LA CARENZA DEI MEDICI: UN PROBLEMA SERIO PER L’ITALIA, GRAVE PER LA BASILICATA

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antonio santangelo*

Sono anni che si rincorrono gli allarmi (sia della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici che dei principali sindacati della medicina ospedaliera e di quella convenzionata) sulla carenza di medici specialisti e di medicina generale che avremo nel prossimo decennio. Una ’emorragia’ di più di 45.000 medici in 5 anni, che coinvolgerà sia i medici di famiglia che i medici specialisti del Servizio Sanitario Nazionale. Un dato che con il tempo peggiorerà ulteriormente: infatti nei prossimi 10 anni, nel 2028, andranno in pensione 33.392 medici di base e 47.284 medici ospedalieri, per un totale di 80.676 medici. Il dato è allarmante in quanto le uscite stimate per effetto dei pensionamenti non saranno comunque bilanciate dalle nuove assunzioni. Per i medici di base, infatti, le borse per il corso di formazione in medicina generale messe a disposizione fino al 2017 sono state circa 1.100 l’anno e se il numero rimaneva costante (senza le ultime misure prese in questi giorni e di cui ne parleremo in seguito) ad essere ‘rimpiazzati’, al 2028, sarebbero stati non più di 11mila medici, mantenendo un saldo in negativo a quella data di oltre 22mila unità.
Per i medici specialisti del SSN fare un calcolo di quanti potranno essere i nuovi medici assunti a fronte delle uscite per pensionamento è molto difficile: infatti nessuno è in grado di sapere quando saranno banditi i concorsi da parte delle regioni e per quali numeri; senza considerare inoltre che in diverse regioni, ancora in piano di rientro, è ancora in atto il blocco del turn-over  parziale o totale. La situazione odierna è figlia dell’errata programmazione nel garantire risorse adeguate all’iter formativo post-laurea, considerato il numero insufficiente di posti messi a disposizione per le scuole di specializzazione universitaria che per i corsi di formazione specifica in medicina generale. Altro fenomeno che aggrava ulteriormente la carenza dei medici è determinato dai ritardi (8-10 mesi) che un giovane laureatosi, spesso entro i termini del piano di studio, accumula prima di poter accedere ai bandi di concorso per l’area specialistica e per quella della medicina generale e quindi per l’entrata nel mondo del lavoro.

Ma veniamo alla situazione della Medicina Convenzionata con un occhio di riguardo per la nostra regione.

Nella figura n. 1 viene riportato il numero di medici di Assistenza Primaria iscritti al FONDO MEDICINA GENERALE dell’ENPAM pensionandi (a 68 anni) nei prossimi dieci anni suddivisi per le regioni d’Italia:

Regione 2018 2019 2020 2021 2022 2023 2024 2025 2026 2027 2028 Totale
Abruzzo 29 80 99 118 98 79 83 53 43 38 34 754
Basilicata 12 26 48 69 48 61 42 29 19 23 14 391
Calabria 36 92 116 123 131 159 123 112 93 54 58 1097
Campania 107 303 340 378 390 419 362 298 229 176 124 3126
Emilia 65 208 265 274 264 229 224 187 116 98 108 2038
Friuli 18 40 54 81 79 89 71 54 48 46 39 619
Lazio 98 256 297 275 305 290 303 257 225 240 199 2745
Liguria 25 72 74 67 81 74 100 83 56 64 44 740
Lombardia 95 369 438 479 451 486 503 404 339 308 288 4160
Marche 28 70 107 103 125 87 95 72 53 36 45 821
Molise 10 19 25 21 34 28 19 9 5 8 4 182
Piemonte 50 109 158 189 208 243 234 206 166 165 152 1880
Puglia 70 177 252 283 282 293 240 194 149 150 157 2247
Sardegna 42 84 104 121 106 99 76 63 63 55 47 860
Sicilia 75 258 314 347 349 257 275 227 208 202 162 2674
Toscana 75 207 242 238 244 210 173 138 102 89 93 1811
Trentino 14 46 35 46 47 35 41 27 24 31 27 373
Umbria 20 59 66 64 80 44 38 47 34 31 28 511
Valle d’Aosta 1 7 9 6 7 8 8 2 6 5 2 61
Veneto 75 195 256 298 268 247 223 178 178 157 126 2201
Totale 945 2677 3299 3580 3597 3437 3233 2640 2156 1976 1751 29291

Nella figura n.2 sono riportati il numero di medici di Continuità Assistenziale, iscritti al Fondo Medicina Generale dell’Enpam, pensionandi (a 68 anni) nei prossimi dieci anni suddivisi per le regioni d’Italia:

