by SEVERINO LAPOLLA
Leggo sul Quotidiano della Basilicata un articolo sul ritrovamento, in un magazzino della“Provincia” di un busto di Mussolini ,di una lapide e qualcos’altro e l’articolista che, senza alcun imbarazzo,scrive:“la camicia nera ( leggi FdI) Donato Ramunno ha chiesto ascolto al “suo” Presidente, il rosso Nicola Valluzzi. Il busto di Mussolini e la lapide su cui è inciso quel discorso sono negli scantinati della provincia di Potenza. Perché nascondere la storia? Valuzzi aveva già posto il problema. Bene ha fatto Ramunno a sollecitare. Non tutti sapevano (io tra questi) di questa riserva di memoria. Nel giro di qualche ora Potenza ne ha preso consapevolezza. La Provincia di Potenza si è impegnata a recuperare e a esporre i reperti. (Sic !) La politica che ci piace. Senza offese di primogeniture, senza sgambetti. Nessun interesse in gioco? Al contrario. In gioco il bene comune della memoria della città. E relazioni leali di collaborazione all’interno di una istituzione. Ci date qualche altro esempio?” (l.s.)
Perché nascondere la storia? Presidente Valluzzi, ma Lei sa di cosa si sta parlando ? . Mi trovi soltanto un motivo perché si dovrebbe, non dico osannare, ma celebrare un personaggio che di male all’Italia ne ha fatto e non poco ! Vuole qualche cenno su questa memoria della città di cui c’è riserva ? Le racconto io qualcosa, qualcosa di vicino, che non riguarda lo scenario nazionale, ma la nostra regione, come”l’eccidio di Bernalda”
Nel 1923,a Bernalda,erano stati fissati i raduni delle squadre d’azione fasciste del materano,poiché il piano dei gerarchi fascisti era di dare dimostrazione di forza in una comunità che ancora rimaneva refrattaria alle nuove istanze ideologiche. Bernalda era ancora insensibile al fascismo, sostenuto da pochi aderenti, mentre era stata istituita una attiva sezione del Partito Nazionalista, da parte di ex combattenti, socialisti riformisti e qualche ardito..All’alba del 31 gennaio,giunsero a Bernalda le squadre d’azione,con i loro capimanipolo, di Irsina, Pisticci, Laurenzana, Craco, Taranto e Ferrandina e Potenza ( nel gruppo c’era anche un mio zio –camicia nera – e, dopo quell’episodio,ci è stato sempre vietato fraternizzare con quel ramo della famiglia !) . La manifestazione si tramutò ben presto in un violento scontro che si estese nelle vie e piazze principali. La cronaca degli avvenimenti è ancora molto viva nella memoria della comunità. Il pomeriggio,l’esplosione di un colpo d’arma da fuoco provocò uno scontro fra fascisti e nazionalisti, e la sede venne assediata e occupata. Alcuni esercizi commerciali vennero saccheggiati, le case perquisite dai fascisti alla ricerca dei loro rivali e, alla fine, un bilancio pesante: due morti, Giuseppe Viggiano, padre dell’ex sindaco, Pasquale Gallitelli e Maria Di Stasi, colpita a morte mentre stava allattando il suo neonato, oltre ad una trentina di feriti (ma in casa mia si parlava anche di stupri da parte dei fascisti e, all’epoca, quando una donna subiva uno stupro era messa al bando dalla comunità)
Se poi vogliamo parlare in maniera più generale del personaggio di cui al busto in questione si potrebbe parlare degli errori grossolani e delle scelte politiche scellerate che hanno mandato al macello migliaia di militari del tutto impreparati, privi di armamento ed equipaggiati in maniera inidonea ( a mio fratello è costato il congelamento di un dito del piede sul fronte russo ! ) Possiamo parlare delle Leggi Razziali del 1938 che , con estremo cinismo, dalla sera alla mattina hanno escluso dalla società civile non solo quella categoria di “ebrei bottegai” ma anche di quegli ebrei iscritti al Fascio addirittura dalla prima ora e, addirittura, ebrei ex combattenti della prima guerra mondiale con tanto di decorazioni, che avevano contribuito a fare l’Italia unita, oltre alla “cazzata bestiale”( mi si passi il termine) di farsi sfuggire Enrico Fermi e regalarlo agli americani. E vogliamo parlare di quando , pur nella più caotica impreparazione , fu dichiarata guerra alla Francia perché “servivano un pugno di morti per sedersi al tavolo delle trattative” per la spartizione di una Francia già in ginocchio (e furono molto più di un pugno !)? O vogliamo parlare ancora di quando Hitler gli chiese, dopo la liberazione dalla prigionia a Campo Imperatore, cosa fare dei soldati deportati in Germania dopo l’8 settembre ; se era il caso di liberarli e mandarli a casa e lui rispose di no perché il loro rimpatrio poteva dare origine a “turbative “ e chiese di lasciarli lì (tranne quelli -appena un 20 % – che poi aderirono alla Repubblica di Salò. E dei campi di sterminio sulle isole dalmate dove interi villaggi vennero deportati e dove la popolazione fu fatta morire letteralmente di fame e di stenti ( questo prima delle “Foibe“ ! ) . E delle gesta del l‘armata S’agapò” (leggi “ti amo”) a spese della popolazione greca affamata ? ecc …ecc… ecc…
Ma di quale “bene comune della memoria della città” stiamo parlando ! Credo che certe “memorie “sarebbe meglio lasciarle coprire non solo dalla polvere del magazzino ma addirittura da quella dell’oblio! Credo, con tutto il rispetto, che il libro di storia lei dovrebbe andarlo a cercare in soffitta ! Purtroppo tanti aspetti della Storia, quella vera (come l’”Armadio della vergogna” i crimini della Iugoslavia , di Marzabotto ecc..) di quelli, sì, si dovrebbe prendere “consapevolezza”! D’altronde è giusto pure che ognuno propugni le proprie idee, ma seppellendo completamente certe “ primogeniture” !
