CRONACHE DAL METAVERSO – INTERVISTA A ROSANNA GALVANI – ARTE TRA ARCHELOGIA DIGITALE E CONTEMPORANEITA’ (Seconda parte)

Lorenza Colicigno
Nella seconda parte dell’intervista a Rosanna Galvani alias Roxelo Babenco diamo spazio ad alcuni degli artisti e delle artiste che si sono succedute nel tempo nel suo museo e che ancora vi sono presenti e attivi. E’ un piacere ospitare le loro testimonianze. Chiedo pertanto a Rosanna alias Roxelo di presentarceli e di dare loro la parola.

Rosanna Galvani
Partirei con Cherry Manga, artista molto affermata e famosa, alla quale ho chiesto, dove trova l’ispirazione per i lavori che realizza nei mondi virtuali e quanto questa attività è importante per lei e per la sua vita. E ancora le ho chiesto cosa può dire a proposito del rapporto che ha con il Museo del Metaverso.

Cherry Manga installazione (2021) – Voxel 3
Creating multimedia art – ha risposto Cherry Manga – is an outlet I can’t live without for years, metavers is the perfect medium to express myself and to exhibit the creations. Almost each creation is autobiographical or inspired by what matters to me, from the poetry of a bird’s flight to a song that touches my heart. Nature and human kind are my favorite subjects, but I can answer to one’s custom project too. MdM creates spaces for exhibitors and I had the chance to make installations there, I can thank Rosanna for inviting me several times.
Creare arte multimediale è una valvola di sfogo di cui non posso fare a meno da anni; i metaversi sono il mezzo perfetto per esprimermi e per esporre le creazioni. Quasi ogni creazione è autobiografica o ispirata a ciò che mi sta a cuore, dalla poesia del volo di un uccello a una canzone che mi tocca il cuore. La natura e il genere umano sono i miei soggetti preferiti, ma posso rispondere anche a un progetto personalizzato. MdM crea spazi per gli espositori e io ho avuto la possibilità di realizzare installazioni lì, posso ringraziare Rosanna per avermi invitata più volte.
Un’altra artista di cui Rosanna/Roxelo ha voluto sentire il parere è Catarina Carneiro de Sousa alias CapCat Ragu. A lei, che è un’insegnante d’arte portoghese e un’artista, ha chiesto in che modo Catarina e il suo lavoro abbiano influenzato la creatività di CapCat Ragu e viceversa. E ancora, qual è stato il suo rapporto con il Museo del Metaverso nel corso degli anni.

CapCat Ragu installazione a MdM 2015
Eu sou professora numa Escola Superior de Educação! – ha detto Catarina Carneiro de Sousa alias CapCat Ragu – Mas dou aulas num curso de Artes e Multimedia. Antes de ser professora nesse curso tinha pensado pouco na arte digital. Foi realmente está relação com o curso e os alunos que motivou. Isso e o Second Life. E nesse aspecto foi a minha mãe a grande impulsionadora! A Meilo Minotaur entrou antes de mim no SL e foi ela que me chamou para lá! O Museu do Metaverso foi muito importante para mim! Acho que provavelmente a Rosanna nem tem noção disso! Mas foi mesmo muito importante por várias razões. A primeira é evidente, o Museu do Metaverso permitiu-me conhecer outros artistas, o que é sempre muito importante! Mas para além disso a validação que nós, artistas do Metaverso, sentimos com a existência do Museu é fundamental. Infelizmente nem sempre a curadoria do Metaverso é profissional, como é natural. Mas é mesmo importante termos alguém como a Rosanna, a pensar nestas questões da curadoria no Metaverso com profundidade. O Museu do Metaverso foi a razão porque o Virtual Art Lab se instalou no Craft World e a razão porque temos lá também um Sim de Delicatessen!
Sono un’insegnante in una Scuola Superiore di Formazione, ma insegno in un corso di Arti e Multimedia. Prima di diventare insegnante di questo corso, avevo pensato poco all’arte digitale. È stato proprio il rapporto con il corso e con gli studenti a motivarmi. Quello e Second Life. E mia madre è stata la forza trainante! Meilo Minotaur si è unita a SL prima di me ed è stata lei a chiamarmi lì! Il Museo del Metaverso è stato molto importante per me! Penso che Rosanna probabilmente non ne sia nemmeno consapevole! Ma era davvero molto importante per diversi motivi. Il primo è ovvio: il Museo del Metaverso mi ha permesso di incontrare altri artisti, il che è sempre molto stimolante! Ma al di là di questo, la convalida che noi artisti del Metaverso sentiamo con l’esistenza del Museo è fondamentale. Purtroppo la curatela nel Metaverso (inteso come mondi virtuali) non è sempre professionale, ma è naturale. Pertanto è davvero importante avere qualcuno come Rosanna, che pensa a queste questioni curatoriali nel Metaverse in modo approfondito. Il Museo del Metaverso è stato il motivo per cui il Virtual Art Lab è stato installato nel Craft World e il motivo per cui abbiamo anche una regione che si chiama Delicatessen!
Un’altra artista che ha accompagnato Rosanna/Roxelo nel suo percorso di curatrice digitale è Carmen Auletta alias Margye Riba, famosa anche come poetessa in lingua napoletana, alla quale ha chiesto cosa può dirci del progetto Art&Poetry, svoltosi in Second Life da Settembre 2011 a Marzo 1012 e promosso dal Museo del Metaverso, soprattutto cosa ha rappresentato per lei e cosa ha significato, a suo parere, per l’arte dei mondi virtuali.

