LA CRISI DELL’AUTOMOBILE A MELFI

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di Gianfranco Blasi

Cosa devono fare la politica regionale, gli enti del territorio, l’Unibas ed il sistema d’informazione lucani davanti alla crisi del settore automobilistico nell’area di Melfi? Gli strali isolati del sindacato, che pure rispettiamo,  non bastano. Naturalmente è scontato il tentativo di difendere i livelli occupazionali. Ma, fare questo, all’interno dei vecchi modelli organizzativi e produttivi, è come ricercare la cruna di un ago con gli occhi bendati. Anche il mondo dell’informazione non deve solo riportare acriticamente le veline politico sindacali di un mondo istituzionale e sociale lento a capire i processi di innovazione. A cominciare dalla Testata Giornalistica della Rai Regionale. La comunità scientifica internazionale, le istituzioni pubbliche e l’industria automobilistica mondiale si interrogano già da molti anni su quali siano gli scenari futuribili legati al trasporto di persone e merci. In un quadro generale in cui la rapidità di sviluppo della tecnologia digitale e la sua pervasività sociale rendono imprevedibile qualsiasi evoluzione, alcuni andamenti sembrano tuttavia delinearsi, almeno in attesa di accumulare esperienza e di scoprire applicazioni tecnologiche che aprano ulteriori scenari. Il settore automotive, ad esempio, citato anche nella premessa al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza come uno degli obiettivi strategici dello sviluppo nazionale e richiamato anche dalla Smart Specialisation Strategy di Regioni più avanzate come l’Emilia-Romagna, si trova, già da prima che la pandemia colpisse con violenza, in una fase di radicale trasformazione. Rivoluzionato, da un lato, dalle crescenti prestazioni delle tecnologie digitali finalizzate alla cooperazione, alla connettività e alla guida assistita e autonoma dei veicoli. Indirizzato, dall’altro lato, dalle necessarie e urgenti politiche di riduzione delle emissioni di gas clima-alteranti, misurate in termini di CO₂ equivalente, alle quali l’intero sistema dei trasporti contribuisce per circa il 30 per cento. Oggi disponiamo di veicoli elettrici di straordinarie prestazioni e con una crescente autonomia di percorrenza, veicoli intelligenti in grado di limitare, anche grazie ad un impiego diffuso delle tecnologie di intelligenza artificiale, gli errori umani e migliorare la sicurezza stradale, infrastrutture pronte a raccogliere e trasmettere informazioni per il miglioramento della mobilità, e tutto ciò, opportunamente integrato a nuovi modelli di mobilità a basso impatto ambientale, sostiene la comune volontà di rispettare l’impegno transgenerazionale implicito nel concetto di sviluppo sostenibile. Sono inoltre disponibili, con riferimento anche alle competenze più consolidate della Motor Valley, motori basati su architetture tradizionali capaci di funzionare con nuovi combustibili a bassissimo impatto ambientale o ad idrogeno, o talmente più efficienti in termini di abbattimento delle emissioni allo scarico rispetto al passato che la sola sostituzione dei veicoli circolanti più obsoleti potrebbe avere un impatto significativo sull’ambiente. In tale contesto, è dunque necessario, anche e soprattutto in Basilicata, sviluppare una proposta credibile che confermi un modello di mobilità economicamente sostenibile, socialmente inclusivo, ambientalmente neutrale, che porti a compimento l’evoluzione della filiera automotive in senso multidisciplinare, anche attraverso una reale, profonda e irrinunciabile sinergia tra mondo della ricerca e dell’impresa. Ecco, allora, una proposta da affiancare alla contrattazione sindacale sul futuro dell’Area Industriale di Melfi e della filiera lucana dell’Automotive. Con l’acronimo MASA – Melfi Automotive Smart Area, si propone un modello,  citato in altre aree nazionali tra le migliori pratiche mondiali dalla World Road Association. MASA deve nascere con l’obiettivo di favorire la sperimentazione, la ricerca, la verifica, la standardizzazione e la certificazione delle tecnologie di connessione con l’infrastruttura cittadina e di guida assistita e autonoma. Con la partecipazione di Regione Basilicata, Anci, Unibas, Confindustria, Sindacato, Stellantis, Indotto.  Gli obiettivi specifici del progetto riguardano l’applicazione delle nuove tecnologie digitali ai servizi di mobilità in ambito urbano e extraurbano (smart city e smart road) e al settore dell’industria automotive (automobile connessa / automobile autonoma e relative filiere) per il miglioramento delle condizioni sociali dei cittadini (monitoraggio dello stato di salute, riduzione degli incidenti stradali, sicurezza dei dati e rispetto della privacy), per il miglioramento della qualità della vita urbana (più servizi,  città più attraente, modelli di viabilità adattabili alle condizioni del traffico e dell’infrastruttura stradale), per il risparmio energetico (minori emissioni e minori costi) e per il miglioramento della qualità ambientale (qualità dell’aria e rumore). E’ attraverso questi processi innovativi che anche il sistema produttivo di Melfi riuscirà a riallinearsi alle nuove condizioni di mobilità sostenibile.

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Sull' Autore

Scrittore, Poeta, Giornalista

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