ROCCO PESARINI
Conosco Francesco Romagnano da quasi 15 anni. Abbiamo condiviso insieme tante cose: dalla notte di vigilanza all’impianto audio/luci a Montereale, per la seconda edizione del MiniMusicMarket di Culturalia, in mezzo a bottiglie di birra vuote e paste comprate alla pasticceria Lucia, alla Processione di San Gerardo del 30 maggio.
Faccio quindi fatica a definire la nostra chiacchierata intervista ma, ne ero sicuro, son venuti fuori spunti di riflessione e confronto notevoli su una tematica, e non solo, delicata e fondamentale dati i tempi tristi che viviamo: il contrasto ad una povertà sempre più dilagante e diffusa anche tra coloro che mai penseresti possano essere definiti “poveri”.
Puoi anche aver guadagnato 40mila euro in un anno – dice Francesco – ma ti arriva una cartella esattoriale da 100mila l’anno successivo mentre, magari, hai nel frattempo perso anche il lavoro. E di colpo, senza preavviso alcuno, ti trovi in uno stato di indigenza!
Io potentino Onlus e Magazzini sociali ormai sono un punto di riferimento imprescindibile della solidarietà e del contrasto alla povertà a Potenza e non solo…
Si (si fa serio dopo il solito sorriso iniziale che accompagna le nostre “rimpatriate”).
Con il progetto Magazzini Sociali di Io Potentino abbiamo completato quel processo di trasformazione che era partito da un’idea di associazione culturale legata alla potentinità ed al senso di appartenenza, alla devozione intesa laicamente per San Gerardo per approdare al grande tema del recupero eccedenze e del contrasto alla povertà. E il tema, purtroppo, diventa sempre più di triste attualità…
Magazzini Sociali è il progetto ma realizzate tantissime cose…
Le collette alimentari generiche e speciali, il recupero eccedenze, gli eventi di Benvenuto Mi Frà e la Maglietta del cuore – I love Potenza sono tutte quelle azioni attraverso le quali il progetto si concretizza.
Quanta povertà c’è intorno a noi France’?
Tanta purtroppo e molto più di quanto possa sembrare. Manca una mappatura completa del quadro delle necessità alimentari in tal senso. Toccherebbe all’Assessorato alle Politiche Sociali predisporlo ma finora non l’ha mai fatto. E in mancanza ci “arrangiamo”. Abbiamo attualmente 650 iscritti ma siamo convinti che il numero di coloro che hanno realmente bisogno sia intorno alle mille unità (numeri allarmanti su una città di soli 70mila abitanti ndr).
E come “intercettate” questo bisogno?
Attraverso la segnalazione di parrocchie ed enti caritatevoli soprattutto.
La gente guarda comunque con molta diffidenza le collette alimentari ed il mondo delle associazioni caritatevoli in genere….
Si, ce ne accorgiamo giorno per giorno. Ed è per questo che abbiamo puntato molto sulla credibilità del nostro progetto attraverso la tracciabilità delle donazioni…
Ossia?
Grazie al nostro applicativo (copyright Io Potentino ndr) riusciamo a gestire tutta la filiera della donazione in maniera completa ed esaustiva: dal donatore al beneficiario finale, alla persona in stato di bisogno. E cerchiamo di contrastare i “furbetti” mediante la presentazione del modello Isee e dello stato di famiglia.
E a chi dice che “il bene si fa sottovoce” che rispondi?
Non sono d’accordo (nemmeno io, ndr) . In una tematica così importante la condivisione delle informazioni è fondamentale. Il poter raccontare ciò che si fa, ciò che viene realizzato crea entusiasmo. Noi non facciamo nulla di speciale, è Potenza, sono i potentini a dimostrare un cuore immenso. Non è ostentazione di risultati ma giusto riconoscimento di quanto cuore ci sia in questa città! In un città di soli 70 mila abitanti raccogliere 25 tonnellate di cibo rappresenta un risultato straordinario.
Ma concretamente come siete organizzati?
Abbiamo punti di distribuzione dislocati in varie zone della città. Riusciamo a garantire ai nostri assistiti dei kit alimentati equilibrati e variegati, ovviamente parametrati in base alle disponibilità delle eccedenze presenti in magazzino.
