DEPOSITO DELLE SCORIE NUCLEARI: IL MODELLO FRANCESE CHE PIACE AI CITTADINI

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by SEVERINO LAPOLLA

( un articolo scritto a tante mani)

Prendo spunto da un articolo del 28 febbraio 2016, che ho trovato su un quotidiano on line, perché mi hanno colpito soprattutto i commenti dei lettori nei quali ho potuto riscontrare una profonda maturità nelle scelte che riguardano il futuro e una indipendenza di giudizio, scevra dall’influenza di messaggi più o meno subliminali.Così inizia l’articolo:

“E’ in maturazione la scelta circa la destinazione da dare alle scorie nucleari, con la creazione di un  deposito nucleare nazionale, tema che desta preoccupazione e interesse in quasi tutti i cittadini della penisola.La lista dei potenziali luoghi idonei è nelle mani del governo (che stavolta ,nella gestione del problema,intende trarre ispirazione dal  modello francese) e sarà pubblicata, con ogni probabilità,dopo le amministrative.

E qui il primo commento per sottolineare la scelta “opportunistica” della classe politica :

 Perché dopo le amministrative ? ah ah ah  che pezzi di sterco !!!  

Prosegue il giornalista : “Il nuovo deposito dovrà dare una sistemazione definitiva ai rifiuti a bassa e media intensità oggi custoditi in ben 24 mini depositi sparsi in tutta Italia. Il nodo però resta il consenso locale. Uno scoglio affrontato e risolto in Francia con un forte coinvolgimento delle popolazioni. Come accaduto per il deposito dell’Aube, dieci volte più grande di quello che sorgerà in Italia”.

Commento :

Stando a La Stampa, le regioni escluse per farci un deposito sono Marche, Umbria e gran parte dell’Emilia Romagna, le più papabili invece sono Puglia meridionale, qualche zona della Basilicata, le zone costiere della Campania, il Lazio e Toscana, la Sardegna pur non essendo zona sismica non è contemplata, forse perché ci sarebbe il problema del trasporto in mare, e magari qualche bidone ci potrebbe finire dentro ? (quesito non peregrino ! – evidenzia,tra l’altro, un intuito nelle problematiche concrete)

E ancora: “In Francia,dopo una falsa partenza in cui il governo si limitò a promettere soldi, il consenso locale è arrivato con approccio diverso. Ai comitati locali è stato dato pieno accesso a progetti e impianti. Oltre a fondi per finanziare analisi indipendenti approfondite.Questo ha cambiato il rapporto dei cittadini della regione dell’Aube con la struttura, tanto da candidarsi ad ospitare un nuovo deposito quando questo sarà pieno”.

Commento:

Avete mai visto i nostri politici chiedere il coinvolgimento della popolazione, del popolo italiota (che fa rima con id…) in tema di decisioni ambientali??? Avete visto quel buffone di Renzi  chiedere il parere della gente sul tema dello sforacchiamento dei nostri mari in cerca di qualche goccia di petrolio????

Prosegue ancora l’articolo:

 “Emblematica la storia di Philippe Dallemagne, per anni leader degli attivisti che si opponevano al deposito e oggi sindaco di Soulaines, la cittadina più vicina all’impianto. “Il sistema è cambiato nel momento in cui ci siamo potuti sedere intorno ad un tavolo – spiega – e capire il progetto industriale. E soprattutto quando ci sono state garanzie sulla salute e sulla sicurezza. Non solo sui soldi. I soldi non sono niente se non c’è la salute e la sicurezza, non si può essere d’accordo su un approccio come quello.                                                                 Dallemagne, da poco rieletto con l’84% dei voti, è di casa al deposito, sempre aperto per i cittadini della zona e due volte l’anno a tutti coloro che lo vogliono visitare. La chiave sta nella trasparenza e nella fiducia, come spiega il direttore dell’impianto, Patrice Torres. “Abbiamo costruito la fiducia e questo è l’elemento chiave di tutto”

Commento:                                                                                                                                                 Presa per il ku|_0, presa per il ku|_0, presa per il ku|_0, presa per il ku|_0, presa per il ku|_0, presa per il ku|_0!!!! – Cito da WIki. “CONVENZIONE DI AAHRUS.  La Convenzione sull’accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l’accesso alla giustizia in materia ambientale, nota come Convenzione di Aarhus, è un trattato internazionale volto a garantire all’opinione pubblica e ai cittadini[1] il diritto alla trasparenza e alla partecipazione in materia ai processi decisionali di governo locale, nazionale e transfrontaliero concernenti l’ambiente. Focalizzata sul rapporto tra il pubblico e le autorità pubbliche, è stata firmata nella città danese di Aarhus, il 25 giugno 1998 ed è entrata in vigore il 30 ottobre 2001. Al maggio 2013, essa è stata ratificata da 45 stati e dall’Unione europea. In particolare in Italia è stata ratificata con la legge n. 108 del 16 marzo 2001.”  Quei buffoni dei nostri politici, VIOLANO APERTAMENTE LA LEGGE, le leggi da loro stessi ratificate, ed il popolo italiota li applaude!!!! E con una patata ancora più bollente come quella delle scorie nucleari vi aspettate “la partecipazione dei cittadini”???? (segue qualche scurrilità).

L’articolo: ”Continua il Sindaco Dallemagne : “ Ma non è perchè l’abbiamo costruita che la manterremo per sempre. Ci dobbiamo lavorare ogni giorno”.

E qui il commento di una altro lettore, per evidenziare “due mondi diversi”: la scrupolosità francese e la faciloneria di casa nostra 

“Quelle maledette barre di uranio se non le toglieranno in fretta dividerà l’Italia in due.Conosco bene quella situazione. 3 anni fa abbiamo rischiato grosso quando ci fu l’ inondazione del fiume che si è riverso nelle campagne ad un passo da sito dove sono custodite.

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