AREE CARSICHE LUCANE / IL COCCOVELLO: LE GROTTE,IL POZZO E L’INGHIOTTITOIO

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CARMINE MAROTTA

CARMINE MAROTTA

Alle falde del Monte Coccovello, sul versante Nord-Est, le due cavità che rivestono una rilevante importanza nel quadro idrogeologico del bacino ipogeo sono il pozzo e l’Inghiottitoio di Patricello perché immettono negli ipogei le acque superficiali che confluiscono nella omonima dolina. La prima esplorazione risale al 1957, anno in cui Pietro Parenzan ne esplorò i primi metri. Negli anni successivi il Dott. Bellinfante, farmacista in Rivello, effettuò una colorazione delle acque che si immettono negli ipogei notandone poi la presenza, dopo qualche giorno, ad Acquafredda di Maratea. Gli studi degli ipogei sono ripresi nel 1977 quando il Gruppo Geo-Speleo “Valle del Noce” con l’utilizzo della fluoresceina ha confermato, ancora una volta, un collegamento sotterraneo fra la Dolina di Patricello e la Grotta del Dragone a Maratea (distanza in linea d’aria oltre 10 chilometri). Due ingressi della stessa cavità: il pozzo e l’inghiottitoio di Patricello, ingressi della stessa cavità: il pozzo e l’inghiottitoio di Patricello,distanti pochi metri l’uno dall’altro in superficie ma collegati fra di loro a oltre 10 metri di profondità. Sono ad una quota di circa 480 metri l.m.

DOLINA PATRICELLO

DOLINA PATRICELLO

DOLINA PATRICELLO

DOLINA PATRICELLO

INGRESSO PATRICELLO

INGRESSO PATRICELLO

 

 

 

 

 

PATRICIELLO 3

Il pozzo ha una profondità di 12,5 metri ed uno sviluppo totale di 8 mc. Alla base del pozzo vi sono detriti fangosi e su questi moltirifiuti solidi. L’inghiottitoio di Patricello, a pochi metri dal Pozzo di Patricello, è il principale punto d’assorbimento della piana omonima. La minore permeabilità del terreno della dolina PATRICIELLO 2di Patricello, consente il ruscellamento delle acque meteoriche verso il punto più depresso della piana. Esso è stato generato dall’unione di una serie di fusi sotterranei attualmente collegati tra loro da cunicoli molto angusti. Superata la grata di ferro che ostruisce l’imbocco, ci s’immette con un pozzo di 8 metri, nella prima sala. Essa si è sviluppata su un incrocio di fratture della roccia allargate ed erose dall’acqua nel corso dei millenni. Sulla sinistra due cunicoli testimoniano vecchie vie d’adduzioni d’acqua alla cavità. Sempre sulla sinistra un altro cunicolo, molto stretto collega l’Inghiottitoio al Pozzo di Patricello.

Inghiottitoio Patricello

Inghiottitoio Patricello

Alla base del primo pozzo una vasca raccoglie le acque che arrivano con una fragorosa cascata. Sulla destra orografica, ancora un cunicolo, dove si procede carponi, costituisce la via di deflusso delle acque che iniziano il loro “viaggio” nelle viscere del Coccovello alla volta di Maratea. Il cunicolo porta in una saletta dalla quale si aprono due vie contrapposte. La prima, una piccola, porta su un pozzo di 4 metri seguita da un pozzo di 8 metri che conduce ad un laghetto sotterraneo che non consente il seguito delle esplorazioni. Le acque provenienti dalla superficie seguono questa via preferenziale. Il livello del lago non si alza pur essendoci un continuo afflusso d’acqua: ciò fa presupporre più alla presenza di un sifone che a quella di un lago. Di qui, dunque, potrebbero proseguire le gallerie della grotta. La seconda è di difficile accesso per l’elevata quantità di fango presente. Attraverso un ripido meandro di ridotte dimensioni, si raggiunge un pozzo di 5 metri, sul cui fondo esiste un piccolo passaggio attraverso un riempimento di sabbia che conduce ad un laghetto oltre il quale non vi è alcuna possibilità esplorativa. L’Inghiottitoio del Patricello non ha concrezioni perché nel periodo invernale si allaga, condizione che che produce l’ erosione di quanto depositato dall’acqua nel periodo estivo. L’allagamento invernale della cavità condiziona l’esplorazione, naturalmente riservata solo a speleologi esperti, che è possibile solo in periodi estivi e con tempo molto asciutto.

in copertina, foto storica di Dolina patriciello scattata 30 anni fa

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Sull' Autore

Carmine Marotta: nato a Trecchina nel 1957, vive a Prato, frequenta il Liceo “Orazio Flacco” di Lagonegro e Scienze Geologiche a Napoli, speleologo dal 1974, fondatore del Gruppo Geo-Speleo "Valle del Noce" e del Centro Europeo di Speleologia Marina, curatore del Catasto delle Grotte Naturali e delle Aree Carsiche della Basilicata dal 1987, numerosi incarichi nazionali in seno alla Società Speleologica Italiana, autore di molte pubblicazioni scientifiche di geomorfologia e speleologia. Suoi i libri per Coscile Editore: Escursioni sul Coccovello, La Grotta delle Meraviglie, Grotte della Valle del Mercure. Inoltre il volume Grotte ed Aree Carsiche della Basilicata (Ed. Regione Basilicata) e altri testi su ecologia ed escursionismo in Basilicata. Studioso e ricercatore di Storia della emigrazione lucana in Brasile. Suo il libro Casa Confiança (Attucci ed.), bilingue (italiano e portoghese) sulla storia pionieristica dei lucani nello stato di Bahia in Brasile. Collabora con numerosi quotidiani e riviste regionali e nazionali con articoli di geomorfologia, geologia e speleologia. E' volontario in Croce Rossa Italiana e in Protezione Civile.

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