La IX Edizione del Premio di Poesia Universum – Città di Potenza

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E’ bastato un tovagliolo di carta bianco al poeta campano Alfonso Gargano, nel ristorante adiacente il Teatro Stabile, in piazza Mario Pagano, la piazza “Prefettura” dei potentini, per poter declamare una allegra poesia. Con davanti un flute ricolmo di moscato del Vulture, una silloge in rima,  scritta per omaggiare l’evento classico di inizio primavera. La IX Edizione del Premio di Poesia Universum – Città di Potenza, tenutasi, per l’appunto, il 21 marzo scorso:

L’aria fredda potentina è riscaldata

ardente la poesia, nel Teatro declamata.

In primo piano, della pace la bandiera

nel giorno che si apparecchia la primavera

Un minuto di silenzio ed emozioni

aspettando ansiosi le rituali premiazioni.

Seduta al tavolo, la giuria competente

per la pandemia, mannaggia, c’è qualche assente.

La cantante e il pianista con le note

al loro fianco l’attrice, suadente, dalle belle gote.

Il via alla serata lo da il presentatore

le foto fatte da un poeta vincitore.

Lo scenario teatrale e suggestivo

al Goblin’s aumenta l’allegria, si finisce col digestivo.

È stata una serata intensa e bella,

grazie all’Universum Basilicata e a chi le sta in sella

splendida, infaticabile, Novella.

 

In dieci anni e nove edizioni, oltre millecinquecento poesie partecipanti. Per una media di ben più di cento poesie ad edizione. Poeti e componimenti pervenuti negli anni non solo dall’Italia. Dall’Europa, tante poesie. E poi, dalle Americhe, dall’Australia. Silloge scritte a componimento libero, ma anche in vernacolo, un vero e proprio successo delle ultime edizioni. Tante le sezioni premiate. Quella spirituale della poesia religiosa, quella degli haiku, i componimenti brevi, fulminanti, veri e propri ràsch poetici. Ed ancora, la poesia umoristica. Un premio va al poeta che meglio mette insieme il suo spirito versatile attraverso tre silloge. E poi al miglior libro edito e al Poeta dell’anno che si distingue in più sezioni.

In un anno difficile, fra guerra e pandemia, la Universum Basilicata ottimamente guidata dalla prof, Novella Capoluongo Pinto, è stata pervicace. Non ha rinunciato al suo Premio e a testimoniare attraverso la poesia i valori della Pace e della Solidarietà. La manifestazione si è aperta con la lettura di una poesia di Gianfranco Blasi, direttore artistico del premio, che prima ha ricordato che questo è anche l’anno in cui si celebra il centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini. Blasi, nel suo componimento ha pensato soprattutto a lui. Oltre che a Dostoevskij e ai cieli bianchi delle notti russe di San Pietroburgo. Alla guerra e al senso che si può dare ad una poesia.

Pier Paolo Pasolini

Una canzone, ha detto, “che spero il vento possa far planare dove i nostri cuori desiderano”:

All’alba di una nuova primavera una poesia nascente …

Il marmo duro

si modella

e plasma

prende forma

diventa pietra lucente

utopia di un sogno impossibile

degli echi d’amore

delle ombre d’umore

di uno scultore.

Non c’è tempo nel tempo

nei tempi e nei luoghi della storia

un posto, uno solo

dove non abbia dimorato

la poesia.

C’è chi la immaginò morta

nel secolo delle guerre

e nel trionfo, successivo

dell’effimero.

Pasolini pensò

che il nulla

e il pianto

e i volti scavati

dentro il buio delle periferie

non concedessero luce

alle  notti bianche di San Pietroburgo.

Dove può ancora dimorare

la poesia?

Se non, invece, nel punto

dove la luce bianca del cielo russo

incrocia i riflessi dell’acqua

tanto da veleggiare

verso la luna.

