LA DIRIGENZA REGIONALE SMONTATA PEZZO PER PEZZO

0

Anche questa vicenda del conferimenti di incarichi ai dirigenti regionali a tempo indeterminato conferma la filosofia con cui il presidente Bardi ha impostato il proprio lavoro: un forte accentramento personale , tutta la discrezionalità che serve, nessuna pietà per quei dirigenti in odore di centrosinistra, consultazioni con i sindacati senza obbligo di prestare loro ascolto  ma solo perché lo impone la legge.  Dove l’avverbio “formalmente” è diventato il sostantivo “formalita”.E anche quando la legge impone altre cose, come l’impossibilità di rinnovare il rapporto con i dirigenti esterni oltre la scadenza del contratto, interviene il potere assoluto di un Presidente che decide la proroga in nome dell’emergenza. Il meno che si possa dire su tutta questa impostazione dell’amministrazione regionale è che si è mandata in soffitta buona parte della legislazione nazionale, ad iniziare da quella che codifica il rapporto tra Politica ed Amministrazione., che secondo la lettura sinora fatta da tutti, doveva vedere una netta separazione tra indirizzo e gestione, ma che qui , in Basilicata è diventata gestione sotto un Amministratore Unico. Non è critica quella che stiamo svolgendo: è solo meraviglia per come una impostazione del genere possa passare indenne il vaglio della legittimità. In questa tornata degli incarichi  la legge prevede che , dopo aver graduato gli uffici in base alla complessità delle competenze , si faccia un avviso –chiamato interpello- ai dirigenti di ruolo interessati in maniera che ognuno possa candidarsi all’ufficio che , per professione, per titoli e per esperienze fatte,  rappresenta il luogo ideale di lavoro. Per questo motivo, l’aspirante può indicare più uffici nei quali le sue competenze possono esplicarsi. Ebbene, il risultato è che , per la gran parte ,si è fatto esattamente il contrario, assegnando uffici non richiesti e in qualche caso uffici di rango inferiore. Che non è solo un fatto di dignità calpestata, ma anche di retribuzione ed indennità. Ebbene, anche qui , una retrocessione di fatto appare arbitraria, in presenza di un giudizio favorevole sulla conduzione degli uffici precedenti . Una cosa è la rotazione che va fatta sugli uffici sensibili, altra è la retrocessione .Se uno ha preso l’indennità di risultato per aver fatto lodevolmente il proprio dovere in un ufficio complesso, non lo si può portare a dirigere un ufficio di classe inferiore, senza che siano intervenuti fatti a giustifica di questa scelta. Tanto più che , in un caso, il dirigente in questione è il responsabile del Sindacato dei dirigenti! Ma parlando in via generale , e soltanto allo scopo di descrivere il tipo di organizzazione che si sta predisponendo, salta all’occhio il fatto che gli uffici più importanti , quelli soprattutto che sono legati alla gestione dei PNRR, non sono stati assegnati in questa tornata dei dirigenti di ruolo, forse in attesa del concorso nuovo per i dirigenti, forse perché il presidente si riserva di prendere figure professionali dall’esterno in base al criterio fiduciario. Anche qui ,c’è un zigzagare sulla legislazione nazionale, ora entrando ora uscendo dalla linea tracciata dal parlamento. Nel senso che c’è una legge che prevede una riserva per gli interni in possesso di specificati titoli  , riserva che è del 50 per cento sull’organico. Ora una applicazione lineare vorrebbe che si facessero prima i concorsi per poi riservarsi di prendere dall’esterno quella quota del dieci per cento che la legge nazionale consente alle Amministrazioni locali di utilizzare. Se invece si prendono prima i dirigenti dall’esterno , poi quelli che possono fare richiesta di trasferimento da altri enti locali, ecco trovato lo strumento per rimandare i concorsi sine die,  e di rimpinguare l’organico con figure di fiducia ed appartenenza, deludendo le aspettative di quelle nuove professionalità esterne che hanno diritto ad entrare con un concorso nell’amministrazione regionale. . Non c’è da scandalizzarsi, perché di manovre ne abbiamo visto tante anche nel passato. Ma abbiamo visto anche che tante di queste manovre , consumato il tempo di governo, si sono ritrovate d’incanto in fascicoli aperti su altri tavoli istituzionali. La storia  di gran parte del Meridione è che sul potente, quando perde il potere, i riflettori non si spengono ma si accendono. Prudenza ed attenzione , a mio parere, sono sempre i migliori consiglieri, o, nel caso, i due corazzieri che dovrebbero proteggere sempre  un Presidente. Rocco Rosa

Condividi

Sull' Autore

Avatar

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

Rispondi