Cronache di carta – Viaggio nell’universo della scrittura – Con Rocco Faraone e il suo romanzo Morire di libertà per un incontro-laboratorio nel Carcere Minorile di Nisida

Lorenza Colicigno
Rocco Faraone ha fatto della scrittura un percorso per approfondire le diversità culturali e i pregiudizi che le accompagnano con il romanzo Vite in cammino (BookRoad 2021) e le problematiche dell’adolescenza nei racconti di Con tutti i Sensi (BookRoad 2022), poi l’autore è passato con il romanzo Morire di libertà (Leone Editore 2024) a narrare della grande folla che si muove nelle strade di Napoli, accentuando l’impegno di indagine sociale con il penetrare nei meandri della camorra, con tutto ciò che comporta di conflitti, di violenza, di vite spezzate dalla morte o dal carcere. Ho già avuto modo di recensire questo ultimo romanzo di Faraone su Talenti Lucani (https://www.talentilucani.it/cronache-di-carta-viaggio-nelluniverso-della-scrittura-morire-di-liberta-rocco-faraone-e-le-difficili-scelte-di-chi-si-oppone-alla-camorra/), ma ritorno a parlarne per un incontro – laboratorio che l’autore ha tenuto con i giovani detenuti nel carcere minorile di Nisida.
Il carcere minorile di Nisida
La lettura del romanzo da parte di chi si è misurato con la difficile esperienza di vita della camorra e ora del carcere, ha offerto all’autore un’importante occasione di verifica dell’impatto della sua scrittura. All’arrivo è stato accolto dal direttore Gianluca Guida, dal cappellano e da tutto il personale educativo. Erano presenti all’incontro una ventina di ragazzi. “Attraverso il mio racconto – ci ha riferito Faraone – i ragazzi hanno portato avanti un laboratorio di scrittura e lettura nei giorni successivi all’incontro. Mi hanno fatto domande che avevano preparato e abbiamo discusso di alcuni aspetti della storia. Ho parlato loro dell’importanza della scuola e della cultura in generale, della necessità di recuperare la fiducia e di tornare a sognare, perché, come insegna la storia del protagonista, il destino non è mai segnato, che attraverso la consapevolezza e la volontà ci si può riscattare e quella che può sembrare un’esperienza negativa, potrebbe rivelarsi invece un incentivo verso un riscatto interiore e sociale. Ho poi concluso dicendo loro dell’importanza di trovare punti di riferimento positivi che possano aiutarli ad inserirsi nella società con uno sguardo nuovo rispetto al passato.”.

La copertina del romanzo Morire di libertà
I pensieri dei giovani detenuti, sollecitati dalla lettura del romanzo si sono concentrati su alcuni punti centrali della storia narrata da Faraone. Ne riporto alcuni che sottolineano l’impatto del confronto tra la propria esperienza personale e quella di Aniello, il protagonista del romanzo:
“Aniello invece di farsi sopraffare dalla tristezza, per la sua condizione, comincia ad appassionarsi alla poesia e alla letteratura, queste sono le cose che non ha avuto nella vita sono anche la sua libertà. La scuola rappresenta la sua libertà.”
“La poesia, la letteratura sono per Aniello un dialogo con sé stesso.”
“Questa storia ci insegna che dalla sofferenza si può uscire e si può arrivare a un lieto fine.”
“Gli incontri che facciamo nella vita determinano la nostra storia.”
“Bisogna avere un atteggiamento fiero e camminare a testa alta e non dire sempre di sé.”
“La paura può esserci di aiuto o essere la nostra prigione.”
“Certe volte, purtroppo, siamo costretti a risolverci i problemi da soli perché cresciamo dove l’ambiente ci insegna ad essere così.”
“Aniello per alcuni è un infame, per altri un collaboratore di giustizia e per altri un ragazzo coraggioso.”.
La lettura di Morire di libertà nel carcere di Nisida, dunque, segnala l’efficacia della scrittura quando essa non teme di affondare nelle difficoltà della vita, nei suoi aspetti più brutali, e può, in tal modo, collaborare a un percorso di riflessione sul sé e sul proprio passato, per farne via che conduce dal morire di libertà al vivere di libertà.
Per chi scrive, inoltre, l’incontro con il lettore, con la lettrice, il passaggio, dunque, dal rapporto con il lettore ideale o implicito a quello con il lettore reale, è sempre un’esperienza importante, per misurarsi con la propria visione del mondo e soprattutto con le parole cui l’ha affidata per comunicarla.
Una sfida, dunque, a costruire legami sempre più significativi tra chi scrive e chi legge, diventando lettori di sé stessi attraverso una lente altra, che ne amplifica le capacità di comunicazione.

Rocco Faraone
Rocco Faraone è nato a Potenza nel 1968. Attivista per l’ambiente, si dedica da molto tempo alla scrittura e partecipa attivamente alla vita culturale lucana. Nel 2019 è tra i vincitori del VI concorso di poesia della Universum Academy Basilicata. Ha pubblicato per BookRoad Vite in Cammino (2021) e Con tutti i sensi (2022), romanzi che ha portato in molte scuole, creando occasioni di dibattito su temi sociali contemporanei. Morire di Libertà, Leone Editore, è la sua ultima pubblicazione (2024).