Regione 2018 2019 2020 2021 2022 2023 2024 2025 2026 2027 2028 Totale
Abruzzo 2 6 7 14 21 26 31 37 35 34 24 237
Basilicata 4 5 4 3 11 10 17 20 29 20 28 151
Calabria 3 10 21 22 32 49 52 66 70 94 90 509
Campania 6 18 22 39 47 76 85 82 110 108 94 687
Emilia 5 12 9 10 19 27 21 32 19 19 28 201
Friuli 3 0 1 3 2 3 3 2 5 5 5 32
Lazio 8 14 19 22 33 49 34 38 52 32 39 340
Liguria 0 2 7 9 9 9 11 12 12 8 10 173
Lombardia 2 12 5 9 18 15 17 26 17 28 24 89
Marche 2 1 2 3 12 9 14 12 13 21 13 102
Molise 1 5 6 13 9 12 14 18 18 22 21 139
Piemonte 3 3 12 11 11 17 10 15 19 12 18 131
Puglia 5 14 16 20 26 35 46 58 48 46 55 369
Sardegna 2 7 11 18 30 42 36 52 58 55 55 366
Sicilia 4 20 35 33 58 61 128 91 110 139 118 797
Toscana 5 8 15 29 28 29 24 26 42 41 31 278
Trentino 0 3 1 2 1 7 2 2 4 2 4 28
Umbria 0 1 6 8 8 10 15 7 12 4 3 74
Valle d’Aosta 0 0 0 0 0 2 1 2 1 1 1 8
Veneto 5 5 11 16 14 17 14 16 18 19 25 160
Totale 60 146 210 284 389 505 575 614 692 710 686 4797

Nella figura n.3 sono riportati il numero di Pediatri di Libera Scelta, iscritti al Fondo Medicina Generale dell’Enpam pensionandi (a 68 anni) nei prossimi dieci anni suddivisi per le regioni d’Italia:

Regione 2018 2019 2020 2021 2022 2023 2024 2025 2026 2027 2028 Totale
Abruzzo 4 5 11 8 17 20 23 21 16 11 16 152
Basilicata 0 3 0 4 2 5 7 8 4 10 3 46
Calabria 1 8 9 10 14 13 30 30 16 21 28 180
Campania 2 21 10 25 34 67 63 62 66 75 62 487
Emilia 4 21 19 41 38 26 38 51 33 32 32 325
Friuli 1 7 3 5 9 4 6 6 10 9 2 62
Lazio 2 19 31 46 60 84 75 78 59 56 34 544
Liguria 2 4 8 12 12 6 11 13 13 7 1 89
Lombardia 17 25 40 41 57 62 76 78 78 63 50 587
Marche 1 3 5 6 25 25 13 22 17 11 5 136
Molise 1 1 2 3 1 3 0 2 4 5 5 27
Piemonte 4 20 22 22 19 27 27 20 23 20 14 218
Puglia 6 18 18 34 40 37 54 64 36 47 42 396
Sardegna 4 14 19 14 17 13 19 14 6 12 9 141
Sicilia 4 31 46 65 63 64 61 80 64 66 35 579
Toscana 9 28 24 36 37 48 31 26 27 31 20 317
Trentino 1 4 3 3 5 11 6 12 6 12 4 67
Umbria 1 0 5 6 10 14 9 8 9 2 4 68
Valle d’Aosta 0 2 0 1 0 0 0 1 1 1 0 6
Veneto 7 20 21 19 46 39 46 49 43 43 32 360
Totale 71 254 296 401 506 568 595 645 531 523 397 4777

I freddi numeri (della banca data dell’ENPAM) sono la prova della drammaticità della situazione: nei prossimi dieci anni quasi trentamila medici di Assistenza Primaria andranno in pensione, ma anche quasi cinquemila medici attualmente in servizio nella Continuità Assistenziale raggiungeranno l’età di 68 anni che permette di accedere alla pensione ordinaria di vecchiaia. Sono dati conosciuti da almeno 5 anni, nonostante ciò il bando di concorso per la formazione specifica in medicina generale solo da quest’anno ha visto un  incremento di ulteriori 860 borse su quello base di circa 1100 degli scorsi anni, un numero insufficiente a coprire il fabbisogno per cui non è fuori luogo l’allarme lanciato da Silvestro Scotti, segretario nazionale FIMMG, alcuni mesi fa sulla reale possibilità che fra qualche anno  milioni di cittadini saranno privi del medico di famiglia,

Ancora più critica è la prospettiva per la Pediatria di Libera Scelta: nei prossimi dieci anni ben cinquemila pediatri andranno in pensione, ora se prendiamo in esame il numero di posti riservati alla specializzazione in pediatria dal 2013 in poi (vedi figura 4) si può notare come tale numero sia del tutto insufficiente a garantire il ricambio considerato la necessità di sopperire al turnover in ambito ospedaliero. La pediatria di famiglia, fiore all’occhiello della sanità italiana, rischia quindi di essere fra qualche anno appannaggio solo di alcune realtà creando un’assistenza di serie A e di serie B,  tradendo di fatto i principi fondanti del nostro Servizio Sanitario Nazionale.