Carmen Auletta – Autoritratto 2011
Ha significato molto per me il progetto Art&Poetry, – ha risposto Carmen Auletta – grazie ad esso la mia poesia ha conosciuto un pubblico molto più vasto. Ho avuto il privilegio di conoscere molti artisti di Media Art che hanno tratto ispirazione da 22 mie poesie. E’ stata una bella avventura, un vero trionfo dell’Arte! Mi ha emozionata in ogni singola parte. Ho visto il duro lavoro che c’è dietro. Soprattutto ho constatato la grande dedizione della curatrice del Museo, Rosanna Galvani, che non ha risparmiato tempo e sforzi per la realizzazione di queste 22 mostre in un periodo di 22 settimane e a cui hanno partecipato 132 artisti provenienti da ogni parte del mondo. Mi piaceva soprattutto la sinergia evidente tra i mondi virtuali e reali. La cosa entusiasmante era che questa avventura aveva una dimensione internazionale. Non credo di sbagliarmi quando affermo che con questa iniziativa è stata posta una pietra miliare nel mondo della New Media Art in cui, per un solo grandioso progetto , si sono attivati in contemporanea i social network, i mondi virtuali e i luoghi fisici con il sostegno di tante persone, non solo artisti ma anche attori, video maker, interpreti e i vari personaggi della cultura. Vedere come la mia Poesia poteva dialogare attraverso l’Arte mediante le opere di questi artisti mi ha commosso. Colgo l’occasione per ringraziare tutti quelli che hanno lavorato al progetto di Art&Poetry. Grazie a loro, io che sono fortemente invalida, impossibilitata ad uscire di casa, ho potuto girare il mondo con la mia Poesia. Non è stato solo un trionfo dell’Arte, è stato soprattutto una testimonianza di grande solidarietà umana.
Altro protagonista delle curatele digitali di Rosanna Galvani è Daniele Constantin alias Daco Monday, da lui possiamo avere testimonianza di quale sia il rapporto tra Daniele artista nel mondo fisico e Daco artista digitale/virtuale. Quanto l’artista Daniele ha influenzato Daco in termini di creatività e viceversa, in particolare nel rapporto con il Museo del Metaverso.

