Basta con le prese per i fondelli

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di ROCCO PESARINI

Ma, onestamente, ogni tanto, nun v’ sentit’ nu poc’ coglion’ a rispetta’ le regole da inizio pandemia mentre c’è gente che continua a fa semb chi cazz’ vol’?” questo mio aulico e pacato post scritto di mio pugno sul mio personale profilo facebook ha riscontrato, con mia parziale sorpresa, molti riscontri e attestati di “riconoscimento” (inteso non come gratitudine ma come riconoscersi nella situazione).

In tutta Italia pare che i contagi tendano a diminuire mentre solo da noi in Basilicata pare che crescano e pure di tanto e, pare sempre ma mi auguro ovviamente di no, che sia prossimo il nostro ritorno in zona rossa.

Continuo a pensare che gestire la pandemia non possa più esser fatto solo con la calcolatrice alla mano, colorando volta per volta questa o quella regione e che serva più coraggio nelle riaperture, soprattutto per non infierire definitivamente su settori produttivi ormai allo sbando.

Ma ovviamente non sono nemmeno per un “libera tutti” che, considerando il livello ottuso di negazionismo, idiozia e menefreghismo in giro, ci porterebbe a una ennesima ondata con chissà quanti altri morti.

Però mi domando, sempre più stanco, sempre più incazzato e sempre di più con la voglia di iniziare a “ribellarmi” io in primis: cosa diavolo le dichiariamo a fare le zone rosse se poi si trasformano, per totale mancanza di controlli, in zone rosa pallido dove i soliti continuano a fare ciò che vogliono mentre i tanti che finora hanno rispettato le regole rischiano seriamente di impazzire o fallire?

Cosa diavolo dichiariamo a fare le zone rosse con conseguente chiusure di negozi e attività commerciali e produttive se poi, quando iniziamo timidamente a riaprire, non effettuiamo controlli e vigilanza sul territorio per consentano a chi ha sempre rispettato norme sanitarie di continuare a lavorare e sanzionare invece, duramente, quelli che hanno fatto tutto ciò che hanno voluto realizzando, magari, anche più incassi e guadagni?

E allora la si smetta di dichiarare zone rosse qua e là se poi si sa perfettamente che non c’è alcuna possibilità o volontà di controllare e sanzionare realmente chi viola le regole.

Diversamente si corre forte il rischio che inizino a disobbedire non i negazionisti, i no mask, i no vax e i soliti ciuoti e furbetti conosciuti e riconosciuti in questi oltre 12 mesi.

Si corre forte il rischio che inizino a disobbedire le persone, i commercianti, i lavoratori che finora hanno rispettato sempre e comunque le regole. E li si rischia davvero il corto circuito.

Non capirlo denota un’incapacità grave di una classe politica che, probabilmente, farebbe bene  a passare il testimone a qualcun altro.

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Rocco Pesarini

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