LA VITTORIA FERRARI AL MICROSCOPIO: CAPOLAVORO GOMME

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Marco Di Geronimo

Marco Di Geronimo

La Scuderia Ferrari ha vinto il Gran premio del Bahrain. È notizia vecchia: proviamo a capire perciò come ha fatto a perfezionare una vittoria che sembrava impossibile. E la chiave è tutta nella gestione delle gomme Soft.

Diamo una rinfrescata al regolamento pneumatici. In Formula 1 si possono usare tre tipi di gomme in ogni gara, scelti dalla Pirelli in una gamma molto ampia. In questo GP, dalla mescola più morbida a quella più dura, erano le SuperSoft, le Soft e le Medium. Le mescole più morbide durano meno ma offrono più velocità; quelle più dure durano di più, ma vanno più piano.

Per una regola astrusa che vi risparmieremo, le Mercedes e le Ferrari partivano tutte e quattro montando gomme SuperSoft, le rosse più morbide. E le strategie in ballo erano essenzialmente due: effettuare due pit-stop (montando prima le Soft e poi, a fine gara, di nuovo le SuperSoft) oppure risparmiare ventiquattro secondi (tanto ci impiegano a percorrere la pit-lane e fare la sosta le F1 a Sakhir) ma giocarsi le gomme Medium per due terzi di corsa.

Nel tentativo di eludere eventuali undercutle mosse a sorpresa degli inseguitori, che anticipano di un giro il pit-stop per sfruttare le gomme più fresche e ritrovarsi davanti all’avversario – la Ferrari ha richiamato le sue vetture senza far loro allungare gli stint di gara su SuperSoft. La Mercedes invece ha tenuto in pista un altro po’ le sue due W09, con Hamilton diversi secondi dietro Bottas (ricordiamoci che il #44 partiva 9°).

A quel punto si è delineata una situazione piuttosto imbarazzante per il Cavallino. Quando anche le Mercedes sono rientrate, le armi non erano più pari. La Ferrari montava gomme Soft su entrambe le vetture, mentre la Mercedes aveva optato per le Medium. Cioè quella mescola che Maranello aveva dovuto scartare. Le Rosse infatti hanno da sempre problemi con le gomme un po’ più dure, e s’intendono meglio con le più morbide (più semplici da scaldare e sfruttare).

Le Frecce d’argento hanno tirato i remi in barca e risparmiato gomme, sicure che le Ferrari sarebbero rientrate ai box. Era importante risparmiare pneumatici: se i due alfieri del Cavallino fossero scesi a fine gara con gomme SuperSoft fresche, la Casa di Stoccarda avrebbe combattuto con armi davvero sbilanciate. Le Ferrari avrebbero avuto le mescole più veloci del lotto, e per di più nuove; le Mercedes avrebbero invece equipaggiato quelle più lente, e pure usurate.

Non è chiaro se la Rossa fin dall’inizio avesse deciso di azzardare la gara della vita e se richiamare ai box Raikkonen sia stata un’esca per la Mercedes. La sosta del finlandese ha poi complicato gli affari, col meccanico investito che ha impedito a Vettel di rientrare per almeno due o tre giri. Forse è stato in quei frangenti che gli strateghi di Maranello hanno deciso di provare ad andare fino in fondo con le gomme gialle. E a Stoccarda sono rimasti in dubbio fino agli ultimi 12 giri su cosa avrebbe fatto la Ferrari. Quando è stato chiaro che Arrivabene non avrebbe richiamato Vettel ai box, è partito l’ordine di spingere a entrambi i piloti in grigio.

Ma era troppo tardi. Conscio che dietro stavano risparmiando le gomme, anche Vettel ha trattato coi guanti le proprie. E quando Bottas si è lanciato, ha aspettato qualche giro anche lui prima di serrare il ritmo (sempre mantenendo la mano, anzi il piede di velluto sull’acceleratore). Pur perdendo decimi su decimi – le Soft degradano prima delle Medium, e le sue erano anche più usate – il tedesco ha saputo centellinare l’usura, scegliere bene le traiettorie e resistere fino all’ultimo giro. Bottas ci ha provato in ogni modo, ma nulla ha potuto contro la gestione di gara del ferrarista.

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Sull' Autore

Marco Di Geronimo

Classe 1997, appassionato di motori fin da bambino. Ho frequentato le scuole a Potenza e adesso studio Giurisprudenza all’Università degli Studi di Pisa. Ho militato in Possibile, in SI e in MDP, e sono tesserato a “I Pettirossi”. Mi occupo di politica (e saltuariamente di Formula 1) per Talenti Lucani. Scrivo anche per Fuori Traiettoria (www.fuoritraiettoria.com), sito web di cui curo le rubriche sulla IndyCar e sulla Formula E. In passato ho scritto anche per ItalianWheels.


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