FRANCESCA BERILLO: “MEMORIA”

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MEMORIA
Non ricordo il nome dei miei figli
o quanti ne ho davvero,
perché mi confondo spesso
e la ragazza dolce con il camice bianco
non può non essere una di loro.
Non ricordo perché sono a letto
alle dieci o a mezzogiorno
quando arrivano coloro che dicono di essere i miei figli,
ma io non so se sono padre,
qualcuno mi spiegherà cosa vuol dire.
Ieri ho scoperto che mi alletta passeggiare
col bastone di legno logoro,
non sapevo fosse il mio,
lo possedevo da quarant’anni
il bastone della quercia che mio nonno piantò
e io stesso ho abbattuto.
Me l’hanno raccontato i miei​ ragazzi
alle porte dell’ospedale 
e ho compreso,
non è casa mia.
E allora non è mia figlia la donna con il camice bianco,
non ho bevuto dalla mia tazza di tè,
non è vero che mi vogliono bene.
Non so più a cosa credere,
ma giuro che mi piace proprio passeggiare.
Spero di poter tenere il bastone, 
spero che quella che sto vivendo sia almeno la mia vita.
 
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