Francè il tema è importante. Ma cosa manca ancora alla “cultura della solidarietà”?
Maggiore condivisione nell’obiettivo finale. Vi è poca conoscenza del problema e il tutto si concretizza in un approccio ancora troppo “toccata e fuga”. Occorre invece metter su una vera rete, creare un gruppo coeso tra le associazioni e gli enti che si occupano di contrasto alla povertà.
Sediamoci attorno ad un tavolo tutti insieme e mettiamo su una rete efficace ed efficiente.
Nel mondo associazionistico e culturale sono fautore da sempre della necessità della Rete….
Fai bene. Ma nell’ambito della solidarietà e del contrasto alla povertà la necessità di fare una rete che funzioni bene è doppiamente importante perché in questo ambito se si crea un danno, questo danno è ben peggiore che negli altri ambiti.
E in quest’ottica che ruolo dovrebbero giocare le Istituzioni?
Loro devono governare la creazione di questa rete!
Ad esempio a Potenza manca un tavolo permanente sul contrasto alla povertà. Perché l’Amministrazione comunale ed il competente assessorato non si fanno promotori e lo istituiscono?
La nostra associazione fa parte della Cabina di Regia regionale per il recupero delle eccedenze alimentari il cui più grande risultato finora è stata la realizzazione di un Piano Operativo con la creazione di più punti, sul territorio lucano, di raccolta e smistamento.
La Basilicata non è pionieristica (altrove il Banco Alimentare fa un lavoro immenso, egregio) ma può divenire oggetto di studio anche per le altre regioni italiane e, perché no, europee.
Io Potentino in prospettiva…
Organizzazione sempre più capillare, ruolo da protagonista delle stesse famiglie assistite e coinvolgimento degli studenti (Valentina Loponte, colonna portante dell’associazione, ricorda che, nell’ambito del progetto ministeriale dell’alternanza scuola – lavoro, ciascun studente dovrò effettuare almeno 20 ore lavorative in un settore rientrante nel suo percorso di studi. E queste 20 ore potranno essere tranquillamente impiegate come volontario dell’associazione).
Due domande che faccio a tutti i miei intervistati: Potenza turistica e cosa fare del centro storico cittadino.
Turismo: Potenza deve puntare principalmente su un turismo indotto da Matera 2019 ed Università, oltre che da quello collegato all’ospedale San Carlo, nell’ottica di ciò che deve puntare a divenire: una città di servizi dove però sperimentare la “ricerca di una qualità della vita a 360 gradi” ponendosi, proprio per questo, all’avanguardia.
Centro storico: urge un provvedimento ad hoc sull’utilizzo degli immobili in deroga alla disciplina delle locazioni commerciali ed all’abitabilità. A tal proposito un consorzio, un’unione dei proprietari per sviluppare tutti insieme forme nuove di utilizzo dei locali (ad esempio come vetrine temporanee dei grandi marchi). Il tutto però avendo bene a mente che ormai si son consumati dei fenomeni dai quali non si può più tornare indietro ai quali però aggiungo il paradosso che è vero sì che il centro si è svuotato ma, di converso, non si son “riempiti” gli altri spazi.
Marina Rei sarà la protagonista dell’edizione 2017 di Benvenuto Mi Frà… complimenti
Si e ne siamo orgogliosi. E’ un evento cui teniamo molto e che punterà sempre di più a crescere negli anni così come avverrà per I love Potenza – La maglietta del cuore
Per finire: evento potentino del 2016?
Tutti le iniziative legate ai festeggiamenti di maggio in onore di San Gerardo con un plauso speciale alle associazioni devozionali che, anno dopo anno, compiono un lavoro sempre più importante.
Prima di congedarmi noto Tonino Palladino (altra colonna portante, nonché associatore fondatore di Io Potentino) che sta sistemando con grande cura il magazzino associativo.
Gli chiedo di definire con tre parole la sua esperienza in Io Potentino.
Senza esitare elenca fede (non solo nel senso religioso del termine), credere e tanto, tanto cuore!
La chiacchierata può finire qui.
Lascio i ragazzi alla loro preziosa attività, non prima però di aver ottenuto un sorriso convinto dal piccolo Antonio, il pargoletto di casa Romagnano.
E ora tocca a….


