TUTELARE I RICERCATORI DI DIALETTOLOGIA

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Vasi di coccio in mezzo ai vasi di ferro. Sei ricercatori del progetto A:L.Ba, legato al centro internazione di Dialettologia, rischia di andare a spasso, nonostante le assicurazioni dell’Assessore Cupparo.  Che non ha fatto i conti col suo ufficio e con i consigli tecnici che gli sono stati dati. Il problema è che una proroga del progetto, sia pure in capo all’Università e non in in capo al centro di dialettologia avrebbe significato la continuazione dei contratti in essere, un nuovo progetto comporta la selezione di nuovo personale di ricerca, cosa che non aiuta certo a consolidare il rapporto esistente. La questione viene evidenziata in un comunicato stampa dei giovani interessati i quali, pur dichiarandosi fiduciosi della risposta delle istituzioni, non nascondono la preoccupazione per  la nuova convenzione della durata di 18 mesi che tra selezioni e prove concorsuali si ridurranno a 12/ 14 mesi, nel migliore dei casi. Come già dichiarato nel corso della conferenza stampa tenutasi lunedì 12 aprile 2021, i ricercatori del Centro Internazionale di Dialettologia sono disposti a partecipare al concorso per gli assegni di ricerca inerente alla eventuale nuova convenzione a cui fanno riferimento l’assessore Cupparo e l’Università, solo nel caso in cui le due istituzioni (Università degli Studi della Basilicata e Regione Basilicata) sottoscriveranno un documento nel quale si impegneranno a stanziare le cifre dovute per un altro triennio di lavoro durante il quale istituire un tavolo tecnico di lavoro finalizzato alla ulteriore prosecuzione delle attività del Centro Internazionale di Dialettologia e ad una sua stabilizzazione. Noi ricercatori siamo consapevoli che la strada è ardua, lunga e tortuosa, ma se c’è la concreta volontà delle istituzioni si può sicuramente raggiungere il risultato sperato. Siamo altrettanto consapevoli che, nonostante gli anni di formazione e ricerca e l’ultradecennale esperienza sul territorio lucano, potremmo non essere noi i vincitori del concorso di cui sopra, ma questo non rappresenta un deterrente per la nostra richiesta di stabilizzazione del Centro Internazionale di Dialettologia perché, prima ancora di essere dei ricercatori, siamo dei lucani e il bene comune per noi viene prima del bene personale. Il C.I.D. ha un valore riconosciuto a livello regionale, nazionale e internazionale come ribadito nel corso della conferenza stampa summenzionata da autorevoli studiosi di linguistica e dialettologia sia italiani che stranieri.

Non siamo solo consapevoli, siamo anche e soprattutto appassionati alla ricerca e all’immenso patrimonio linguistico della Basilicata. Questa passione in assenza di garanzie di futuro, di concretezza, di stabilizzazione quindi, rappresenta per noi un grande limite perché non ci consente di guardare con fiducia alla nostra vita e di costruire il nostro futuro nella nostra terra. Un futuro che con il passare dei giorni diventa sempre meno prossimo e sempre più remoto.

Siamo fiduciosi- scrive il gruppo di ricerca di dialettologia- in una risposta da parte delle istituzioni. Una risposta che non parli solo di ciò che già è in nostro possesso per il finanziamento in corso, ma che indichi un vero impegno delle due istituzioni che corrisponda all’importanza del C.I.D. e non solo parole che creano solo più confusione in chi legge, senza dare una risposta alla nostra richiesta di onestà da parte delle Istituzioni. Qualora non dovesse pervenire una risposta positiva su quanto chiesto, saremo costretti a intraprendere altre strade che ci condurranno sicuramente fuori dalla nostra regione interrompendo il nostro meraviglioso viaggio all’interno delle lingue

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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