Daco Monday installazione Voxel 2021
l nickname DACO – ha risposto l’artista – rappresenta le iniziali del mio nome reale usato da sempre per differenziarmi da mio cugino, anch’egli pittore, che usa il cognome di famiglia; questo per dire che non vedo nessuna differenza tra reale e virtuale, né con il digitale, una matita, una sanguigna, un carboncino sono la stessa cosa. Arte non è materia, ma spiritualità. L’arte decorativa non ha mai catturato il mio interesse, quindi operare nel virtuale è stato quasi una liberazione, una liberazione soprattutto dai localismi territoriali italiani. Molti dicono che l’arte virtuale non porta a niente, io rispondo: me ne frego. Penso invece che nel divulgare l’arte, il futuro sia proprio questo. Il Museo del Metaverso lo vedo come un centro culturale del futuro; penso ad una umanità sempre più virtuale e globale, mentre i localismi territoriali diventeranno sempre più sterili.
La fotografa digitale Lucia Baldini alias Fiona Saiman dal 2007 realizza fotografie nei mondi virtuali con molto successo; ultimamente ha iniziato anche a tenere corsi di fotografia in Opensim. A lei possiamo chiedere se questa sua lunga attività nei mondi virtuali con riflessi nel web, visto che le sue foto sono pubblicate sulla piattaforma Flickr, le ha dato delle soddisfazioni e, se sì, quali. Può parlarci anche della nuova esperienza dei corsi in Craft World, di quanto le piace insegnare e di quanto conta per lei il rapporto umano con i suoi studenti. Domanda d’obbligo, per valutare l’impatto che un museo virtuale può avere per gli artisti che lo riempiono di contenuti, è chiederle cosa significhi per lei essere un’artista del Museo del Metaverso.

Fiona Saiman – Porto di Alanna 2022
Innanzi tutto grazie per questa richiesta di partecipazione. – ha detto Fiona Saiman – Per me la fotografia è prima di tutto divertimento e Flickr è un piacevole passatempo per condividere con altri appassionati come me luoghi fotografati nei mondi virtuali, inoltre è un ritrovo di personaggi di ogni tipo e di ogni nazionalità con cui fare conversazione e scambi di esperienze. Per quanto riguarda il corso dei CreAttivi, è il piacere di condividere quello che so fare con chi ancora non si è accorto che il viewer che usiamo ogni giorno è uno pseudo “photoshop” con cui possiamo creare atmosfere spettacolari e aggiungere molto altro per fare una bella foto prima di salvarla sul proprio pc. Forse anche perché ho incontrato molti fotografi che mi hanno insegnato tante cose in 15 anni che il minimo che posso fare è ricambiare la condivisione. Inoltre durante questi incontri di fotografia nascono amicizie interessanti, impariamo a lavorare in squadra e a confrontarci. Ma non mi definisco una vera insegnante, ognuno ha il suo modo di fotografare e la sua esperienza, tutti possiamo imparare da tutti. Il rapporto umano…beh è vitale l’affiatamento che si crea, ci permette di lavorare in armonia. Ho conosciuto il Museo del Metaverso nel 2008 e subito mi sono sentita supportata, affiancata, trovo notevole il lavoro che ci sta dietro, persone competenti e professionali, non è solo Arte, è Cultura, è il Sociale, un enorme laboratorio di umanità e una miriade di Artisti di tutto il mondo da cui apprendere tanto. Sono onorata di sentirmi definire un’Artista dal Museo del Metaverso, ma molto di più di farne parte.
Roberta Minì alias Shellina Winkler è una delle artiste più affermate nei mondi virtuali, ci racconta la sua storia, di come nasce Shellina Winkler e delle soddisfazioni che questa esperienza le ha riservato, in particolare nel rapporto con il museo del Metaverso