Marmo duro

è il foglio

mentre come il vulcano

quello vicino

all’anima che più riconosco

erutta il ritmo

incessante

della lava e della parola

che non si nasconde più

al pudore della terra

al rosso del mio inchiostro.

Ed è così che all’alba

di un nuovo tempo

di questa stagione nascente

grido, scolpisco, piango e dolcemente imploro

faccio mia

una preghiera:

che sia Pace, pace, pace … pace.

Per ogni verso un tremito

per ogni visione un canto

per tutte le primavere del mondo

un fiore di mandorlo

una genesi di pace

una poesia nascente

San Pietroburgo

Molti i premiati lucani e potentini di questa edizione. La poetessa Carmen Cangi che ha primeggiato nella impegnativa sezione degli Haiku. Alberto Barra, il poeta e pittore potentino che dal suo “buen retiro” di Satriano di Lucania, ha vinto l’ambito primo premio della poesia a scrittura libera. Altri riconoscimenti sono andati alla materana, Daniela Lupi, al giovane poeta di Ferrandina, Domenico Di Stefano, a Canio Calocero, potentino, originario di Pietrapertosa, a Marco Miglionico, a Vittorio Fiorenzano, napoletano, trapiantato a Potenza. E poi, ancora a Luciano D’Andria di Acerenza e a Rosario Titolo, ancora di Matera.

Il premio speciale “Michela Manco” è andato a Valeria Arancio di Messina. Il primo premio per la poesia in vernacolo l’ha vinto Enrico del Gaudio di Castellamare di Stabia. Fina d’Ignoti di Palermo si è affermata nella poesia religiosa. Mentre al primo posto nella poesia ironica è giunto proprio Alfonso Gargano di Salerno. La sezione Silloge è stata vinta con “Metamorfosi” da Stefania Siani di Cava dei Tirreni. Poeta dell’anno il messinese Renato Di Pane, a compendio della sua partecipazione multipla con ottimi risultati.

L’attrice, Eva Immediato, la cantante, Ele Catalani, il maestro, Donatino Ceraldi,con il direttore artistico

 

Una menzione speciale va senz’altro al primo posto fra i libri editi per Francolando Marano, vincitore con “Destinazione Potenza”. Un volume in cui l’autore sprigiona tutta la sua capacità di ricerca, la sua scrittura frutto di studio, passione poetica ed esperienza di vita. Emerge anche la folgorazione per la città di Potenza che lo ha accolto come figlio, giovane professionista ed oggi marito e padre. Una città benigna agli occhi del poeta.

Il vincitore del libro edito, Francolando Marano con il direttore artistico, Gianfranco Blasi

A declamare le poesie vincitrici una straordinaria, Eva Immediato, riconosciuta attrice di spiccate e poliedriche qualità artistiche, socia della Universum e componente della giuria. A premiare, con il rappresentante della Bcc di Basilicata, sponsor unico dell’evento, Fabio Amendolara anche il vice presidente dell’Associazione e giurato, Edoardo Angrisani. Sul palco l’Assessore alla Cultura del Comune di Potenza, Stefania D’Ottavio, sponsor istituzionale del premio e Antonio Candela, Ceo della casa editrice Universo Sud, che pubblica in esclusiva atti e poesie della manifestazione.

Il messinese, Di Pede, poeta dell’anno con la presidente Novella Capoluongo Pinto, la segretaria del premio, Mariella Favale e la giurata, Raffaella Saluzzi Totaro

Ele Catalani, cantante potentina dal soul ricercato ed il maestro. Donatino Ceraldi alle tastiere hanno eseguito alcune hit che hanno dato forza e più spessore ed atmosfera all’evento.

L’anno prossimo il premio celebrerà i suoi dieci anni di vita. “Sarà un decennale più ricco di sorprese, sezioni speciali ed ospiti”. Parola di Novella Capoluongo Pinto. Infaticabile presidente di Universum Basilicata ed ambasciatrice di gran qualità della poesia lucana nel mondo.

 

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Scrittore, Poeta, Giornalista

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