Pasquale Brandi

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Pasquale Brandi, farmacista per professione e ultramaratoneta per passione
Scritto da Lucia Lapenta

La condivisione di un gesto, di uno sforzo, prima ancora che fisico, mentale.

La soddisfazione di tagliare un traguardo e proporsi di andare, la volta successiva, un po’ più in là.

Pasquale Brandi, quarantaduenne farmacista di Potenza, quel gesto e quelle particolari sensazioni le ha vissute (e continua a farlo) in prima persona, solo qualche anno addietro, correndo nei posti più suggestivi e impervi del mondo. Sei anni fa, a trentacinque anni suonati, partendo letteralmente da zero ha iniziato a capire cosa significhi arrivare vicini ai propri limiti, quando non si può fare altro che fermarsi o tentare di proseguire. Quando, cioè, il fisico smette di utilizzare gli zuccheri e inizia ad intaccare le riserve proteiche e di grasso. Quando, la mente, “blindata” dai pensieri inizia a vacillare, ad essere meno lucida, ad accogliere ansie, inquietudini, perplessità. Quando, in estrema sintesi, comincia una sfibrante lotta contro la fatica fisica e contro se stessi nel tentativo di compiere la missione: una corsa “folle”, impossibile per la gran parte, ma non per lui.

Il lucano farmacista di professione e ultramaratoneta per passione è, infatti, riuscito a superare se stesso, coprendo distanze incredibili (si parla di centinaia di chilometri) pari a una quindicina di maratone di fila nell’arco di una settimana, nel bel mezzo di un deserto africano come tra la natura selvaggia della Patagonia o nel gelo pungente dell’Alaska. Senza poter contare su nessuno se non sul proprio spirito di adattamento e di orientamento; calcolando minuziosamente ogni passo, misurando diligentemente le energie perché, eccedere in un senso o in un altro in posti come quelli dove ha corso, non è per tutti e ogni mossa falsa potrebbe valere anche la vita. Dormendo (quando le vesciche sotto e fra le dita non fanno troppo male!) poche ore a notte, bevendo come un cammello litri e litri di acqua, nutrendosi di cibi ad alto contenuto calorico (tantissime proteine e pochissimi carboidrati) affrontando temperature proibitive e potendo contare su attrezzature ridotte al minimo essenziale (un gps portatile per non perdere la strada, la tenda per accampamenti di fortuna e poco altro) e, necessariamente, sul suo buonsenso. Così, armonizzando il ritmo di corsa unicamente al respiro e al rumore dell’acqua contenuta nella sua borraccia, nel novembre del 2006 vince la “Trans 555+”,  una gara di 609 km non-stop nel deserto dei deserti: il Tenerè in Niger. Ci impiega cinque giorni e mezzo, abbattendo per la prima volta il record dei 6 giorni e distaccando il secondo concorrente, il francese Patrice Fayol, di oltre 12 ore. Ma, la vittoria (agguantata nel 2006 allungando il passo in una notte di luna piena) si ripete anche nella recente seconda edizione della Transahariana: 268 km veloci e entusiasmanti in terra algerina che lo consacrano ancora tra i primi al mondo nelle lunghissime distanze.

“Ho iniziato a correre – conferma Pasquale Brandi che continua a vestire il camice bianco come direttore della farmacia avviata a livello familiare – per puro caso. Prima mi accontentavo di praticare windsurf per poche settimane all’anno durante le ferie, ma dal 2004 mi sono scoperto un podista dalla buona resistenza. Un viaggio organizzato sulle coste del Mar Rosso con annesso giro turistico in fuoristrada nel deserto mi ha lasciato suggestioni incredibili che ho ritrovato, navigando su internet, nel sito della 100 km del Sahara, una gara di cinque tappe (di cui una in notturna) di ben 120 km da correre in 4 giorni”.

Un richiamo irresistibile per il farmacista che si è diplomato al Liceo Classico di Potenza e, dopo gli studi accademici alla Facoltà di Farmacia di Bologna è tornato, con la laurea in tasca, nella sua città natia.

“Ho impiegato due mesi – dice Brandi che quando parla delle sue imprese nel deserto si illumina di una luce particolare ricordando la magia che un luogo simile esercita – per affrontare la mia prima gara tra le dune tunisine. Senza alcuna nozione di tecniche di allenamento, ma con il semplice “fai-da- te” ho iniziato a macinare 18 km a giorni alterni intorno all’oasi del Pantano di Pignola, trascinandomi un pneumatico di 9 kg (con tanto di meraviglia da parte dei frequentatori del lago) come zavorra”.

Senza velleità di vittoria, ma con la tenacia e lo spirito d’avventuriero Pasquale Brandi affronta il “battesimo” del deserto come meglio non potesse augurarsi, concludendo la gara al trentaduesimo posto su 109 partecipanti. Un vero exploit per un autodidatta come lui che mai avrebbe pensato di poter fare una maratona, figuriamoci tre in un colpo solo! Ma non è che l’inizio.

Il Sahara gli entra nel cuore e l’anno dopo, nel 2005, parte per la Marathon Des Sables, la Paris – Dakar dei podisti: 250 km suddivisi in 6 tappe da percorrere in 7 giorni e in completa autonomia. Si piazza ottantatreesimo su 900 concorrenti e, nello stesso anno, ci riprova con la 333 km, una gara francese che ogni anno si corre in un deserto diverso. Si migliora ancora perché arriva quinto con un distacco di poco superiore alle dieci ore dal primo.

Quasi ogni due anni si ripresenta al via e, anche quando è costretto al ritiro: “Nel 2008 – ricorda Brandi – ho ritentato il colpaccio alla “555+” in Egitto per difendere il titolo conquistato due anni prima. Purtroppo, l’organizzazione si è dimenticata di un checkpoint (uno ogni 27 km) ed essendo rimasto completamente senza acqua non ho potuto fare altro che arrendermi. Così come è successo nella Rock & Ice Ultra, una gara a tappe di ben 600 km nel cuore dell’inverno canadese. Il dottore della corsa mi ha fermato per un principio di congelamento alle dita delle mani. Continuare in quelle condizioni sarebbe stato folle: in Alaska, a 47 gradi sotto zero, ogni azzardo si paga immediatamente, senza possibilità di recuperare!”.

In attesa di riprovarci con il deserto di ghiaccio, Pasquale Brandi ha pensato bene di rendersi promotore per il prossimo Giugno di una 6 giorni non stop del Pantano: una location altrettanto suggestiva, al pari di Antibes, Atene e il Lago Balaton.

Anche in questo caso, lui ci sarà e il suo scopo sarà – come sempre – quello di arrivare alla fine per poi lanciarsi nuovamente sul prossimo obiettivo.

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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