I possibili ” due forni ” di Salvini.

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Mentre il PD a guida Letta è sempre di più impantanato e il M5S è alla ricerca di una propria identità sperando in Conte,  a destra  dello schieramento politico la strategia politica sembra delinearsi. La proposta avanzata da Salvini  di federare la destra  o meglio di mettere insieme in un unico cartello elettorale: Lega, Forza Italia e le sigle minori presenti nella stessa area  politica punta a riposizionare la Lega ponendola tra la destra nazionalista rappresentata da Fratelli d’Italia e il centro liberale rappresentato dal PD. Con questa operazione Salvini mira a tre obiettivi: salvare la propria leadership, mantenere il profilo di partito nazionale per la Lega, operare secondo la teoria dei due forni propria della Democrazia Cristiana. I due forni, nello specifico, sono: Fratelli d’Italia e  PD. Se il progetto di Salvini prendesse piede, il cartello elettorale che si andrebbe a configurare diverrebbe la prima forza politica presente in Parlamento con una rappresentanza consistente e un notevole capacità coalizionale che verrà utilizzata tenendo ben presente  gli equilibri politici interni e quelli internazionali,  nello specifico relazioni con USA,  Germania e Francia. Salvini per portare a termine l’operazione deve dare una nuova veste ideologica alla Lega, non più Padana, non più Lega nazionale ma un partito conservatore sempre più vicino alla famiglia rappresentata dal Partito Popolare Europeo. Questo avvicinamento, propedeutico all’ingresso vero e proprio nel PPE,  non è  impossibile. Basta dare uno sguardo al profilo politico dei partiti  che fanno parte del PPE e alle affinità esistenti tra la Lega, Cristiano Sociali Bavaresi e Partito Popolare Austriaco. C’è anche da dire che i raggruppamenti politici presenti nel Parlamento Europeo non sono poi così omogenei, ogni partito che vi aderisce ha specificità proprie rivenienti dalla singole storie nazionali. Dicevo questa operazione è finalizzata a salvare la leadership di Salvini e non può  che essere così. Una Lega che ritorna entro i confini padani ridimensiona Salvini facendo emerge ancora di più leader politici come Giorgetti e Zaia. Se Giorgetti dovesse prevalere spianerebbe la strada alla prosecuzione di un governo sostenuto da Lega e PD. Giorgetti tra le altre è già su posizioni vicine al Partito Popolare Europeo per cui la trasformazione del profilo politico della Lega diventa fondamentale per Salvini il quale deve anticipare le mosse del suo potenziale rivale. A differenza di ciò che si pensa l’idea di federare la destra non si sovrappone elettoralmente a Fratelli d’Italia. Con questa operazione Salvini e Meloni individuano chiaramente i rispettivi target elettorali . Da questa operazione, soprattutto nel Mezzogiorno, chi ne uscirà con le ossa rotta sarà proprio il M5S. Alle ultime elezioni politiche il M5S ha avuto mediamente il 44% dei consensi nelle regioni meridionali diventando il primo partito.  L’elettorato del M5S è trasversale ed è elettorato di opinione. E’ inutile negarlo nonostante la buona volontà il M5S ha frustrato molte delle aspettative del Mezzogiorno. Oggi sostiene un Governo Draghi che come si evince chiaramente dal PNRR è schiacciato sugli interessi tosco emiliani rappresentati dal PD e su quelli Padani rappresentati dalla Lega, per cui è plausibile pensare che una parte di quell’elettorato possa finire con il votare Fratelli d’Italia mentre un’altra parte tornerà a votare Lega rafforzando la leadership di Salvini. Ultima cosa: il sistema elettorale. In molti pensano che il “Rosatellum” verrà cambiato con l’introduzione di sistemi che favoriranno coalizioni pre elettorali in nome dell’alternativa tra centrodestra e centrosinistra. Al netto di qualche modifica dovuta alle sentenze della Corte Costituzionale non ci sarà nessun cambiamento di sostanza. Il sistema elettorale asseconderà la logica parlamentare per cui i governi torneranno a farsi in Parlamento nel rispetto dei rapporti di forza dei singoli cartelli elettorali. Un sistema elettorale funzionale alla logica parlamentare consente alla Lega, nuovo PPE, di operare secondo la logica dei “ due forni”  facendo leva sulla “malattia mortale” del PD, la governite, in alternativa su Fratelli d’Italia.

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Sull' Autore

Gerardo Lisco

Capo Unità Org.Amm. presso Ferrovie Appulo Lucane Ha studiato Giurisprudenza presso Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e Sociologia presso l'Università di Salerno

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