LA POTENZA CHE VORREI Capitolo 4 – Una Città finalmente universitaria

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di ROCCO PESARINI

 

 

Se non erro l’Università a Potenza esiste dal 1982.

Ma dopo ormai quasi 37 Potenza può dirsi e definirsi “città universitaria”, una città cioè dove l’università non rappresenta un corpo estraneo al tessuto cittadino, sociale e culturale, ma rappresenta uno delle colonne, uno dei punti qualificanti dello stesso?

Anche qui, se non erro, la risposta è no (qualora la riposta dovesse invece esser si, potete continuare le vostre usuali attività ed evitare di leggere le righe successive di questo articolo).

I motivi per cui ciò non sia accaduto non lo so: non so se è colpa del mondo accademico potentino, dell’amministrazione, dei ragazzi che si sono iscritti e laureati a Potenza…non lo so.

So che sarebbe auspicabile invertire la tendenza e verificare, valutare, programmare e attuare ogni attività ed iniziativa atta a compenetrare le due realtà: Potenza e la sua Università.

Noto un proliferare di associazioni studentesche in ambito universitario; associazioni che sempre di più creano eventi ed occasioni per coinvolgere e farsi coinvolgere dall’ambiente cittadino  dei locali e degli artisti.

Ma anche qui, nonostante gli apprezzabili sforzi, i caratteri dell’estemporaneità e fugacità di quanto realizzato mi appare evidente.

Non ricordo chi mi disse, sottolineandolo negativamente, come gli universitari “forestieri” non vedessero l’ora del fine settimana per potersene tornare a casa. Non che questo sia sbagliato per carità ma davvero non si trova un modo per coinvolgerli, per invogliarli a rimanere qui anche nel week end?

A Potenza il mondo dell’associazionismo e della cultura sono molto vivaci e attivi: e anche qui però noto un deficit di collegamento, di coordinamento tra chi fa cultura dentro l’Università – al di là della didattica ordinaria – e chi la realizza in città.

In questo caso non ho, almeno per ora, idee concrete e iniziative reali già da poter proporre o suggerire.

Ma già aprire un dibattito, un confronto pubblico tra il mondo accademico potentino, l’amministrazione comunale e le associazioni rappresentative degli studenti sarebbe un ottimo passo avanti per verificare, tutti insieme, di cosa ci sia realmente bisogno per far divenire una volta per tutte Potenza una vera città universitaria.

Ci leggiamo (se vi va) al prossimo capitolo – il quinto – de la Potenza che vorrei.

Sempre (in)distintamente vostro.

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Rocco Pesarini

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