CARO CAIATA, TANTO DI CAPPELLO!

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Chi ha un po’ di anni alle spalle, sa che il gesto fatto da Caiata nel consegnare ufficialmente  alle autorità la squadra del capoluogo non è una novità, ma quasi una prassi consolidata. Esso porta con sé un messaggio semplice e diretto: in certi campionati e in certi contesti economici ,lo sport è un fatto sociale, non un  fatto economico. E’ intrattenimento, passione, divertimento, occasione per unire. E’ tutto questo, fuorchè un affare privato o un business imprenditoriale, perchè a voler fare le cose in maniera decente c’è solo da rimetterci . Così era nel passato, quando i dirigenti del Potenza calcio consegnavano la squadra al Sindaco e questi inevitabilmente era costretto a guardarsi in giro, a sondare gli ambienti imprenditoriali, a convincere persone riluttanti a dare il proprio contributo per quella che era un gioco di tutta la città. Le cronache degli anni 80 offrono resoconti  di giornate passate a consultare persone ed ambienti ed alla fine qualcosa usciva per tirare avanti. Il gioco poi è cambiato. E secondo me è cambiato da quando  la politica ha cessato di essere servizio collettivo ed è diventato affare di gruppi, di partiti o di persone. Gli imprenditori sono stati sempre “auscultati” , ma per cose meno nobili e meno collettive, che hanno riguardato le campagne elettorali delle persone, qualche volta gli aiuti al partito. E sulla scena dei campi minori, quelli che non hanno un retroterra economico alle spalle , sono subentrati personaggi  un po’ guasconeschi un po’ cialtroneschi, i primi di persone auto esaltate che facevano intravedere cose che non c’erano, i secondi che più spregiudicatamente cercavano di ricavare un affare , di razzolare qualche soldo anche con metodi poco ortodossi.  Nei piccoli paesi  del nostro territorio questa seconda deriva non l’abbiamo vista, proprio perchè il calcio, quasi sempre dilettantistico, è vissuto intorno all’imprenditore di turno che, per passione, per interpretare un ruolo , per comunicare il suo successo, ci ha messo soldi propri, conquistando il rispetto e la benevolenza dei cittadini ( vedi Francavilla e Picerno). Ma Potenza e Matera hanno vissuto entrambe le stagioni: quella della solidarietà e quella dell’avventurismo , sostantivo nel quale , come si vede, compaiono le due v. Con Caiata si è aperto un nuovo scenario, interessante e che induce a riflessioni serie. Un giovane potentino che ha studiato, si è affermato imprenditorialmente fuori dalla Basilicata, che ha inquadrato la gestione di una squadra di calcio nell’alveo di una gestione di impresa non taroccata , che ha voluto provarci con un  progetto credibile nel quale non era compreso il giro delle sette chiese con la mano distesa per chiedere elemosine. E questo suo progetto lo ha sostanziato non solo con investimenti, ma con una gestione societaria seria, fatta di creatività, di progettualità, di  mosse azzeccate e di un corredo eccezionale di spirito di squadra e di orgoglio cittadino. L’uomo ha avuto successo, al punto che la sua immagine è stata subito utilizzata politicamente per fare cappotto elettorale da parte del Movimento di Di Maio, ma ha perso la partita quando non potendo dare spinta ai motori del suo progetto imprenditoriale che comprendeva il nuovo stadio della città, con le ricadute in termini di sfruttamento commerciale della volumetria annessa, ha dovuto interrompere la fantastica salita di quota di quel missile rossoblu.  Lo ha fatto al punto più alto, per dimostrare che non di fallimento si tratta, ma di un progetto che aveva gambe e testa e che poteva allignare anche in città medio piccole , diventando autogestibile nel solo modo in cui le cose si possono fare nella nostra epoca, cioè convenienze imprenditoriali al posto degli oboli delle persone economicamente influenti. Che i  soldi li prendono e li danno  per fatti meno nobili e anche meno… collettivi. Rocco Rosa

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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