Fig. 4 Numero di posti disponibili per la specializzazione in Pediatria dal 2013 al 2018

Anno accademico Anno di specializzazione N. borse specializzandi n. PLS in pensione
2013-2014 2018 357 71
2014-2015 2019 414 254
2015-2016 2020 427 296
2016-2017 2021 427 401
2017-2018 2022 488 506
2017-2019 2023      Dati non disponibili     568
Totale 2113 2096

La carenza di medici specialisti interessa tutte le Regioni, con l’evidente paradosso per cui se, e quando, riapriranno i concorsi, mancheranno i medici italiani da assumere per l’Italia si spalancheranno le porte del discount a cielo aperto che è nei Paesi dei Balcani, dove i medici locali aspettano con ansia di trasferirsi in cerca di redditi maggiori. Un Paese senza medici – a parere di Costantino Troise dell’ANAOO – è un Paese senza sanità e sarà la possibilità di spesa a governare la scarsità dell’offerta professionale. Ecco perché la carenza di medici determinerà un problema di sostenibilità per il nostro Servizio Sanitario Nazionale per cui i principi cardini (universalismo, uguaglianza, equità) saranno termini di un tempo che fu.

Ma veniamo in dettaglio alle prospettive per la nostra regione.

Nella figura 5 vengono riportati in dettaglio i dati per la Regione Basilicata

ANNO CA TRANS.DIP. AP PLS TOTALE
2018 4 12 16
2019 5 26 3 34
2020 4 48 52
2021 3 1 69 4 77
2022 11 1 48 2 62
2023 10 3 61 5 79
2024 17 4 42 7 70
2025 20 3 29 8 60
2026 29 19 4 52
2027 20 23 10 53
2028 28 14 3 45
TOTALE 151 12 391 46 600

FONDO MMG REGIONE BASILICATA. PENSIONANDI 68 ANNI PER CATEGORIA 

CA = CONTINUITA’ ASSISTENZIALE

TRANS. = MEDICI EMERGENZA TRANSITATI ALLA DIPENDENZA

AP =  ASSISTENZA PRIMARIA

PLS = PEDIATRIA DI LIBERA SCELTA

La carenza di medici di famiglia anche in Basilicata è stata più volta ribadita in regione e finalmente qualche risultato è stato raggiunto grazie all’azione sinergica dell’Ordine dei Medici di Potenza e della FIMMG. Infatti quando nei mesi scorsi si ventilava una diversa ridistribuzione dei posti a concorso per il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale in base alla popolazione residente, con la previsione quindi  di una contrazione dei posti disponibili da 25 a 15 per la Regione Basilicata, il pronto intervento dell’Ordine e della Fimmg ha scongiurato di fatto questa eventualità.

Con i Corsi di Formazione Specifica in Medicina Generale attualmente in essere (2015-2018; 2016-2019; 2017-2020) e con i prossimi quatto corsi triennali (dal 2018 al 2024), mantenendo i 25 posti storici della regione Basilicata, conseguiranno il titolo circa 175 medici.

Nella graduatoria regionale (provvisoria del 2018) sono inseriti 849 medici, di questi 151 sono medici di Continuità Assistenziale che andranno da qui al 2028 in pensione. Un buon 50% poi dei medici in graduatoria sono medici che hanno un incarico a tempo indeterminato sia di Assistenza Primaria che di Continuità Assistenziale. Dei restanti medici (350 circa) interessati al turnover in entrata per i futuri pensionandi, circa il 60% sono medici residenti in regioni limitrofe per cui rimangono circa 140 medici residenti nella regione Basilicata che potrebbero essere interessati a futuri incarichi di Assistenza Primaria.

Una semplice operazione matematica, anche nel caso si fosse mantenuto il contingente dei 25 posti a concorso per i futuri CFSMG, mostra come sia verosimile ipotizzare una carenza di circa 70-80 medici di famiglia nel 2028 e quindi la possibilità che a migliaia di cittadini lucana venga negata  l’assistenza sanitaria di base.

Di fronte questo quadro piuttosto fosco, qualche spiraglio di luce comunque si intravede, a livello centrale il ministero ha di fatto aumentato i posti a concorso per la Formazione Specifica di 860 unità e i posti per le Scuole di Specializzazione di 58 unità ricorrendo a risorse aggiuntive derivanti dagli obiettivi di Piano per l’anno 2018. Si è in attesa quindi dell’ulteriore ripartizione dei posti a concorso fra tutte le regioni, per cui è ipotizzabile un incremento di posti per la regione Basilicata da 30 a 35. Sono cifre ancora insufficienti ma l’inversione di tendenza è molto significativa per scongiurare ciò che alcune comunità già ora stanno sperimentando dal Nord al Sud e cioè la necessità per alcune popolazioni di spostarsi anche di 20-30 km per trovare il proprio medico di famiglia.

 

*Dr. Antonio Santangelo

Vice Presidente Ordine dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Potenza

Segretario Regionale FIMMG

 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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