HINTERLAND (3° parte) – LO SPIRITO PROVINCIALE

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IL CIRCOLO DI Q      

NICOLA SILEO

Un epilogo con invocazione alla noia come amica e patrocinatrice di queste parole, ai poeti e a tutti coloro che hanno scritto il loro nome nell’ampio cielo provinciale, un libro difficile da leggere e quasi introvabile. Nell’aria dell’Hinterland riecheggiano parole antiche, ma nasce la malinconia per una prospettiva del futuro incerta e pessimista.

Hinterland – (3° parte)

Sulla pira digitale incandescente bruciavano libri e parole inedite
le gru cantavano il loro mantra pomeridiano al cielo oscurato
di nubi colme di pioggia acida e di fili di fumo della cartiera
avanzavano i tir come in un futuristico cartone animato
a portarci il futuro e la fine dell’hinterland e portavano via noi
cosa è rimasto di questi sentieri e di questi amori banali
cosa è rimasto di uomini e uomini e uomini e uomini
pagine di pelle e di ossa e di morbose litanie del giovedì
si chiedevano tutti che fine avremmo fatto un giorno
quando qui non ci sarebbe stato più nulla da fare e da dire
c’era chi invocava spiriti magni sui colli accarezzati dal vento
che apparivano in una nuvola di cartone come Dei disegnati
eccoli lì poeti e contadini e pastori mitologici di questa terra
attraversare nuvole e nuvole e nuvole di tempo e fermarsi
uno si distrae al bivio e non riconosce il cielo in cui è cresciuto
e l’altro guarda il borgo in mezzo ai monti e a gomitoli di nebbia
autoctoni che ascoltate queste brutte angosce mie
avete il potere di mandarmi al diavolo presto subito
in questo putrefatto racconto della vita di provincia
nel carmen continuum della Noia che invoco
con estrema devozione come una opulenta dea Romana
dai piedi grassi e bianchi e dal collo enorme e gonfio
Noia mia amata dolcezza e ragazza meravigliosa
inconsapevole comparsa del libro dell’Hinterland
libro che nessuno leggerà se non noi poveri amanti
di queste esperienze e di pantani di cicche e caffè
e passeggiate al chiaro di lampioni e moscerini
ti invoco a camminare con me su questo marciapiede
sporco di vomiti e ketchup come alle feste patronali
a comprare con me un gelato al bar della piazza vuota
a godercelo sulla panchina e a parlare di tutto ciò
che non ci siamo mai detti e non ci siamo mai detti
Noia mia amata poetessa io ti amo con lo stesso affetto
della strada di casa e del cane che si erge a contemplarmi
della cara pioggia d’autunno sul viale dritto del paese
proteggerai questi versi dall’oblio e dalla morte
farai che queste parole non siano vane o peggio ancora
siano fraintese dalla feccia dalla merda della democrazia
che prima progetta e poi si getta prostrante a implorare
e a rimpiangere di essersi venduta alla massima carica dello schifo
finto quadrato di uno show che avrà fine solo tra cinquant’anni
quando qui non ci saranno che cani e fabbriche di desolazione
per qualche attimo Noia contemplerà le menti che ho amato
il peloso poeta ebreo dei sobborghi americani
e l’anziano precettore delle mistiche visioni
e il timido suonatore di chitarra e mandolino
e il contadino biondo della campagna russa
e il bohemien col Lavelliere che si è appena svegliato ubriaco
ti voglio qui con me compagna  di tutti questi uomini soli
uomini di provincia uomini di cuore uomini e poeti
Rocco si alzerebbe in mezzo al cielo all’ilare tempo della sera
ad aspettare l’alba nuova della fine e piangerebbe lacrime dure
sulle pale eoliche crocifiggerebbe tutti gli uomini grigi
piccoli sigari umani ladri di tempo e vita e salute e lavoro
ed eccola lì l’epifania estrema del grande spirito provinciale
la perseveranza dei nuovi boccioli d’amore incondizionato
per questi prati e queste case e questi mari e questi monti
e questi fiumi e questi campi e questi poeti e questi uomini
e questi alberi e questi amori e questi fiori e questi venti
e questi fuochi sbigottiti e questo coraggio che lascia
una breve speranza sotto il cavolo come un bambino
una dura ed eterna sberla al mal di vivere che accompagna
i giorni di questa natura deforme di questa gioventù
totale incompletezza di pensiero di sensi di paure
capirai e ti difenderai anche dalle piccole mosche assassine
si aggirano forme di vita sconosciute nell’umanità recente
che vive lo scontro con l’anziano spirito nazionalpopolare
e le sue aspre rivendicazioni di aver fondato un’epoca
stupido presuntuoso arrogante stolto duro a comprendere
questa nuova era sconvolta dalle abitudini dell’uomo
trasformista e bionico e tristemente monocolore
e saprai perché canto la noia canto i poeti e canto il nulla
e canto l’hinterland del mondo come il centro del sole
e la mia generazione affrancata ma forte delle chiavi delle stelle
perché epica più grande non esiste dello smarrimento
e della guerra continua col sole offuscato da eliche giganti
contro i laghi della morte e contro amministrazioni animali
eroi che non saranno mai ricordati celebrati vendicati
non un solo punto perché non c’è fine allo spirito del nulla
al suo flusso e alla sua allucinazione perpetua visione
della distesa sterminata e infinita dell’Hinterland

 

 

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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