Alfredo Chiarappa

0

Alfredo Chiarappa e le storie di vita raccontate in formato digitale
Scritto da Lucia Lapenta

Non la definisce né arte, né passione.

Per lui la fotografia è essenzialmente osservazione, studio meticoloso, sperimentazione, autocritica, sacrificio. E, ancora, una sorta di ricerca antropologica costante, condotta su se stesso e sugli altri; un obiettivo spalancato sul mondo, che si apre e si chiude senza “scatti” d’istinto, ma selezionando – quasi maniacalmente – ogni singola riproduzione, con pragmatismo e consapevolezza di ciò che si vuole comunicare.

Alfredo Chiarappa, ventottenne originario di Melfi, il suo incontro con la suggestione del clic lo ha avuto quasi dieci anni fa, a Roma, dopo la maturità scientifica. Nella Capitale, poco più che maggiorenne si specializza in Disegno industriale, continuando ad arricchire il suo background di nozioni tecniche, matematiche, fisiche e informatiche. Ma, in lui vive la creatività, la capacità di comunicare attraverso le immagini, foriere di storie da raccontare con onestà e sentimento. Pertanto, si iscrive alla Scuola romana di fotografia, tra i luoghi culturali all’avanguardia nella formazione visiva, dove impara non solo a padroneggiare gli strumenti del mestiere ma anche a sviluppare un proprio, personale orientamento verso le cose. A trattare la fotografia come mero strumento di espressione, prima ancora che teorico, pratico: “Fotografare – conferma Alfredo che attualmente lavora a Milano realizzando servizi fotografici per la moda, lo spettacolo e nell’ambito dell’advertising – è ciò che faccio e che mi rappresenta al meglio, sia come uomo che come professionista. Sono molto intransigente con me stesso e cerco di ottenere dal mio lavoro la perfezione stilistica, in modo da dare coerenza alle mie idee progettuali”.

Già, perché le istantanee che il giovane melfitano realizza vanno al di là della mera superficie delle immagini: parlano di emozioni, di stati d’animo e sono, innanzitutto, idee che diventano progetti concreti.

“Una foto soltanto – commenta Alfredo, diplomato in reportage d’autore e che nel 2005 ha partecipato al Master tenuto da Massimo Siragusa, fotografo catanese di fama internazionale dell’agenzia Contrasto – non ha significato o, perlomeno, non è in grado di comunicare tutti, ma proprio tutti quegli stati d’animo che scorrono dinnanzi agli occhi e che si tenta di immortalare. In questo senso, la fotografia è mezzo specifico di comunicazione perché trasferisce la teoria nella pratica, converte le sensazioni in qualcosa di concreto, di visibile e interpretabile. E, poi, c’è la partecipazione, il trasporto che mette in sintonia il soggetto e l’oggetto, l’autore con il suo modello. Molti dei lavori che eseguo contemplano questa dimensione, coniugando il ritratto con il paesaggio”.

Volti, ma non solo. Nei suoi progetti fotografici “corali” (perché fatti di più scatti e prospettive) ci sono i territori, gli ambienti invasi dalla modernità, dagli atteggiamenti contradditori. E ci sono anche quei luoghi familiari che riconducono alle proprie origini, dove quotidianamente si può assistere al rinnovamento di gesti antichi, in un continuo ritorno all’identità.

Con la sua macchina fotografica Alfredo ha girato continuamente e non esclusivamente con lo spirito del documentarista o del fotoreporter (nonostante le frequenti collaborazioni con Franco Paggetti e lo studio scrupoloso delle tecniche del ceco-americano Antonin Kratochvil). Ha superato la sottile linea di separazione tra se stesso e il resto del mondo, confrontandosi con realtà ben diverse dalla sua. È stato a Lampedusa (www.alfredochiarappa.com/index.php?/root/migrants-landing-in-lampedusa/) riportando nei suoi vividi scatti il paradosso dell’emergenza sociale di popoli ormai disposti a tutto pur di fuggire dalla disperazione, dalla guerra, dalla povertà.

Ma è stato anche in Russia, a San Pietroburgo ed ha realizzato “Crossing Leningrad” in cui fa vedere come vivono – tra trasgressione e normalità – le nuove generazioni che, sebbene non abbiano conosciuto direttamente il regime comunista, ne sono completamente circondati.

In Inghilterra, invece, Alfredo ha testimoniato l’indole battagliera, la caparbietà, l’intraprendenza ma anche l’esagerazione dei suoi coetanei. In “Battle of Britain”, 26 immagini dal ritmo vorticoso, c’è tutta la voglia dei più giovani di non vivere più come persone comuni, di ribellarsi e di ottenere i propri diritti, anche a costo della violenza.

Ed è pensando al valore dell’identità e, nello specifico, alla sua terra che Alfredo torna spesso e volentieri a casa. Ma non solo, la rende protagonista di ciò che più ama fare.

Basilicata on my mind – chiarisce il fotografo, attratto dalla fotografia alla Alec Soth – è un lavoro nato sulla scia del film di Rocco Papaleo. Un progetto da 21 foto, centrato sulla vita dei giovani lucani che ho intenzione di ampliare e che, insieme a Crossing Leningrad mi consentirà di partecipare alla selezione del Foam International photography e del Burn Magazin, la rivista newyorkese dedicata ai giovani fotografi emergenti. In attesa dei risultati, però, sono concentrato sulla realizzazione di un progetto su pellicola di medio formato che interessa direttamente la città federiciana. “La Melfi rurale” è un lavoro che, tramite il paesaggio, dà conto dei cambiamenti che la mia città ha subito nel corso di vent’anni: dall’insediamento della Fiat ai nuovi piani regolatori che hanno influito sullo sviluppo urbanistico cittadino, alla convivenza tra oriundi e gruppi di persone straniere”.

Orizzonti sempre nuovi e diversi lo attendono: “mi piacerebbe andare in Nord Africa, in Egitto, in Marocco: zone ricche di ispirazione per un fotografo alla ricerca di scorci naturali mozzafiato, ma soprattutto di storie intense da poter tradurre in immagini”.

Da un capo all’altro del mondo, in definitiva, ma con la Basilicata sempre in testa.

Condividi

Sull' Autore

Avatar

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

Comments are closed.