LA SCELTA MIOPE DELL’AUMENTO DEI PREZZI IN BASILICATA

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E’ una scelta scellerata e alla fine perdente quella di alcun i commercianti, ristoratori in testa, di far pagare ai clienti il mancato guadagno di questi mesi , come pure la riduzione dei “ coperti” o le spese extra per i dispositivi di protezione. Quello che era una percezione forte dei lucani viene confermata dall’Unione dei Consumatori Italiani che analizza il fenomeno dell’uscita dalla crisi in relazione all’inflazione . Frutta e verdura sono schizzati alle stelle, così come l’intera filiera legata all’agricoltura e al vivaismo con l’aumento dei fertilizzanti , di disinfestanti e di altri prodotti che servono al ciclo biologico delle piante. Nei ristoranti poi, non tutti riaperti, il costo del pranzo è aumentato  sia a causa dei pochi clienti, sia per la fretta di recuperare margini di guadagno dopo lo stop forzato.  Umanamente si può capire che si cerchi di trovare il modo per salvare i conti, ma  dal punto di vista della buona politica commerciale è una scelta perdente perchè  si scoraggia fortemente il ritorno dei clienti, atteso il fatto che i maggiori frequentatori sono quei professionisti che spesso vanno al ristorante per motivi di lavoro, per trasferte e per relazionarsi con i clienti. Questo fenomeno di aumento dei prezzi sul cibo paradossalmente non è dovuto ad un tracollo delle vendite dei prodotti agricoli nelle regioni del Sud ma ad aumento della  posizione contrattuale di queste aziende  conseguente al fermo obbligato della produzione agricola del Nord . Minore concorrenza, maggiore spazio sui mercati e prezzi aumentati in Sicilia, Basilicata, Lazio e Puglia che sono le regioni più dinamiche sul piano della produzione di frutta e verdura. Per quanto riguarda le regioni , analizza uno studio dell’Unione dei Consumatori, il cibo più caro, in termini di aumento dei prezzi, si trova in Basilicata, +3,9%. Seguono Umbria, Lazio e Calabria (+3,4% per tutte), al terzo posto Campania e Sicilia (+3,3%). La regione migliore, l’Emilia Romagna, con un rialzo dei prodotti alimentari dello 0,9 per cento, poi Valle d’Aosta (+1,5%) e al terzo posto Veneto (+1,9%). Sul fenomeno ha anche inciso il ricorso forzato all’esercizio sotto casa, fruttivendoli e salumerie , sui quali l’aumento dei costi all’origine ha potuto farsi in modo incontrastato, mentre con la grande distribuzione le stesse aziende non hanno  potuto fare la voce grossa. Nascono così le disparità ampie tra  una città e l’altra, da +6,4% a +0,2%, in alcuni anche all’interno della stessa regione, dovute alla ridotta mobilità del consumatore e, quindi, della minore possibilità di scelta maggiormente in quelle città dove c’è minore concorrenza e non ci sono abbastanza forme distributive. Laddove il consumatore, invece, ha più alternative, tra ipermercati, supermercati, discount,  mercati, i rialzi, mediamente, sono stati più contenuti. Quanto agli alberghi , ai lidi e all’offerta logistica nelle varie forme ( agriturismi , b&b) , si sta giocando una partita difficile tra il desiderio di scaricare sul cliente parte dei guadagni mancati e il pericolo di vedersi sfuggire la clientela tradizionale. Che, nella maggior parte, non è fatta di ricconi e di persone cui la crisi ha fatto un baffo, ma di persone che hanno perso anch’esse commesse, consulenze, portafogli clienti,turisti esteri e posti di lavoro e che la vacanza se la possono permettere solo facendo i conti della serva. Avere la capacità di guardare lontano , come albergatori dell’Emilia e imprenditori balneari del Nord stanno facendo, mantenendo i prezzi di sempre, è una politica alla lunga pagante: un percorso più lungo ma che ha un orizzonte più proficuo e più redditizio. Quando si sente di ristoratori a Maratea che aprono a metà luglio, a fronte di quelli che sono stati capaci di rimanere aperti anche in inverno, non c’è dubbio che uno sa dove deve andare , per serietà e coerenza. Rocco Rosa.

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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