2019: da Potentini sull’orlo di una crisi di nervi a Potentini orgogliosi di essere Potentini e Putenzes’

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di ROCCO PESARINI

 

 

 

Sabato 19 gennaio è ufficialmente iniziata l’avventura di Matera 2019 Capitale Europea della Cultura.

Non mi esprimerò volutamente su questo appuntamento: il bilancio, ciò che effettivamente si sarà stati capaci di seminare, di costruire, di pianificare e programmare, lo si potrà ovviamente fare, sia  per Matera e i suoi cittadini che eventualmente per la Basilicata e i Lucani tutti, solo a partire dal 1° gennaio 2020.

A partire da sabato – giorno dell’inaugurazione – i social sono stati invasi da post, commenti, foto di giubilo, di entusiasmo, di felicità da un lato, di disprezzo, di scherno, di indifferenza, più o meno autentica, dall’altra.

Io ho scritto due post che riporto fedelmente:

“Noi potentini abbiamo una sola alternativa: goderci e valorizzare anche noi il nostro 2019 (i 900 anni della Morte di San Gerardo in primo luogo ma anche i 100 anni del Potenza… 2 eventi diversi ma storici ed unici) oppure passare tutto il 2019 a “tirare i piedi” a Matera 2019.
Nel primo caso ci dvertiremo, ci emozioneremo, riscopriremo (per chi ne ha bisogno) quant’è bello essere e sentirsi “putenzes”. Nel secondo caso, come si diceva un tempo, “non ci passerà un attimo” e “faremo” la botta. Ora ognuno, al bivio, prenda la strada che preferisce”

“Oggi i Putenzes si dividono in 3 categorie:
1. Chi festeggia orgoglioso Matera
2. Chi rosica criticando Matera
3. Chi finge di fottersene… atteggiamento che
solitamente riserva a suoi stessi concittadini nel resto dell’anno
E poi ci sono io che, solo soletto, mi sento A love supreme di Coltrane su vinile cercando di farmi piacere il jazz…
Ma io so asociale e non faccio testo.
Materani e potentini oggi a Matera divertitevi!
Che la vita una è.”

Due gli spunti quindi di riflessione che dal mio punto di vista vanno evidenziati e sviluppati:

  1. Personalmente non mi scandalizzo affatto, non grido al tradimento, non grido vergogna a tutti quei potentini (e lucani anche) che sono orgogliosi, felici, partecipi dell’evento Matera 2019. E’ giusto che festeggino, che partecipino, che organizzino magari eventi, iniziative da cui trarre benefici economici, culturali e/o di immagine.
  1. Per coloro che non si sentono o non vogliono esser partecipi di Matera 2019, ricordo per l’ennesima volta che il 2019 è un anno storico anche per Potenza: su tutto per i 900 anni di San Gerardo ma anche la felice ricorrenza del primo centenario di vita del Potenza Calcio

 

Ho letto dei post che quasi intendevano che non ami realmente Potenza se non butti letame e manifesti profondo disprezzo per Matera 2019. Onestamente questa posizione credo sia una cazzata di rara assolutezza.

L’amore per una persona o per una città si manifesta in atteggiamenti positivi e concreti non in antitesi o odio verso qualcun altro o verso qualche altra città.

Con i “cugini” c’è rivalità: calcistica in primis ma poi anche in alcuni frangenti amministrativa. Ma rivalità appunto. Null’altro. Oltre personalmente non vado.

Potenza e Matera sono due città molto diverse tra di loro, ognuna delle quali può tranquillamente svilupparsi nelle proprie peculiarità senza necessariamente “entrare in conflitto”.

E il prossimo nuovo governo regionale, da chiunque formato e composto, dovrà riconoscere, valorizzare e sviluppare queste peculiarità. Ma questa è un’altra storia.

Ciò che mi preme evidenziare e mettere in risalto risiede in una domanda:

quanti miei concittadini di quelli che da sabato sputano fiele su Matera 2019 poi “renderanno omaggio” al 2019 di Potenza, partecipando fisicamente, attivamente, alle tante iniziative previste per questo nostro anno storico?

Quanti? Quanti? Quanti?

Dimostrate con i fatti, con la presenza, con le azioni il vostro amore per questa città.

Lasciamo che Matera si goda legittimamente il suo 2019 e chi ha piacere e interesse vi partecipi senza sentirsi “traditore” di chissà quale ideale di “purezza”.

Ma che il 2019 sia l’anno della rinascita putenzes per amore di Potenza, della sua storia, delle sue peculiarità e dei simboli della sua cultura e tradizione.

Non in antitesi o per odio verso qualcun altro.

Questa è la vera sfida che attende noi Potentini per il 2019.

Vediamo cosa ne sarà rimasto il 1° gennaio 2020.

 

Sempre (in)distintamente vostro.

 

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Rocco Pesarini

1 commento

  1. Avatar
    Fedele Zaccara il

    Sono parzialmente d’accordo. L’autore poteva essere più chiaro. Il passaggio dal sottosviluppo allo sviluppo richiede cooperazione fra vicini. Io commerciante di Maratea devo gioire se, vicino a me, apre un ristorante perché ciò significherà più gente e movimento. Oggi, invece, lo denuncia per presunto abusivismo edilizio. I potentini, che vivono una città in crisi, devono gioire per Matera 2019 non perché è polically correct, ma perché Matera 2019 offre un’opportunità a tutta la regione ed anche a Potenza. Devono industriarsi per cogliere i nessi. Cosa che i pugliesi hanno immediatamente capito, anche se avversaria di Matera era Lecce.

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