DOMENICO FRIOLO: CASERMA LUCANIA

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 DOMENICO FRIOLO CASERMA LUCANIA

CASERMA LUCANIA

Una facciata in pietra,
lunga e monumentale,
con tre piani di bifore
E un portone di marmo.

Il sole l’accarezzava
dipingendo i suoi rilievi
di ombre e chiaroscuri
la bandiera danzava…

A fronte, i giganteschi
alberi decorativi e belli
donavano un sommesso
fruscio di foglie: la villa.

La fontana spruzzava
pillacchere e zampilli,
stille concertavano note
interrotte da mani infantili.

Nel viale, archi di castagni
donavano purezza al respiro
frescura: un invito a sedersi,
sulle panchine, si era dei Re.

Ma anche il furbo adocchiare
le deliziose, bellissime ragazze
passeggiare con naturale porsi
tra il casto ed il civettuolo.

La villa, una platea per le bifore
teatro dal vivo per giovani soldati.
Il battere sull’incudine di Antonio
è svanito, non segna più le ore.

La bandiera, il tricolore non è più,
le bifore, osservano senza fervore,
Piange la fermata SITA, nel ricordo
azzurroargento, or senza valore.

Eppure perla, in questo scrigno
che tanto ha perso e niente vinto.
Il ” LO GIURO” è ammuttolito,
tutto è andato, mi manchi soldato.

 

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Domenico Friolo...

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