BY ROCCO ROSA
Giuro che l’articolo di ieri l’avevo scritto senza sapere che l’estensore di quello scooppino era Gianni Rivelli il quale oggi,piccato, mi manda a dire che lui fa vero giornalismo e che io invece non so manco dove sia di casa il mestiere. Dipende dal mestiere ovviamente. Se è quello di informare la gente, di farla partecipare, di spronare il dibattito, mi sembra che io lo faccia da 40 anni , se è quello di utilizzare le informazioni per farne arma di pressione politica o peggio di vendetta o di ritorsione onestamente non so di cosa si parli. Avendolo tenuto come collaboratore ad una televisione privata, il Rivelli lo conoscevo diversamente: simpatico,esuberante, pronto a buttarsi a capofitto in quella prima esperienza di giornalismo nella quale in verità io non sono stato un grande maestro, avendogli dovuto ( e non l’ho fatto a sufficienza) insegnare che la sola cosa che fa il giornalista è l’oggettività del racconto, la spersonalizzazione dei fatti, la separazione tra amicizia o conoscenza e il mestiere di raccontare. Sul mio modo di fare giornalismo alla regione, c’è una intera biblioteca di cose pregevoli fatte e che hanno dato lustro al Consiglio regionale di basilicata : riviste,la prima agenzia internet, la biblioteca dell’inedito, i concorsi per le tesi di laurea sulla regione. Di lui alla Regione c’è da ricordare il giornale di mezzogiorno che aveva la pretesa di mettere on line, pagandoli, tutti i giornali locali: la rassegna stampa più costosa del mondo: 800 mila euro all’anno, solo per costi fissi. Ma forse l’obiettivo non era informare i dipendenti ed i consiglierei regionali. Sul perché sia arrivato alla Regione poi , dovrei fare come lui, cioè dire che qualcuno mi ha detto che c’era bisogno di uno come lui. Ciao Gianni, e cerca di crescere, se sei ancora in tempo. Accusare uno che fa il consigliere comunale di fare anche il giornalista, significa dire che nessun giornalista può rappresentare la comunità cittadina all’interno dell’Amministrazione. Ti manca l’abc della democrazia. E si vede