Shellina Winkler installazione a MdM in Second Life 2007
Il 3 aprile del 2007 – ha raccontato Roberta Minì, ideatrice e curatrice, tra l’altro, in Craft del progetto didattico “Museo del Gusto”, realizzato con alcune classi della scuola in cui insegna – nasce Shellina Winkler su Second Life. Entrai solo per curiosità e come tutti gli avatar girovagai per un po’ finchè non approdai sulla SIM di Indire (struttura del MIUR) che, conoscevo per ragioni di lavoro in quanto insegnante e lì scoprii che si tenevano delle lezioni di ‘build’ … costruzione. Tutto cominciò per gioco, ma mi appassionai immediatamente alla creazione di sculture 3D attraverso la manipolazione dei prim che per la loro versatilità potevano essere modellati e contorti. Uno dei primi incontri che mi fece capire che era cominciata per me l’avventura come artista è stata l’amicizia con la proprietaria del più antico Museo di SL “The Crescent Moon Museum”. L’ho incontrata per caso e mi ha dato subito il grande privilegio di avere uno dei quadri di prim e una scultura nel suo luogo meraviglioso; coincidenza volle che il quadro di prim che avevo realizzato avesse lo stesso nome del Museo “Crescent Moon”. Era il 2007 ed era più facile, conoscendo l’inglese, interagire e conoscere artisti ed espositori stranieri ed era sempre una grande emozione essere invitata ad esporre di varie gallerie d’arte. In breve però anche in Italia cominciarono ad emergere tantissimi artisti che si dedicarono a diversificate forme d’arte digitale. Tra i luoghi in cui esponevo con una certa frequenza c’era la “Piramide”, nella Sim di Indire dove avevo fatto i primi passi e dove ero ritornata ad esporre poco tempo dopo in mostre collettive di artisti italiani, ed una galleria francese “Pirats”. Entrambe ebbero una lunga storia, ma non sono più attive da anni. Sempre in quel periodo ho conosciuto tantissime persone che hanno sempre incoraggiato il mio lavoro, ed un mio grazie va sempre a Velazquez Bonetto aka Laszlo Ordogh, che ha dedicato un’intera bubblicazione ai miei lavori. E poi Roxelo Babenco aka Rosanna Galvani, una grande sognatrice. Ricordo ancora il nostro primo incontro in un giardinetto con qualche scultura, ci aveva presentato un amico comune, e ci raccontava il suo sogno, la sua visione, il Museo del Metaverso. Un museo che ho visto crescere e che ha sempre accolto un numero incredibile di artisti; grazie a Roxelo ho avuto l’opportunità di conoscere e condividere gli spazi del museo con grandissimi artisti di fama mondiale, non solo nel Metaverso, ma anche nella vita reale. Il momento più alto è stato raggiunto quando nel 2008, a Firenze, si è percepita la fluidità del passaggio dal virtuale al reale e l’immersione nel virtuale passando dal reale di un museo. RL e SL diventano una cosa sola nella mostra “Rinascimento Virtuale”. Sono passati tanti anni da allora, ma la passione per la creazione non si è mai spenta. Nel corso degli anni non ho più realizzato piccole sculture o quadri, ma ho prediletto la forma delle opere immersive in cui l’avatar può muoversi ed esplorare storie e percorsi. Nel corso degli anni ho avuto una galleria “The Knot” di cui andavo molto orgogliosa nella quale esponevo a rotazione. Adesso sono migrata su CRAFT, dove continuiamo a fare sperimentazioni, mostre e io adesso mi dedico a progetti scolastici di didattica immersiva, complice la pandemia che allontanandoci dalle aule ha riacceso quella passione per il Metaverso che si era un po’ assopita.
Ringrazio Rosanna Galvani alias Roxelo Babenco per aver portato in queste Cronache dal Metaverso la voce di artisti, che, ciascuno a suo modo, hanno disegnato un panorama di emozioni e azioni che non può, a mio parere, non far comprendere a pieno quanta storia e quanto impegno emergono dallo scavo archeologico e dalla cronaca di quanto oggi i mondi virtuali segnano la vita delle persone e degli avatar che le rappresentano, ma evidentemente anche del loro pubblico.
Grazie, a lei, per avermi offerto questo spazio di comunicazione e divulgazione, non solo del mio personale impegno, ma soprattutto di quello di artisti e artiste nell’arricchire il mondo dell’arte di creazioni originali, valorizzando le potenzialità creative del digitale. Del mio impegno vorrei ancora sottolineare l’aspetto del voler garantire la “persistenza” di queste opere, allontanando al possibile il rischio che essi diventino reperti archeologici, e, qualora essi lo diventino, di riportarli alla luce e riproporli come sta avvenendo con le diverse versioni di Voxel 1, 2. Voxel 3 sarà inaugurato nei primi tre giorni di ottobre prossimo. Invito, pertanto, chi vorrà e potrà, a non mancare a questa inaugurazione.
Per concludere, mi ricollego a quanto ha affermato Roberta Minì per aggiungere che la pandemia, a mio parere, ha avuto l’effetto riduttivo di far considerare il digitale e la didattica immersiva nei mondi virtuali come una soluzione puramente emergenziale, piuttosto che un modo di accrescere, di aumentare nella quotidianità e nell’ambito delle attività curricolari le potenzialità di questa forma molto incisiva di didattica attiva. Su questo tema potremo confrontarci in successive Cronache dal Metaverso.