L’AMOREVOLE VIDEOSORVEGLIANZA DEGLI “ANIMALETTI” IN QUEL DI POTENZA

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di ROCCO PESARINI

 

 

 

La Polizia locale di Potenza ha annunciato che, in pochi giorni, sono stati decurtati 255 punti sulle patenti di quelli che usano il cellulare alla guida. Ottima notizia, ne sono contento e mi auguro che serva da effettivo deterrente verso un comportamento assolutamente da stigmatizzare (a dirla tutta, inizierei anche a sanzionare, se possibile e laddove possibile, i “pedoni indisciplinati”… ma magari ne riparleremo un’altra volta).

(foto di Pierluigi Laurita)

Ma mi domando e vi domando: ma per lo scempio invece fotografato sulle scale della Chiesa di San Michele (cui si aggiungono scene di abbandono selvaggio dei rifiuti in tante parti del centro storico ma anche in periferia) non è proprio possibile fare niente?

C’è chi evidenzia che occorra tornare nelle scuole ad insegnare educazione civica ed il rispetto per l’ambiente che ci circonda (inteso in senso ampio). Sul punto si susseguono iniziative ma, mi sembra, organizzate e portate avanti a macchia di leopardo (se mi sbaglio, in attesa di esser smentito da dati certi e fatti concreti, chiedo venia).

C’è chi già si è arreso da anni, affermando con triste disfattismo che sono “animaletti” (con tutti il rispetto per gli animali naturali) contro i quali ogni iniziativa, ogni attività, sia essa preventiva, sia essa repressiva, è pressoché inutile.

Poi si sono quelli che, di fronte a scene del genere, fanno spallucce e affermano candidamente “ma se non ci sono cassonetti, dove li devono buttare i rifiuti i nostri ragazzi?”

C’è infine chi evidenzia come le tante annunciate videocamere (il termine videocamera credo sia tre i più utilizzati negli ultimi 10 anni di campagne elettorali, dalle scuole agli atti di vandalismo, dalla prevenzione dei crimini ai reati ambientali) sono stata montate e potrebbero, se funzionanti, servire a cogliere e sanzionare gli “animaletti” di cui sopra.

Non so se sia possibile educare gli “animaletti” sempre di cui sopra; non so quali iniziative di sensibilizzazione si possano mettere in campo, magari partendo appunto dalle scuole, per insegnare agli “animaletti in erba” il rispetto per l’ambiente; non so quale sia il numero di cestini o cassonetti  che possa dirsi sufficiente a far si che sempre questi simpatici “animaletti” possano sporcare di meno.

Tante cose non le so. Ma soprattutto non so se ste videocamere funzionano e se possono realmente servire a punire gli “animaletti” di cui stiamo amorevolmente parlando.

Non lo so. Ma se non servono a questo, precisamente, considerando che hanno avuto ed hanno un costo per l’intera collettività, che diavolo le abbiamo messe a fare?

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Rocco Pesarini

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