo, gli amici di classe Luigi Luccioni e Michele Giuratrabocchetta e il giornalista e storico Rocco Brancati.

Come tantissimi potentini e lucani che hanno dato lustro in vari campi dello scibile umano in regione ma sopratutto in Italia e all’estero, anche Orazio Gavioli ha vissuto intensamente la sua vita culturale e professionale a livello nazionale ed europeo riscuotendo apprezzamenti in tutti gli ambienti.

 A Potenza e in Basilicata in generale, rimane poca traccia a volte scompaiono del tutto dalla memoria collettiva nomi di persone che tanto hanno dato nei loro campi specifici alla comunita’, è il caso di Orazio Gavioli che in città, tranne la famiglia di appartenenza e qualche amico, è noto solo per una strada cittadina intitolata non a lui bensi al suo omonimo nonno; però sanno tutto di Boninsegna e Bercellino che per un anno, 1964-65, giocarono nel Potenza e fecero tanti gol!!!

  1.                             Orazio Gavioli

A spiegare i motivi di celebrare i vent’anni della scomparsa di Orazio Gavioli è stato il giovane pronipote Marco, ventunenne studente di giurisprudenza, che, mosso dalla curiosità e dalla voglia di approfondire meglio la conoscenza dei componenti del suo albero genealogico, si è posto alla ricerca di fonti di varia natura: dalle testimonianze dirette, siano essi  compagni di scuola o di lavoro, alle opere scritte o alle innumerevoli recensioni che ha pubblicato nelle pagine culturali di repubblica sul cinema, teatro, televisione o musica.

Marco si è posto un interessante e anche faticoso obiettivo: quello di collocare Orazio Gavioli nel contesto culturale del suo tempo e il tipo di contributo che egli ha dato e ha lasciato in eredità alla cultura in generale e al modo di fare giornalismo in particolare.

La commemorazione di ieri sera si può dire che costituisce il punto di partenza per poi cercare le molteplici fonti che esistono, molte delle quali ancora da scoprire, per  un profilo ricco e  completo di tutte le sfaccettature professionali e culturali di cui è stato espressione lo zio Orazio.

Marco ha aperto la serata spiegando i motivi dell’iniziativa e la forte motivazione che lo spinge a conoscere negli aspetti più profondi e forse anche meno conosciuti i suoi componenti familiari, al di la del lavoro che vuole portare avanti, di Marco, che conosco da bambino, posso confermare la sua vivacità e i molti interessi intellettuali che  ha sempre coltivato tanto da accostarlo timidamente allo zio. Ieri ho apprezzato molto il linguaggio e il modo di esporre i suoi pensieri nel raccontare la sua iniziativa, cio’ che dimostra come abbia respirato la stessa aria che ha respirato lo zio nella bellissima stanza della enorme biblioteca di famiglia!

Il dottor Luccioni insieme a Michele Giuratrabocchetta hanno frequentato con Orazio Gavioli i cinque anni di liceo diventando prima compagni e poi amici per sempre e nei loro ricordi hanno sottolineato che già da liceale aveva una base culturale, interessi vari,una capacità espressiva e critica molto più avanti dei suoi compagni.

Per fare un esempio del bagaglio culturale e delle capacità critiche del compagno, il dottore Luccioni ricorda già la positiva impressione che gli fece quando, finita la media nella città di Napoli rientrò a Potenza per frequentare il ginnasio e già tredicenne dimostrava una maturità e un’ampiezza culturale tipica di un diciottenne.

Nello stesso anno ricorda la scissione del partito socialista avvenuta nel 1947 quando egli ed Orazio, tredicenni, frequentavano appena il ginnasio e già in quell’occasione Orazio facilitato dalle letture delle opere di Max spiegò lucidamente e con passione la differenza di pensiero politico che avevano indotto Nenni e Saragat a dividere il Partito socialista di unita proletaria  in due: Psi e Psd, il primo massimalista più vicino ai comunisti e il secondo più affine alla socialdemocrazia di stampo europeo e filogovernativo.

Un esempio quest’ultimo per dire che Orazio già in un’età quasi innaturale era sensibile ad affrontare problemi da cui i suoi coetanei non erano minimamente toccati.

La sua precocità intellettuale i suoi vasti interessi culturali l’hanno favorito a inserirsi con naturalezza nella comunità degli intellettuali romani che si ritrovavano abitualmente in piazza del Popolo presso il caffè Rosati e nei pressi di via del Babuino, sede storica delle trasmissioni radiofoniche della Rai, dove Orazio Gavioli, Maurizio Costanzo, Gasmann e tanti altri curarono molti programmi radiofonici ma anche televisivi.

Nei discorsi commemorativi di ieri è emersa una peculiarità riconosciuta in maniera unanime nei riguardi della figura di Orazio Gavioli, uomo lontano dai riflettori e schivo al punto che molti dei suoi servizi sulla pagina culturale di repubblica non li firmava nemmeno, egli in qualsiasi attività di cui si è interessato ha sempre anticipato i tempi vedendo più lontano degli altri.

Immagine di un programma televisivo della Rai di cui il regista fu Orazio Gavioli

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Sull' Autore

Giovanni Benedetto

Mi sono occupato per 40 anni prima in Rai e poi in Rai way
dell’ esercizio degli impianti alta frequenza della Rai in Basilicata.
Per vent’anni in qualità di quadro tecnico sono stato responsabile del reparto di manutenzione degli impianti alta frequenza: ripetitori, trasmettitori tv e mf, ponti radio e tutti gli impianti tecnologici connessi.
Ho presieduto tutta la fase della swich-off analogico- digitale della rete di diffusiva della Basilicata.
Nel 90 per tre mesi come tecnico della Rai Basilicata ho
lavorato al centro , ibc, di Saxa Rubra, per inoltrare i segnali televisivi
e radiofonici provenienti dai dodici stadi accreditati ai mondiali 90,
attraverso i ponti radio e i satelliti in tutto il mondo. Ho scritto articoli diffusi dai quotidiani la nuova e il quotidiano, inerenti la storia della
ricezione dei segnali televisivi in Basilicata dal 1954 ad oggi e la storia
della sede Rai di Basilicata nata nel 1959.
Collaboro col periodico di attualità e cultura, ” il messo” con sede redazionale ad Albano di Lucania e diretto da Gianni Molinari
Scrivo sul periodico ” Armonia” edito dall’associazione Rai Senior, un bimestrale nazionale destinato a tutti i dipendenti della Rai.


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