BIBLIOTECA POTENTINA 10 – DI POTENZA GENERALE di Don Gerardo Lasalvia

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di ROCCO PESARINI

 

 

DI POTENZA GENERALE di Don Gerardo Lasalvia

Anno di pubblicazione: 2019

Genere: Saggistica

Editore: Edizioni Sant’Antonio

L’anno scorso è ricorso il Nono Centenario della Morte di San Gerardo.

Un grande Santo che, in una piccola città come Potenza, continua a distanza di così tanto tempo a rappresentare il punto di riferimento centrale per una comunità spesso in crisi d’identità.

E proprio la vita, l’opera ed i miracoli di questo grande Santo in una piccola e dimenticata cittadina medievale permettono a Don Dino Lasalvia di dimostrare come il cattolicesimo sia ancora oggi una formula vincente per la costruzione di una civiltà nella quale parole come libertà, cittadinanza, emancipazione possono ancora trovare uno spazio vero e reale.

Don Dino, Novecento anni di San Gerardo. Quanto rimane del suo Messaggio nella Potenza di oggi?

La testimonianza di san Gerardo non è palpabile concretamente. Egli rimane un vero centro mistico per la nostra comunità. La comunità si sente attratta da questo santo perché sente che Egli rivela l’identità profonda di ciascuno di noi. E’ tipico della figura di un patrono fare questa operazione. Di san Gerardo abbiamo poche e scarne notizie e tutte riferibili ad un tempo lontanissimo da noi e dalla nostra mentalità; la sua figura, tuttavia, attesta che lo spirito abita dentro ognuno di noi, e questo spirito ci fa sentire più noi stessi.

L’anno scorso vi è stata la ricorrenza del Nono Centenario della sua Morte. Lei è stato la “mente guida” di questa ricorrenza. Soddisfatto di come la città ha omaggiato il suo Patrono?

Sono molto soddisfatto. La mia intuizione sulla bontà di una celebrazione del Nono centenario della morte di san Gerardo è stata accolta con calore ed entusiasmo. Tutte le categorie sociali hanno voluto impegnarsi per rivelare quanto fosse importante narrare la vita del patrono. Ci sono state più di settanta manifestazioni culturali e scolastiche nel capoluogo durante il 2019 e l’inizio del 2020, tutte gratuite, che sono andate dalle attività dei bambini fino ai concerti del conservatorio. La cosa più importante è stata il gemellaggio con la città di Piacenza, dove san Gerardo è nato, che ha accreditato il nostro sport, la nostra musica e la nostra cultura in quella comunità.

Cosa si può e si deve fare perché il messaggio che San Gerardo ci ha lasciato trovi maggiore attuazione nella nostra comunità cittadina?

Il problema è uscire da due strettoie. La prima è la necessità di uscire dal folklore leggendario. Esso è importante ma non può essere tutto. La nostra comunità ha il diritto di passare dal senso identitario che le tradizioni e le leggende possono dare ad un primo livello ad una presa di coscienza più coerente con la vita di san Gerardo. Il secondo è uscire dalla volontà di trovare a forza un documento storico che attesti la bontà e la veridicità delle azioni che si vivono a Potenza durante il 29 e il 30 maggio, perché la ricerca di identità può farci correre il rischio di forzare la storia e aggiustarla ai nostri gusti contemporanei, con il risultato di una enorme falsificazione proprio di quelle tradizioni che sentiamo importanti. Con serenità, dovremmo prendere il frutto culturale del Nono centenario e cercare di far entrare finalmente la spiritualità che la presenza mistica di san Gerardo promana verso di noi. In altre parole: forse sarebbe l’ora non solo della manifestazione, ma anche dell’applicazione della spiritualità che san Gerardo ha testimoniato con la vita.

E’ in programma un grande evento per suggellare degnamente la ricorrenza del Nono Centenario. Può anticiparci qualcosa?

Purtroppo la quarantena del corona virus ha cancellato l’ultimo tratto delle manifestazioni, che avrebbero dovuto dare il suggello al Nono centenario. Ci siamo ripromessi però di darci appuntamento per il 30 ottobre. Abbiamo in mente alcune pubblicazioni sulla devozione e il culto a san Gerardo durante i secoli, alcune manifestazioni teatrali che possano istruire meglio la cittadinanza. Speriamo anche di poter continuare il discorso del gemellaggio con Piacenza che stava dando frutti così promettenti.

Secondo lei Potenza si presta ad essere location cinematografica o location letteraria?

La nostra città ha un potenziale culturale molto importante. Più che di location io parlerei di maestranze. In ambito cinematografico ho scoperto che ci sono molte persone che sono preparate e che se unite possono dare vita ad una vera e propria industria cinematografica. Abbiamo registi, sceneggiatori, musicisti, costumisti, attori e persino case di produzione. Quindi abbiamo tutto per avviare un discorso serio, di sviluppo, che potrebbe anche dare posti di lavoro. Per quanto riguarda la letteratura, come si sa, a Potenza sono tutti poeti e scrittori (lo dico con una battuta), tuttavia ci sono degli esperimenti molto interessanti, come la notte del libro e la Potenza della lettura, che incoraggiano non poco ad avviare un discorso più strutturale, Potenza potrebbe essere la sede di un festival culturale, come quelli che si vedono per lo più al Nord (festival della filosofia, della mente, della matematica, della poesia ecc). Se ci fosse la capacità da parte soprattutto dei privati di voler investire su evento di questo tipo, tutta la regione se ne avvantaggerebbe. Un esempio: questo è il periodo del millenario dell’arrivo dei Normanni nel Sud, sarebbe bello se Potenza e Melfi si unissero per creare un grande festival che possa gemellare tutte le regioni del Sud, la Normandia francese, le regioni meridionali dell’Inghilterra e la stessa Danimarca. So che sono troppo ambizioso, ma chissà… La Basilicata come centro culturale europeo…

Un libro ambientato a Potenza di cui consiglierebbe la lettura?

Io amo molto i classici e consiglio sempre di leggere “L’eredità della priora” di Carlo Alianello, uno scrittore lucano tutto da scoprire. Una seconda pubblicazione che mi è piaciuta molto è stata quella di Lucio Tufano, “Il corpo della memoria. Dalle stagioni del ‘900”, veramente gradevole.

 

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Rocco Pesarini

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