Il patto per la Basilicata , che quota circa 4 miliardi di euro nei settori delle infrastrutture, dell’ambiente, del turismo, della sicurezza, dello sviluppo produttivo incomincia a passare dalla fase programmatica finanziaria a quella operativa. E’ di una settimana fa la delibera che riguarda l’impiantistica per i rifiuti. E’ questo un settore assolutamente prioritario perché il 2017 scade il periodo di rendicontazione di queste opere, considerate assolutamente prioritarie dall’Europa in relazione ai ritardi che la Basilicata ha accumulato sulla questione, per la colpevole inerzia di amministratori regionali e locali. In questo settore strategico sono compresi gli interventi che risolvono la procedura di infrazione 2007/2015, relativa alla gestione ordinaria dei rifiuti ed allo smaltimento dei rifiuti stoccati; le opere relative al sistema idrico integrato, nell’ambito della distribuzione e qualità delle acque, con particolare riferimento all’adeguamento e ottimizzazione dei sistemi di depurazione, il potenziamento delle strutture di depurazione nelle aree di insediamento industriale, nonché gli interventi per la mitigazione del dissesto idrogeologico. La delibera in questione rende operativa la scheda n.9, e precisamente la realizzazione di impianti intermedi per lo stoccaggio o lavorazione di rifiuti. Il progetto di massima che è stato selezionato riguarda l’adeguamento per il trattamento della frazione secca /sopravaglio) e di quella umida (sottovaglio) e sue successive valorizzazioni – Piattaforme gestione rifiuti di località Cafaro di Atella per l’importo complessivo di M€ 5,00 .
La scelta premia anche la capacità innovativa che il Comune di Atella ha dimostrato, nel pubblicizzare l’intero ciclo di rifiuti attraverso la società in house Ama Utilityes che non sol gestisce in utile la discarica ma che , grazie a queste entrate, ha messo in piedi un sistema di raccolta che incentiva il conferimento da parte dei cittadini e annulla la bolletta della tarsu, che tanto pesa sui cittadini degli altri comuni della Basilixcata ,a cominciare da quelli di Potenza. Il problema di questi soldi è che bisogna spenderli di corsa, giacchè debbono essere rendicontati entro la fine del prossimo anno, pena il rischio di restituirli al’ìEuropa. Questo significa che bisogna ridurre i tempi di realizzazione del progetto esecutivo e di approvazione dello stesso, con tutti glia adempimenti che la cosa comporta. Forse sarebbe il caso che la Giunta desse ai progetti dell’ambiente ( in tutto 33 milioni di ìeuro) una corsia di emergenza, con un indirizzo preciso ai Direttori generali interessati. ( IN COPERTINA UN PROGETTO TIPO PER COMPOSTAGGIO DI RIFIUTI ORGANICI)