Il ritorno della questione Stadio.

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Con la nomina di Potenza a Città dello sport il confronto sulla questione stadio si è di nuovo aperta. Da una parte coloro  che sostengono che lo stadio va costruito sull’area ex Cip Zoo, dall’altra  coloro che sostengono un diverso utilizzo dell’area in questione avanzando, quindi, altre ipotesi rispetto a dove edificare lo Stadio. Ciò che mi fa specie è il continuare ad insistere sul collocare il nuovo stadio  sull’area dove un tempo sorgeva un allevamento suino. Area che, per l’uso che se ne è fatto in passato e per il materiale utilizzato, richiede prima di tutto di essere bonificata. Il solo intervento di bonifica, a parere dei tecnici, richiederebbe non meno di cinque anni a meno che qualcuno non pensi di risolvere la questione seppellendo tutto sotto  una colata di cemento. Questo significa che la costruzione dello Stadio non è qualcosa che si realizzerebbe nel giro di una o, al massimo due, stagioni calcistiche ma richiederebbe sicuramente molto più tempo. La mia impressione è che dietro la questione “Stadio”, per come viene posta, si nascondano fondamentalmente due cose: una è una smaccata operazione di speculazione finanziaria ed edilizia; la seconda è che  tanto il Presidente Bardi quanto lo stesso Sindaco  Guarente, essendo  in affanno, si buttano a capo fitto su questo tema sperando in qualche modo di recuperare quel consenso che tra i cittadini è in flessione. Ciò non toglie che all’interno della coalizione di centrodestra non vi possa essere qualcuno più lungimirante in grado di comprendere la questione e di ragionare in prospettiva.  Potenza, visti i dati economici, non può reggere una struttura di questo genere il che non vuol dire che non si deve costruire un nuovo Stadio di calcio. Faccio notare che di strutture sportive di un certo rilievo che giacciono abbandonate a se stesse già ce ne sono, mi riferisco per esempio al centro sportivo di C/da Lavangone, struttura  costruita dalla C.M. Alto Basento. Da ex assessore alla C.M. Alto Basento ricordo la storia di quell’opera che per essere  completata  ha richiesto diversi anni e che oggi appare sottoutilizzata.  Detto questo dopo aver letto l’ipotesi avanzata dal vice sindaco nonché assessore alle infrastrutture del Comune di Potenza Vigilante penso che la questione possa essere ancora affrontata con buon senso. L’idea avanzata è quella di costruire lo Stadio di calcio a Lavangone,  nelle dichiarazioni si spinge fino a sostenere l’idea della costruzione di una vera e propria cittadella dello sport , aggiungo io vista la posizione al servizio non solo di Potenza ma di un’area più vasta. E’ questa l’idea che negli anni 80 del secolo scorso fece da apripista per la costruzione del centro sportivo a Lavangone oggi abbandonato a se stesso. La posizione è strategica e nell’ambito della riprogrammazione del trasporto pubblico locale secondo un’ottica di integrazione e intermodalità tra servizi automobilistici e ferroviari, urbani ed extraurbani potrebbe rivelarsi anche da questo punto di vista una buona scelta.  Il calcio continua ad essere la passione degli italiani e il Potenza Calcio non è l’unica squadra di calcio in circolazione. Ci sono altre squadre di calcio nell’area che potrebbero benissimo utilizzare lo stesso Stadio per cui la gestione della struttura, vero problema,  potrebbero avere un respiro diverso. La realizzazione dello Stadio  a Lavangone potrebbe avere effetti positivi sulla stessa struttura   già esistente risolvendo un ulteriore problema di spesa pubblica. Potenza ha bisogno di una idea di sviluppo e di crescita e non certamente di operazioni speculative. In campo urbanistico, dopo gli sfaceli degli anni passati, ha bisogno di pianificazione urbanistica. Non so quanti sono consapevoli dei costi sociali rivenienti dallo sviluppo disordinato della città? Un’espansione urbana frutto della speculazione urbana e finanziaria si traduce in costi sociali che alla lunga diventano insostenibili a causa della pressione fiscale per il mantenimento dei servizi sociali e per la svalutazione dello stesso patrimonio edilizio. Avere un’idea di Città significa ragionare in termini di programmazione e di pianificazione e ancora una volta concordo con l’assessore Vigilante che coglie i termini della questione. Essere stati nominati Città dello Sport non significa che l’unica attività sportiva da valorizzare debba essere il calcio. La valorizzazione di tutta una serie di attività sportive potrebbe attivare un circuito economico moltiplicatore con effetti positivi sia per Potenza che per i comuni che fanno parte dell’hinterland. Per le ragioni che ho esposto sono ampiamente convinto che l’idea di realizzare il nuovo Stadio in C/da Lavangone è una buona idea che merita di essere sostenuta.

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Sull' Autore

Gerardo Lisco

Capo Unità Org.Amm. presso Ferrovie Appulo Lucane Ha studiato Giurisprudenza presso Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e Sociologia presso l'Università di Salerno

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