VENTI ANNI , UNA MONTAGNA DI SOLDI E IL FASCICOLO SANITARIO CHE NON C’E’

0

Non è solo una vicenda di cattiva burocrazia, è qualcosa di più sicuramente. è uno scandalo che si trascina da quindici anni nel disinteresse degli amministratori regionali, tutti assenti quando si tratta di efficientare la pubblica amministrazione e migliorare la risposta all’utenza. L’essenziale è la commessa, l’appalto, il risultato interessa poco o non sembra turbare i sonni della politica. La Basilicata è stata tra le prime tre regioni ad affrontare il tema del fascicolo sanitario elettronico. Lo ha fatto nel 2005 con un progetto affidato al Cnr e che nel 2010 è stato testato con buoni risultati su un campione di duecento utenti. Poi bisognava passare alla fase dell’implementazione e cioè portare questo software nei luoghi in cui materialmente andavano immessi i dati. Altri appalti, altre commesse, altre promesse ma dodici anni dopo siamo ancora nel pantano e il solo pezzo che è stato montato è quello riguardante le prescrizioni dei medici di famiglia, poca cosa rispetto ala necessità di avere sempre ed ovunque la cartella elettronica contenente tutti I dati importanti che riguardano l’utente della sanità: le diagnosi, gli esami strumentali, gli esami ematologici, gli interventi subiti, le prescrizioni, le terapie e ogni altra informazione che serve ad inquadrare il paziente e le patologie di cui soffre, in ogni momento, in tutta Italia, in qualsiasi ospedale, comprese le grandi strutture private. E questo significa un lavoro di data entry complesso che richiede personale e che obbliga le Asl e gli ospedali  ad un contemporaneo e parallelo doppio lavoro: prendere la gestione del lavoro corrente in tutti I luoghi dove si forma la cartella clinica e  procedere all’immissione dei dati che esistono in archivio, per quelli che comunque sono transitati nei luoghi di cura. Su come fare tutto questo si sono sprecate proposte, si sono fatti avvisi, si sono espletate gare, si è speso un mucchio di soldi, ma il lavoro è a zero o quasi. Talmente in ritardo che il Ministro della Salute Speranza ha  imposto la data di luglio per ottenere almeno il risultato della immissione della diagnostica  per quattro Regioni che sono indietro a tutte, tra cui purtroppo la Basilicata, partita prima e persasi per strada. Ora non è chi non veda l’urgenza e la necessità di affrontare di petto la questione perchè tutto il nuovo sistema di sanità terrritoriale è basato sulla digitalizzazione dei processi, sulla possibilità di passarsi on line la documentazione e sulla osmosi operativa tra centro e periferia, tra hub e spoke, tra ospedali e le nascenti case di comunità. Ed è evidente che , a questo punto, di fronrte alla diffida, non è consentito continuare a traccheggiare con pezzi sempre da montare e per il cui montaggio si sono spesi  già soldi  senza vedere il risultato. Visto che si parla di trasparenza e di chiarezza e proprio perchè questa amministrazione regionale è la meno colpevole su una questione che si trascina da diciassette anni, non è il caso di accendere I riflettori sull’intera vicenda e di dire alla gente che cosa non ha funzionato , che cosa bisogna ancora fare e come chiudere una vicenda che non è certo un biglietto da vistia per la Basilcata e per il suo Ministro della sanità? Rocco Rosa

Condividi

Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

Rispondi