L’associazione Telefono Donna di Potenza

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di ROCCO PESARINI

 

 

Lo scorso 25 novembre si è celebrata la Giornata internazionale per l’eliminazione delle violenze contro le donne, tema che purtroppo continua a rimanere di grave attualità.

Dopo aver avuto ospiti in radio Ivana Pipponzi, Simona Bonito e le sorelle Rocchina e Margherita Pace, che ci hanno illustrato lo splendido progetto WOOL che si pone l’obiettivo di sostenere economicamente, attraverso l’erogazione di una borsa di studio o lavoro, le donne che in Basilicata hanno subito violenze e maltrattamenti, era giusto coinvolgere nella delicata questione anche la presidente dell’associazione Telefono Donna di Potenza, dott.ssa Cinzia Marroccoli.

Come è nata e quando l’esperienza di Telefono Donna? 

La nostra associazione è nata nel 1989, con statuto indipendente e con la precisa mission di sostenere ed aiutare le donne vittime di violenza. Da circa 3 anni aderiamo, come associazione, a D.i.RE – rete italiana dei centri contro la violenza  –  della quale mi onoro esser consigliera nazionale.

 

Le attività più importanti di Telefono Donna Potenza? 

Con l’utilizzo di fondi che partono dal Ministero e arrivano, per il tramite della Regione Basilicata, al Comune di Potenza – con il quale vige apposita convenzione – gestiamo il Centro Antiviolenza e la Casa Rifugio Ester Scardaccione.

Quali le attività sia del Centro Antiviolenza?

Con il Centro Antiviolenza, lavoriamo a 360 gradi, spaziando dalla prevenzione alla formazione per arrivare all’organizzazione di convegni e di ogni iniziativa ed attività utili a contrastare il triste fenomeno. Fondamentale e prioritario risulta ovviamente il sostegno ed il supporto che offriamo a tutte le donne che si trovano a vivere situazioni di violenza.

Ecco, ipotizziamo che una donna abbia bisogno di aiuto e voglia rivolgersi a voi. Cosa può fare e come può farlo?

Innanzitutto, deve stabilire con noi un primo contatto telefonico (chiamandoci allo 0971 55 551). Dopo questo primo momento di confronto ed ascolto, la donna può liberamente decidere se proseguire o meno questo rapporto con il Centro. In caso affermativo, viene fissato un appuntamento con l’operatrice presso la nostra sede e a quel punto, qualora le condizioni lo richiedano, può chiedere ed ottenere supporto psicologico ed assistenza legale.

La Casa Rifugio Ester Scardaccione invece come funziona?

In caso di pericolo, previa attenta valutazione del rischio, la donna può richiedere anche di esser ospitata nella Casa Rifugio.

Ospitalità che, come le attività di assistenza e supporto, è totalmente gratuita e può riguardare anche eventuali figli minori.

 

Nella lotta alla violenza contro le donne molti passi importanti sono stati fatti. Ma, a parer tuo, cosa occorre ancora fare?

Occorre che vengano sempre più riconosciute l’importanza e l’utilità dei centri antiviolenza. E questo, sia da un punto di vista di sostegno economico e finanziario con un aumento dei fondi a disposizione e con maggior certezza e continuità per quanto concerne la loro erogazione, sia per quanto concerne un loro sempre più ampio coinvolgimento (anche solo a livello informativo e comunicativo).

Per finire, che rapporto avete con autorità giudiziaria e forze dell’ordine?

Sicuramente un proficuo rapporto di collaborazione che si concretizza soprattutto con l’invito alle donne, in caso di rischio concreto, a rivolgersi ad esse, denunciando la violenza subita.

 

 

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Rocco Pesarini

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